Verrà l’alba, starai bene di Gianluca Gotto, grande successo per il romanzo di uno dei primi nomadi digitali
Verrà l’alba, starai bene di Gianluca Gotto, non possiamo cancellare la storia di ciò che siamo stati, ma possiamo trasformarla
Quando il dolore eccede la soglia del dicibile, ciascuno cerca una forma: c’è chi lo chiude in una valigia, chi lo affoga nel rumore, chi lo tratta come un’ombra da ignorare. Veronica, invece, ne fa un motore silenzioso: prende il proprio dolore, lo piega in quattro, lo ripone in fondo a uno zaino e parte. Va lontano, quanto più si può — un altro emisfero, un’altra lingua, un altro nome. A Melbourne diventa la Veronica che lavora sempre, corre sempre, sorride sempre. Una figura perfetta in un ambiente perfetto: caffè bio, yoga all’alba, scrivania minimalista con vista sulle nuvole. Nessun intoppo, nessuna incrinatura.
Ma quando chiude la porta del suo appartamento e il silenzio si fa stanza, il dolore ritorna, come un liquido che trova sempre la crepa da cui filtrare. E allora l’unico modo per tenerlo a bada è controllare tutto: il corpo, il cibo, il tempo, il respiro, persino i pensieri. Fino al giorno in cui qualcosa sfugge. Una fenditura si apre nel meccanismo. E il sistema crolla.
È in quel momento, nel tentativo maldestro di sfuggire anche alla propria fuga, che il caso — o il destino, o forse il disegno invisibile che muove le vite quando smettiamo di volerle guidare — la conduce in una terra altra, dove un incontro inatteso con un’anima ugualmente perduta spalanca un’altra possibilità: non fuggire dal dolore, ma attraversarlo.
Nel nuovo romanzo di Gianluca Gotto, la leggerezza della narrazione si unisce alla gravità dei temi: solitudine, memoria, identità, amicizia, guarigione. Il racconto segue un ritmo interiore che assomiglia a quello dell’ayurveda, antica scienza della vita, e ci suggerisce che non possiamo cancellare la storia di ciò che siamo stati, ma possiamo trasformarla in una storia che ci liberi — se troviamo il coraggio di ascoltarla fino in fondo.
L’autore
Gianluca Gotto nasce a Torino nel 1990. A vent’anni si trasferisce in Australia, poi in Canada. Oggi è un nomade digitale: scrive articoli mentre gira per il mondo, sempre seguendo le coordinate della sua felicità. Sul suo blog racconta storie ed esperienze di vita e di viaggio.





Ho letto diversi libri dell’autore, sempre una garanzia! Ti permette di vedere le cose in maniera diversa, trasmette tranquillità e pace interiore.
Non e’ semplice fuggire nascondersi dietro un’ altra vita il passato ritorna sempre, le cicatrici non guariscono ,sempre la’ a ricordarci chi siamo, chi eravamo ,cosa potra’offrire il futuro se non si accetta il passato? Bellissimo racconto che scava con leggerezza e determinazione nell’animo della protagonista liberando sentimenti ed emozioni. Tantissimi auguri spero poter continuare la lettura.
Un romanzo intenso e molto delicato, Veronica ci mostra che fuggire non basta ma solo attraverso le ferite si può trovare la libertà di essere se stessi. Spero di poter approfondire di più questa lettura.
Mi immedesimo un pò in questo racconto, ho chiuso le poche cose in sei valigie e ho cambiato la mia vita, a volte ritornano pensieri e ricordi..
Possiamo decidere di scappare da tutto ma non possiamo scappare da noi stessi. Un’intensa riflessione sul nostro io. Una intima ricerca di secstessi. Molto avvincente ed emozionante. Complimenti
Il titolo del romanzo è già di molto impatto, come un “pugno nello stomaco”. L’ anteprima ci regala subito uno spunto di riflessione – io personalmente non saprei se fossi in grado di prendere una valigia, metterci dentro tutto, e partire – e ammiro il coraggio di Veronica anche se gli sarà costato tanto “impacchettare” il dolore e portarselo dietro, accantonarlo quando possibile e poi, nella solitudine di quella stanza, tirarlo fuori. Credo che Veronica potrà insegnarci come fare, come gestirlo, come tirarlo fuori, come non nasconderlo, come affrontarlo…come non sentirci troppo soli…
Grazie.
Questa anteprima mi ha coinvolto profondamente, perché riesce a raccontare il dolore con un linguaggio delicato ma potentissimo. Mi ha colpito l’immagine di Veronica che “piega il proprio dolore in quattro, lo ripone in fondo a uno zaino e parte”, così come la descrizione della sua vita a Melbourne, apparentemente perfetta ma incrinata dal silenzio che lascia filtrare ciò da cui cerca di fuggire. L’idea che il vero cambiamento arrivi non nel negare la sofferenza, ma nell’“attraversarla”, è un messaggio forte e universale. Ho apprezzato anche il riferimento all’ayurveda, che conferisce al testo un ritmo interiore e un respiro filosofico.… Leggi il resto »
Ho letto quasi tutti i suoi libri e sono una grande appassionata delle sue avventure e della sua filosofia di vita. Ogni suo libro, mi ha accompagnata in un periodo della mia vita… come se ogni racconto arrivasse a me per lasciarmi un messaggio. E così è sempre stato. Attraverso le sue storie e le sue esperienze ho potuto anche io assorbire un po’ della sua saggezza e farla mia per affrontare le sfide e riscoprire giorno per giorno tutto il bello che mi circonda. Stimo profondamente Gianluca e grazie a lui, io e molti altri suoi lettori, abbiamo riscoperto… Leggi il resto »
Seguo l’autore sui social e ne apprezzo molto il pensiero, la condivisione di sue riflessioni è all’ordine del giorno, ma non ho ancora avuto modo di approcciarmi ai suoi libri. Questa potrebbe essere, finalmente, l’occasione giusta!
