mercoledì, 17 Aprile 2024
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Vi avverto che vivo per l’ultima volta di Paolo Nori

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Vi avverto che vivo per l'ultima volta di Paolo Nori

Vi avverto che vivo per l’ultima volta di Paolo Nori, autore di Sanguina ancora. L’incredibile vita di Fëdor M. Dostojevskij, finalista al Premio Campiello 2021

Vi avverto che vivo per l’ultima volta di Paolo Nori, la poesia, la Russia, digressioni sulla vita dell’Achmatova e di se stesso

Noi e Anna Achmatova è il sottotitolo rivelatore di questo romanzo. La grande poetessa dell’era sovietica, che studiava l’italiano per leggere Dante, è il filo conduttore di un intreccio in cui Paolo Nori, traduttore e curatore di grandi poeti e scrittori russi, approfondisce il quadro storico ed emotivo del momento, riflette sui fatti della guerra tra Russia e Ucraina, racconta le vicissitudini della sua stessa vita, con quel seminario su Dostoevskij alla Bicocca cancellato per evitare tensioni e che alla fine gli consegna grande popolarità, le peripezie per organizzare un viaggio a Pietroburgo e altre memorie, anche molto tristi, che fanno capolino dal passato. Tra queste vicende e quelle della vita personale e letteraria dell’Achmatova, segnata dalla persecuzione politica, oltre al profilo affascinante della grande poetessa, emerge quello di un intero popolo, della Russia e della poesia che in quel paese, attraverso le infinite correnti “del simbolismo, dell’acmeismo, del chiarismo, dell’adamismo, dell’imaginismo, del futurismo, dell’egofuturismo, del cubofuturismo, del raggismo, del centrifughismo, del fumismo e di tanti altri ismi”, è sempre stata irriducibile baluardo di fronte a tutte le forme del potere sovietico. Tra una digressione e l’altra, con sapiente maestria, Nori ci accompagna in questo viaggio nello spleen universale della grande letteratura russa, che l’autore cattura con incredibile efficacia grazie a una genuina passione identitaria per la cultura di quel paese. Facciamo dunque una passeggiata con lui, nelle notti bianche di dostoevskijana memoria, quelle notti in cui a Pietroburgo il sole non tramonta completamente e, lasciando il cielo in una sorta di luce crepuscolare, crea un’atmosfera surreale che amplifica i nostri sentimenti.
Robert, Manuale di Mari

«E noi, che cosa stiamo diventando? E io, cosa sono diventato?» si chiede Paolo Nori. E la risposta viene da una lontananza che in verità brucia distanze e porta con sé, come fosse turbine di visioni, di fatti, di sentimenti, e naturalmente di poesia, la vita di Anna Achmatova.
«Vogliamo raccontare» dice Nori «la storia di Anna Achmatova, una poetessa russa nata nei pressi di Odessa nel 1889 e morta a Mosca nel 1966. Anche se Anna Achmatova voleva essere chiamata poeta, non poetessa, e non si chiamava, in realtà, Achmatova, si chiamava Gorenko; quando suo padre, un ufficiale della Marina russa, seppe che la figlia scriveva delle poesie, le disse “Non mischiare il nostro cognome con queste faccende disonorevoli”. Allora lei, invece di smettere di scrivere versi, pensò bene di cambiar cognome. E prese il cognome di una sua antenata da parte di madre, una principessa tartara: Achmatova.» Anna era una donna forte, una donna che, «con la sola inclinazione del capo – come ebbe a dire Iosif Brodskij, suo amico e futuro premio Nobel – ti trasformava in homo sapiens». “Suora e prostituta” per i critici sovietici, esclusa dall’Unione degli scrittori, privata degli affetti più cari, diventata, durante la Seconda guerra mondiale, la voce più popolare della Russia sotto l’assedio nazista, indi rimessa al bando, sorvegliata, senza mezzi. Ha profuso ostinazione e fermezza. Ha patito come patiscono le anime che, anche quando cedono, non cedono. Non ha smesso di scrivere, anche quando la sua poesia si poteva soltanto passare di bocca in bocca. Ha saputo, alla fine della sua vita, essere quel che voleva diventare: la più grande poetessa, anzi, il più grande poeta russo dei suoi tempi.
Dopo essere entrato in quella di Dostoevskij, Nori entra in un’altra vita incredibile, ma questa volta ci rendiamo conto che, nell’avvicinare Anna a noi come siamo diventati, e noi alla Russia come è diventata, ci troviamo di fronte a un’urgenza crudele, a una figura che ci guarda, ci riguarda, e ci tocca più forte dove siamo ancora umane creature.

