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La sonnambula di Bianca Pitzorno

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La sonnambula di Bianca Pitzorno

La sonnambula di Bianca Pitzorno (Bompiani, 2026), proposta da Roberta Mazzanti, è uno dei dodici romanzi della dozzina del Premio Strega 2026, l’ottantesima edizione del più importante riconoscimento letterario italiano. Ispirato a un annuncio pubblicitario autentico trovato su un giornale sassarese di fine Ottocento, il romanzo racconta la storia di Ofelia Rossi, “rinomata sonnambula” che esercita apertamente in una città della Sardegna, nel suo salotto in via del Fiore Rosso, offrendo vaticini per cinque lire a chi bussa alla sua porta. Picaresco, gotico, romanzo d’avventura e di formazione insieme, La sonnambula è il libro con cui Pitzorno torna alla grande narrativa popolare nel senso alto del termine: quella che non si vergogna di essere letta.

La penna d’oca tocca il foglio. Inchiostro nero. Uno svenimento simulato, una cliente che respira male, le dita di Ofelia che tremano non di paura ma di lucidità: sa esattamente cosa sta per scrivere. Da bambina gli svenimenti erano veri. Si svegliava sapendo cose che non avrebbe dovuto sapere. I genitori hanno cercato di tenerlo nascosto, quel dono che sembrava una maledizione. Hanno provato il matrimonio come si prova una medicina. Il matrimonio è fallito. Ofelia ha dovuto fuggire.

Il mare intorno a Sassari è sempre lì. Non è una metafora. È la linea che separa chi rimane da chi scappa. Ofelia è scappata e il mare le ha permesso di farlo. Ha attraversato l’isola con soltanto sé stessa e le sue mani. Si è costruita una forma di vita dove una donna sola non dovrebbe poter costruire nulla. Il salotto in via del Fiore Rosso non è un rifugio. È un palcoscenico che lei stessa ha eretto, mattone su mattone, parola su parola.

Le donne che arrivano portano dentro le loro inquietudini come si porta un peso che non si può deporre in piazza. Signore che covano desideri per sé stesse o per chi amano. Non hanno nessun altro posto dove dirlo. Ofelia le fa sedere, le ascolta con una precisione che non è teatrale, anche se il teatro è ciò che stà per accadere. Simula la trance, impugna la penna, scrive il responso. La sonnambula non è una ciarlatana nel senso piatto: è una che ha capito che il vaticinio è spesso l’unica forma che prende il pensiero quando il pensiero non può stare in piedi da solo.

Pitzorno conosce la Sardegna di fine Ottocento nei suoi dettagli: i costumi, i pregiudizi, le gerarchie sociali, il freddo di una chiesa che non perdona. Conosce anche come si muovono le donne dentro quella architettura. Con quale astuzia costruiscono i loro spazi, quale silenzio mantengono quando serve e quale voce trovano quando tutto il resto crolla. Ofelia si muove in questo paesaggio come chi ha imparato a essere invisibile quando conviene e straordinariamente presente quando è necessario. Il romanzo è serio nei suoi fondamenti. Ma sa anche che la vita vera è piena di momenti dove il serio e il gotico, il picaresco e l’amore si mescolano senza chiedere permesso.

Perché leggere La sonnambula di Bianca Pitzorno

Perché Pitzorno costruisce una storia dove il disagio delle donne non è nominato come categoria, ma incarnato in gesti e scelte specifiche. Il romanzo non chiede scusa per entusiasmare. Divertire e commuovere senza mai sacrificare la densità letteraria è una rara capacità. Ofelia Rossi è un personaggio che rimane con il lettore: donna sola, consapevole, che ha inventato sé stessa quando l’invenzione non era prevista dalle regole.

Chi è Bianca Pitzorno

Bianca Pitzorno è nata a Sassari nel 1942. Scrittrice, è una delle personalità più amate della narrativa italiana, in particolare di quella per ragazzi. Ha esordito negli anni Settanta e ha costruito un’opera vastissima che comprende romanzi per adulti e per ragazzi, saggi e libri illustrati. Fra i titoli più celebri: Ascolta il mio cuore (Mondadori, 1990), Polissena del Porcello (Mondadori, 1993), La bambina col falcone (Mondadori, 1997) e Quando eravamo piccole (Mondadori, 2014). Con La sonnambula torna alla narrativa per adulti con un romanzo storico ambientato nella Sardegna di fine Ottocento.

Domande frequenti su La sonnambula di Bianca Pitzorno

Chi è Ofelia Rossi, la protagonista?

