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Premio Strega 2026, i dodici libri

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I dodici romanzi della dozzina del Premio Strega 2026 — ottantesima edizione del più antico e seguito riconoscimento letterario italiano — sono stati annunciati il 1° aprile 2026 al Tempio di Vibia Sabina e Adriano a Roma. Il premio è promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti Benevento, con il sostegno di Roma Capitale e della Camera di Commercio di Roma.

Ottant’anni sono una soglia. Non un numero rotondo da celebrare con discorsi, ma una misura del tempo in cui un’istituzione ha resistito, si è trasformata, ha continuato a fare la stessa cosa con ostinazione: scegliere. Dal 1947 — dall’anno in cui Ennio Flaiano vinse con Tempo di uccidere — il Premio Strega ha attraversato la letteratura italiana senza appartenerle del tutto, restando quello spazio ambiguo dove critica e mondanità, valore letterario e visibilità commerciale si mescolano senza risolversi. È questa tensione che lo tiene vivo. Questa incapacità di essere solo una cosa.

Dodici romanzi. Dodici voci che raccontano la letteratura italiana di questo momento. C’è il romanzo storico — il Settecento siciliano di Attanasio, la Grecia antica di Nucci, la Sardegna di fine Ottocento di Pitzorno. C’è la scrittura che guarda dentro — il dissesto psichico di Pierantozzi, la maternità spezzata di Ciabatti, la migrazione raccontata dall’interno da Uyangoda. C’è il grottesco come strumento critico nei Convitati di pietra di Mari, e la memoria affettiva nel Covacich di Lina. Nessuna dozzina racconta tutto. Questa racconta molto.

La dozzina del Premio Strega 2026: i dodici libri in gara

Selezionati tra 79 opere proposte dagli Amici della domenica — la giuria storica del premio — i dodici titoli coprono un arco narrativo ampio, con voci che attraversano epoche, luoghi e registri molto distanti tra loro.

  • Maria Attanasio, La rosa inversa (Sellerio) — Palermo, 1783: il medico Ruggero Henares, la loggia massonica, l’ombra di Cagliostro. Un romanzo sul Settecento siciliano come laboratorio dell’Illuminismo e delle sue resistenze. Proposto da Ottavia Piccolo.
  • Ermanno Cavazzoni, Storia di un’amicizia (Quodlibet) — Memoir e fiction intrecciati nel racconto dell’amicizia con Gianni Celati (1937-2022), il mondo letterario emiliano, la pianura Padana come paesaggio dell’anima. Proposto da Massimo Raffaeli.
  • Teresa Ciabatti, Donnaregina (Mondadori) — Una scrittrice incontra l’ex boss della camorra Giuseppe Misso. Intorno, la figlia con fragilità psichiche, un’amica che muore, il fallimento come materia narrativa. Premio BPER Banca 2025, Premio Mondello 2025.
  • Mauro Covacich, Lina, il sasso (La nave di Teseo) — Lina ha nove anni, la sindrome di Down, e una pietra che porta sempre con sé. Max è uno scrittore in crisi. Tra loro una falsa accusa che cambia tutto.
  • Michele Mari, I convitati di pietra (Einaudi) — Un gruppo di ex compagni di classe firma un patto: l’ultimo a sopravvivere eredita tutto. Grottesco nero sulla competizione, la morte e l’amicizia, in una traiettoria che arriva fino al 2050.
  • Matteo Nucci, Platone, una storia d’amore (Feltrinelli) — Platone dalla nascita come Aristocle fino alla morte di Socrate e ai viaggi in Egitto e Sicilia. Un romanzo biografico sul pensiero come passione, sull’eros come motore filosofico.
  • Alcide Pierantozzi, Sbilico (Einaudi) — Autobiografia di una crisi: disturbo bipolare, spettro autistico, dissociazione. Il ritorno nella casa abruzzese, la madre con il cancro, il padre-Negatore. Proposto da Donatella Di Pietrantonio.
  • Bianca Pitzorno, La sonnambula (Bompiani) — Ofelia Rossi, veggente nella Sardegna di fine Ottocento, ispirata a un annuncio di giornale dell’epoca. Romanzo picaresco e gotico sull’autonomia femminile. Proposto da Roberta Mazzanti.
  • Christian Raimo, L’invenzione del colore (La nave di Teseo) — Un insegnante cerca il padre Raffaele, operaio alla Technicolor. La classe operaia, l’Italia degli anni Ottanta, il cinema come industria, il rapporto padre-figlio come filo rosso.
  • Elena Rui, Le vedove di Camus (L’orma) — Quattro donne che amarono Albert Camus — Francine Faure, Catherine Sellers, Mette Ivers, Maria Casarès — dopo la sua morte il 4 gennaio 1960. Un romanzo corale fondato su diari e lettere. Proposto da Lisa Ginzburg.
  • Nadeesha Uyangoda, Acqua sporca (Einaudi) — Romanzo d’esordio: quattro donne tra Italia e Sri Lanka, la migrazione come ferita che non si chiude, il risentimento familiare come lingua condivisa. Proposto da Gaia Manzini.
  • Marco Vichi, Gli occhi della bambina (Guanda) — La storia vera di Arianna, sette anni nel 1985, un’infanzia itinerante, la separazione dei genitori. Lo sguardo integro di una bambina come strumento di resistenza. Proposto da Laura Bosio.