Da molto tempo seguo Gianluca Gotto sui social ma non ho ancora mai avuto il coraggio di leggere un suo libro. Spesso viviamo una routine che ci spaventa interrompere. A volte penso di non avere la forza di fermarmi, respirare e riflettere. Lavorare su me stessa, suo miei desideri, sogni e sulla mia persona interiore. Perché per crescere bisogna prima avere il coraggio di fermarsi e respirare. Gotto ti invita e ti guida a fare ciò
La fuga può essere davvero una soluzione? Fuggendo, portiamo comunque con noi le nostre angosce e le nostre paure, pronte ad artigliarci una volta che chiudiamo sul mondo la porta della nostra nuova casa. Sarei davvero curiosa di leggere come l’autore sviluppa la storia di Veronica e sapere se lei riesce a superare il dolore.
Ho sentito molto parlare di questo autore ma non ho letto nulla, mi piacerebbe leggere qualcosa di suo, mi ispira molto.
Uno scrittore che sa scrivere nel profondo che sa raccontare le emozioni una lettura che non vedo l’ora di leggere racconta anche un po’ di tutti noi attraverso le sue parole ci possiamo scoprire Spero di poterla leggere al più presto
Questo è uno di quei romanzi che ti cattura già dal titolo,e ti soffermi a pensare a quando arriverà quello stare bene.
Temi come la solitudine, il dolore e come metabolizzarlo.
Una lettura sicuramente profonda che merita di essere approfondita,mi piacerebbe molto leggerlo.
Questo è un libro di cui ho sentito parlare molto, chiaramente in positivo . Non ho mai letto libri di quest’autore e sarei curiosa di poterne leggere uno, magari cominciando da questo.
E’ stata una sorpresa trovare Gianluca su manualedimari. Il libro di uno dei miei scrittori preferiti accanto ai miei, è bellissimo!
Sarà sicuramente un libro stupendo e profondo come tutti gli altri scritti da lui! Non vedo l’ora di leggere anche questo!
Grazie Gianluca, per tutto quello che fai.
Ho letto solo la prefazione e mi ha già toccata nel profondo. La storia di Veronica sembra parlare a chiunque abbia provato a fuggire da sé stesso, ma con l’importanza di attraversare ciò che fa male. Mi ha dato l’impressione di essere un libro che può fare bene all’anima. Sento che ho il bisogno di leggerlo
Molte volte quello che di negativo accade attorno a noi ci assorbe talmente tanto che non riusciamo ad apprezzare la gioia delle piccole cose. Bisogna invece imparare dall’esperienza per vivere al meglio ogni giorno e credo proprio che questo libro possa aiutare a perseguire questo obiettivo. Un libro che cattura e fa riflettere il lettore nel profondo.
È affascinante andare a leggere questa esperienza dell’autore che, tra tutti i suoi lunghi e diversi viaggi, ricorda che non possiamo cancellare la storia di ciò che siamo stati.
Leggendo la trama , rivedo passi della mia vita, chiudere una porta per lasciare dolori , sofferenze e ricominciare a vivere cinema modo sereno, ma a volte ci vuole tanto tanto tempo…è vita ne abbiamo una sola.
Tenrare di scappare dalle proprie paure e dai propri dolori è sicuramente capitato a tutti…affrontarli richiede coraggio si, ma soprattutto sincerità nell’affrontare se stessi. Trovo molto intrigante capire il percorso interiore della protagonista.
Si possono fare lunghi viaggi, ma non si può andare via da sé stessi.
Ammiro molto il nomadismo digitale: “seguire le coordinate della propria felicità” chapeau!
Questo libro sembra trattare un tema che assume sempre più importanza in questo nostro nuovo mondo: l’idea che basti fuggire altrove per fuggire da se stessi.
Il rifugiarsi in vite apparentemente perfette, che probabilmente nemmeno ci rappresentano, per non dover affrontare l’enorme lavoro su noi stessi, quello che ci permette di stare bene, essere sereni e centrati in qualsiasi posto.
Perché non sono i luoghi o gli stimoli esterni, siamo noi.
” … e il silenzio si fa stanza … ” già basta questa frase per tenermi inchiodata alla lettura. Quante volte ci siamo rinchiusi in una stanza…aspettando che diventasse silenzio? Quante volte siamo diventati Veronica nella nostra vita o l’abbiamo spiata o aspettata dietro la porta di quella stanza? Il dolore, qualsiasi dolore, non è mai facile da smaltire e ognuno ha la sua ricetta. Quella “ufficiale” è di attraversarlo, come dentro un tunnel. Ma ci vuole coraggio, tanto coraggio. L’avrà Veronica, questo coraggio? Lo troverà nel fondo del suo zaino, dove momentaneamente lo ha “nascosto”? … Bisogna leggere il… Leggi il resto »
Questo è un libro che avevo già inserito nella wishlist dei libri da leggere sin da quando è uscito. Mi incuriosisce la storia della protagonista, il suo vissuto, fatto di sofferenza che ancora noi non conosciamo. Sembra triste, sicuramente lo sarà, ma sono sicura che ci darà modo di riflettere su tante cose…