È una donna sola nella Sardegna di fine Ottocento che si guadagna da vivere come sonnambula: riceve le clienti nel suo salotto, simula una trance e scrive responsi a pagamento. La sua storia parte dall’infanzia, dagli svenimenti che rivelavano presagi del futuro, fino alla fuga da un matrimonio pericoloso e alla costruzione di una vita autonoma.

La sonnambula è ispirato a fatti reali?

Sì. Nasce da un annuncio autentico trovato da Pitzorno su un giornale sassarese di fine Ottocento: una “rinomata sonnambula” che esercitava apertamente in un vicolo di Sassari. Da quel dettaglio reale è nata l’intera storia di Ofelia Rossi.

È adatta solo a chi ama la narrativa storica?

No. Il romanzo mescola narrativa storica, picaresco, gotico e avventura con una libertà che lo rende adatto a lettori diversi. L’ambientazione è precisa ma la storia di Ofelia ha un ritmo e una vitalità che appartengono alla grande narrativa popolare nel senso più alto.

Informazioni sull’edizione

Titolo: La sonnambula
Autore: Bianca Pitzorno
Editore: Bompiani
Anno di pubblicazione: 2026
Pagine: 416
ISBN: 9788830153097
Premio Strega 2026: dozzina finalista

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Cristina
Cristina
2 mesi fa

Ci sono emozioni che prendono l anima e penso che Bianca Puzzorno , raccontando la storia di Ofelia riesca in questo intento, sarei molto curiosa di leggere questa storia.

Fatima
Fatima
2 mesi fa

Ofelia Rossi è un personaggio pazzesco: una donna che, in una Sardegna di fine Ottocento che non prevedeva sconti per le donne sole, ha letteralmente inventato se stessa e il proprio destino. Mi fa impazzire come il vaticinio e la trance diventino l’unico modo per dare voce ai pensieri e ai desideri segreti delle donne del tempo. Questo non è solo un romanzo storico, è una ventata di energia picaresca e gotica di cui c’è un bisogno disperato in letteratura. Trovo assolutamente geniale l’idea di aver ridato vita a quella vera ‘rinomata sonnambula’ trovata su un vecchio giornale di Sassari

Anna Maria
2 mesi fa

Ofelia ha molto da raccontare, questa è la mia prima impressione. Una donna forte, che non ha paura di mostrarsi, che vuole essere raccontata e capita.

Denise
Denise
3 mesi fa

Mi incuriosisce molto, credo sia una lettura ricca di emozioni e il fatto che parli di questa donna realmente esistita lo rende ancora più intrigante.
E’ da tanto che voglio leggerlo, spero sia l’occasione giusta.
Secondo me, tra i primi cinque.

Maria
3 mesi fa

La Sardegna vista attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta e sognata. Mi incuriosisce davvero tanto, anche perché conosco l’autrice solo in romanzi di genere molto diverso.

Anna Nenci
Anna Nenci
3 mesi fa

Una storia che arriva dritta al cuore.
Emozioni e sensazioni che nascono nel profondo dell’ anima.
Questo romanzo che mi piacerebbe leggere e approfondire, per me sarà tra i 5 finalisti candidati insieme a Acqua Sporca, Donna regina, La rosa inversa e Occhi di Bambina

Elena C
Elena C
3 mesi fa

Un romanzo che attira al primo sguardo: la copertina infatti fa nascere subito la voglia di scoprire la storia di questa protagonista. E’ interessante che sia ispirato a una storia vera che ti permette di fare un viaggio nel tempo per scoprire come viveva questa donna e cosa nascondeva nel suo salotto. Bello, mi piacerebbe tanto leggerlo.

lalibreriadianna
lalibreriadianna
3 mesi fa

Questo libro mi piacerebbe molto recuperarlo! Mi piace che sia ispirato a fatti reali

Romina
Romina
3 mesi fa

Ogni persona ha una libertà propria e mi incuriosisce Questo libro perché parte da una storia importante da un problema o da un presunto dono o da una condanna e si riesce a a ritagliare il proprio spazio Spero di poterlo leggermi incuriosisce molto poterlo leggere

Vanessa. Dt
3 mesi fa

Mi affascina l’idea di una proposta che trasforma un presunto dono o forse una condanna, in uno spazio di libertà tutto suo. Questa anteprima fa pensare a un romanzo pieno di mistero, ironia e intelligenza femminile. Spero di poter leggere questo libro.

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