Mostra del Cinema di Venezia, i film italiani in gara

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Sono tre  i film italiani in concorso alla 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in gara con grandi maestri del calibro di Wim Wenders, Emir Kusturica, François Ozon e Terrence Malick: Questi giorni di Giuseppe Piccioni, Piuma del regista e scrittore pisano Roan Johnson, il documentario Spira Mirabilis di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti.

Con Questi giorni di Giuseppe Piccioni siamo in una città di provincia. Tra le vecchie mura, nelle scorribande notturne sul lungomare, nell’incanto di un temporaneo sconfinamento nella natura, si consumano i riti quotidiani e le aspettative di quattro ragazze la cui amicizia non nasce da passioni travolgenti, interessi comuni o grandi ideali. Ad unirle non sono le affinità ma le abitudini, gli entusiasmi occasionali, i contrasti inoffensivi, i sentimenti coltivati in segreto. Il loro legame è tuttavia unico e irripetibile come possono essere unici e irripetibili i pochi giorni del viaggio che compiono insieme per accompagnare una di loro a Belgrado, dove l’attendono una misteriosa amica e un’improbabile occasione di lavoro.

Piuma di Roan Johnson è la storia di Ferro (Luigi Fedele) e Cate (Blu Yoshimi), due ragazzi come tanti, ai giorni nostri. Una gravidanza inattesa e il mondo che inizia ad andare contromano: la famiglia (quella accogliente e ‘normale’ del ribelle Ferro, quella sgangherata e fuori dagli schemi della più assennata Cate), la scuola (i fatidici esami di maturità), gli amici (che sì, li capiscono, ma devono partire per il viaggio organizzato dopo gli esami), il lavoro (che non c’è). Tra tentennamenti e salti nel buio, prese di responsabilità e bagni di incoscienza, i due protagonisti attraverseranno i nove mesi più emozionanti e complicati della loro vita, cercando di non perdere la loro purezza e quello sguardo poetico che li rende così speciali.

Spira mirabilis è un documentario di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti si snoda attraverso 5 elementi. La terra: le statue del Duomo di Milano sottoposte a una continua rigenerazione. L’acqua: Shin Kubota, uno scienziato cantante giapponese che studia la Turritopsis, una piccola medusa immortale. L’aria: Felix Rohner e Sabina Schärer, una coppia di musicisti inventori di strumenti/scultura in metallo. Il fuoco: Leola One Feather e Moses Brings Plenty, una donna sacra e un capo spirituale, e la loro piccola comunità lakota da secoli resistenti a una società che li vuole annientare. L’etere: Marina Vlady, che dentro un cinema fantasma, ci accompagna nel viaggio narrando L’Immortale di Borges.

Tutti i film in programma della 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel sito web ufficiale della manifestazione.

 

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