L’autore

Paolo Nori (Parma, 1963), laureato in letteratura russa, ha pubblicato romanzi e saggi, tra i quali Bassotuba non c’è (1999), Si chiama Francesca, questo romanzo (2002), Noi la farem vendetta (2006), I malcontenti (2010), I russi sono matti (2019), Che dispiacere (2020) e Sanguina ancora (2021). Ha tradotto e curato opere, tra gli altri, di Puškin, Gogol’, Lermontov, Turgenev, Tolstoj, Čechov, Dostoevskij, Bulgakov, Chlebnikov, Charms.

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Vi avverto che vivo per l’ultima volta.
Noi e Anna Achmatova
di Paolo Nori
Editore: ‎Mondadori (21 febbraio 2023)
Copertina rigida: ‎264 pagine

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Alessandra
2 mesi fa

Paolo Nori è stato al centro del dibattito culturale negli ultimi anni e sono curiosa di leggere questa storia “russa”. Un mio amico (che ha letto il libro) me l’ha assolutamente consigliato dicendomi che gli ha dato uno sguardo diverso sulla storia russa, sul suo popolo e la storia passata.

Giuseppe
Giuseppe
5 mesi fa

Questa donna è incredibile . Spero di poter approfondire la sua storia grazie a questo libro

Anna
Anna
9 mesi fa

Ringrazio di cuore Manuale di Mari per il romanzo! Sono molto contenta e felice di iniziarlo!

Anna Maria
Anna Maria
10 mesi fa

I libri che raccontano di persone così forti e determinate mi incuriosiscono sempre e anche la storia di Anna mi piacerebbe conoscere. Questa donna che non si arrende e lotta per le sue idee e ideali. Una grande donna!

chiara
chiara
10 mesi fa

Adoro i libri che io definisco in modo forse grezzo ma sentito “veri e reali” e questo sembra essere uno di questi. Da non perdere direi!

Maria
Maria
10 mesi fa

Mi piacerebbe approfondire la storia di una donna che pur di non smettere di scrivere cambia il suo cognome. E che ha continuato a coltivare la sua passione pur se perseguitata. Una storia da approfondire e da far conoscere a tutti.

Anna
Anna
10 mesi fa

Un’anteprima molto intensa e profonda, sembra proprio un libro interessante.

Fatima
10 mesi fa

Un romanzo davvero interessante. Mi piacerebbe approfondire la storia di Anna Achmatova e sapere di più sulla sua vita. Spero tanto che possa avere la possibilità di leggerlo

Anna Nenci
Anna Nenci
10 mesi fa

Un estratto profondo , un’analisi interessante.
Un’escursione nella cultura russa.
Una lettura da approfondire

Vanessa.Dt
Vanessa.Dt
10 mesi fa

Un’anteprima molto coinvolgente, spero di scoprire di più su Anna Achmatova e il suo destino.

Giu
Giu
10 mesi fa

Ho conosciuto il Professor Nori grazie alle sue lezioni postate sui social, con le quali ho apprezzato la sua persona, il suo modo di interagire con i suoi “studenti” virtuali ed il suo modo di approcciarsi alla letteratura. E’ una persona davvero a modo. Purtroppo mi sono persa uno dei suoi interventi a Parma al quale avrei voluto tanto partecipare, ma l’ho saputo troppo tardi. Spero di avere la possibilità di ricevere una copia di questo libro!

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