Dal Teatro Romano di Benevento al Campidoglio: il calendario del Premio Strega 2026

Tra aprile e luglio il premio si muove attraverso spazi e cerimonie che trasformano la selezione letteraria in un rito pubblico. Il percorso è articolato in più tappe.

Nelle settimane di aprile e maggio gli autori della dozzina presenteranno i loro libri alle Biblioteche di Roma, in un ciclo di incontri aperti al pubblico. Le date già fissate prevedono la Biblioteca Marconi il 16 aprile, la Biblioteca Nelson Mandela il 21 aprile, la Biblioteca Joyce Lussu il 30 aprile e la Biblioteca Flaminia l’11 maggio. Dal 29 aprile apre al MACRO — Museo d’Arte Contemporanea di Roma una mostra curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano: un viaggio visivo attraverso gli ottant’anni del premio, con i 1.023 libri finalisti e vincitori in prima edizione, immagini d’archivio, ritagli di giornale e la ricostruzione del Salotto Bellonci.

Il 3 giugno 2026 si terrà al Teatro Romano di Benevento la proclamazione della cinquina finalista. La scelta di Benevento non è mai casuale: è la città del liquore Strega, che dà nome e simbolo al premio fin dalla prima edizione. I cinque finalisti saranno poi protagonisti di una tappa internazionale a Città del Messico e Guadalajara, nell’ambito della partecipazione dell’Italia come ospite d’onore alla Feria Internacional del Libro. Il 30 giugno i cinque finalisti saranno ospiti a Casa delle Letterature a Roma per un incontro pubblico prima della serata decisiva.

L’8 luglio 2026 la serata finale si terrà per la prima volta nella storia del premio al Campidoglio di Roma, in diretta televisiva su Rai 3. Nelle edizioni precedenti la cerimonia era ospitata nel Ninfeo di Villa Giulia. Lo spostamento al Campidoglio, sede simbolica della storia civile di Roma, è un gesto deliberato per il compimento degli ottant’anni: un modo per collocare il premio nella città che lo ha visto nascere e crescere, portandolo fuori dalla sua cornice abituale.

Ottant’anni di storia: il Premio Strega dal 1947 a oggi

Il Premio Strega nasce nel 1947 per iniziativa di Maria e Goffredo Bellonci nel loro salotto romano, con il sostegno della famiglia Alberti, produttrice del liquore Strega di Benevento. La prima edizione la vince Ennio Flaiano con Tempo di uccidere. Nel corso degli ottant’anni il premio ha incoronato, tra gli altri, Elsa Morante (L’isola di Arturo, 1957), Giuseppe Tomasi di Lampedusa (Il Gattopardo, 1959, postumo), Natalia Ginzburg (Lessico famigliare, 1963), Umberto Eco (Il nome della rosa, 1981), Niccolò Ammaniti (Come Dio comanda, 2007), Elena Ferrante (L’amica geniale, 2010, con il nome dell’autrice ancora ignoto al grande pubblico) e Antonio Scurati con il ciclo su Mussolini.

Domande frequenti sul Premio Strega 2026

Quando sarà annunciata la cinquina finalista del Premio Strega 2026?

La cinquina finalista sarà proclamata il 3 giugno 2026 al Teatro Romano di Benevento, città che ospita da sempre questo appuntamento intermedio del premio grazie al legame con il liquore Strega prodotto dalla famiglia Alberti.

Dove e quando si terrà la serata finale del Premio Strega 2026?

La serata finale dell’ottantesima edizione si terrà l’8 luglio 2026 al Campidoglio di Roma — per la prima volta nella storia del premio, in sostituzione del Ninfeo di Villa Giulia che aveva ospitato le edizioni precedenti. La cerimonia sarà trasmessa in diretta su Rai 3.

Quanti votanti decidono il vincitore del Premio Strega?

Per l’ottantesima edizione la giuria conta 800 aventi diritto al voto: 460 Amici della domenica, 245 votanti dall’estero selezionati da 35 Istituti Italiani di Cultura nel mondo, 30 voti collettivi di scuole e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma e 65 lettori forti scelti dal mondo delle professioni.

Informazioni essenziali

Premio Strega 2026 — 80a edizione / Promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Strega Alberti Benevento / Con il sostegno di Roma Capitale e Camera di Commercio di Roma / Annuncio dozzina: 1° aprile 2026, Tempio di Vibia Sabina e Adriano, Roma / Proclamazione cinquina: 3 giugno 2026, Teatro Romano, Benevento / Serata finale: 8 luglio 2026, Campidoglio, Roma — diretta Rai 3 / Sito ufficiale: premiostrega.it

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