L’età fragile di Donatella Di Pietrantonio, libro vincitore del Premio Strega 2024
L’età fragile di Donatella Di Pietrantonio, “un libro che raccontando il dolore lo cura” (Vittorio Lingiardi)
Non esiste un’età senza paura. Siamo fragili sempre, da genitori e da figli, quando bisogna ricostruire e quando non si sa nemmeno dove gettare le fondamenta. Ma c’è un momento preciso, quando ci buttiamo nel mondo, in cui siamo esposti e nudi, e il mondo non ci deve ferire. Per questo Lucia, che una notte di trent’anni fa si è salvata per un caso, adesso scruta con spavento il silenzio di sua figlia. Quella notte al Dente del Lupo c’erano tutti. I pastori dell’Appennino, i proprietari del campeggio, i cacciatori, i carabinieri. Tutti, tranne tre ragazze che non c’erano più. Amanda prende per un soffio uno degli ultimi treni e torna a casa, in quel paese vicino a Pescara da cui era scappata di corsa. A sua madre basta uno sguardo per capire che qualcosa in lei si è spento: i primi tempi a Milano aveva le luci della città negli occhi, ora sembra che desideri soltanto scomparire, si chiude in camera e non parla quasi. Lucia vorrebbe tenerla al riparo da tutto, anche a costo di soffocarla, ma c’è un segreto che non può nasconderle. Sotto il Dente del Lupo, su un terreno che appartiene alla loro famiglia e adesso fa gola agli speculatori edilizi, si vedono ancora i resti di un campeggio dove tanti anni prima è successo un fatto terribile. A volte il tempo decide di tornare indietro: sotto a quella montagna che Lucia ha sempre cercato di dimenticare, tra i pascoli e i boschi della sua età fragile, tutti i fili si tendono. Stretta fra il vecchio padre così radicato nella terra e questa figlia più cocciuta di lui, Lucia capisce che c’è una forza che la attraversa. Forse la nostra unica eredità sono le ferite. Con la sua scrittura scabra, vibratile e profonda, capace di farci sentire il peso di un’occhiata e il suono di una domanda senza risposta, Donatella Di Pietrantonio tocca in questo romanzo una tensione tutta nuova.
L’autrice
Donatella Di Pietrantonio vive e lavora a Penne, in Abruzzo. Con L’Arminuta (Einaudi 2017, tradotto in piú di 30 Paesi) ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Campiello, il Premio Napoli e il Premio Alassio. Per Einaudi ha pubblicato anche Mia madre è un fiume (prima edizione Elliot 2011), con cui ha vinto il Premio Tropea, Bella mia (prima edizione Elliot 2014), con cui ha partecipato al Premio Strega 2014 e ha vinto il Premio Brancati, Borgo Sud (2020), finalista al Premio Strega 2021, e L’età fragile (2023). Per la sceneggiatura del film L’Arminuta di Giuseppe Bonito ha vinto il David di Donatello insieme a Monica Zapelli.





Ho amato moltissimo gli altri romanzi di Di Pietrantonio, e sarei curiosa di leggere come la sua scrittura chirurgica sia riuscita a rendere una tema così attuale come la fragilità umana
Un argomento molto intenso, il dolore con le sue interpretazioni. Un libro che mi piacerebbe molto leggere.
La scrittura magistrale della cara dottoressa Di Pietrantonio lascia un segno indelebile nelle anime dei lettori. Essere trasportati nei luoghi del cuore e nella mente dei protagonisti. Vedere con i loro occhi e sentire i loro pensieri. Poche scrittrici riescono a cogliere gli stati d’animo ed i sentimenti di una generazione cresciuta in luoghi ameni che purtroppo sono stati teatro di tragedie immani.
Io adoro il suo estro, sono abruzzese e per me è un onore poterla leggere ed avere il suo libro nella mia biblioteca personale, vicino al volume di L’Arminuta e A quello di Borgo Sud.
Quante volte si sente dire frasi come “tizia è fragile” come se la persona contasse di meno! Quante volte una reazione considerata esagerata trova la scusa in quella persona è fragile quindi è normale che reagisca così. Ecco nessuno è immune dalla fragilità nemmeno un genitore quindi avere dei momenti in cui esce fuori non devono essere considerate delle debolezze ma capire quale lezione importante riusciamo a tirarne fuori. Un libro per riflettere e comprendere ancora di più la psiche umana.
Quante fragilità abbiamo? Quante ancora non ne conosciamo? Le nostre fragilità riversate e rivissute nella vita degli altri e dei nostri figli. Paure che semmai affievolisce dal tempo riavvampano coi figli… una lettura che ci farà rivivere il nostro passato e presente.
è un romanzo che esplora le complessità del legame tra genitori e figli.Il racconto scava nelle fragilità e nelle paure che attraversano ogni fase della vita, facendoci sentire come le ferite del passato riaffiorino.
La sua prosa ci fa percepire il peso del non detto e di quelle ferite mai rimarginate che segnano ogni generazione.
Ho avuto la fortuna di leggere la copia bozza destinata alle libraie prima della pubblicazione. Non mi ha deluso anche se mi ha lasciato una sensazione di incompletezza
Davvero toccante e profonda… questa anteprima spiega perfettamente cosa ci racconterà questa storia, ricca di emozioni scaturite da ferite profonde. Si assapora già in queste poche righe tutto il dolore e la preoccupazione. La maternità e l’amore che emergono, per far fronte al dolore di una vita che solo una madre può amare più di se stessa. Spero davvero di poter conoscere tutta la storia da cima a fondo!
Un’anteprima sofferente, con un insieme di fatti e avvenimenti travolgenti, curiosissima di scoprire questo terribile segreto che Lucia non potrà nascondere fino in fondo; spero di poter approfondire di più tale lettura.
L’ introduzione, nelle prime righe, mi ha commosso. E continuando mi ha trasmesso curiosità e desiderio di scoprire, conoscere, riflettere, approfondire… Argomenti importanti e delicati che invogliano ad andare avanti e “sapere”.
Complimenti all’ autrice.
Ho già amato L’Arminuta e Bella mia e ho avuto modo di apprezzare l’autrice. La sua scrittura è essenziale e diretta, ma sa parlare al cuore del lettore affrontando temi non facili. La trama di questo suo libro mi fa pensare ad un altro profondo viaggio nei sentimenti e nel dolore. Da leggere sicuramente.
Ho letto l’anteprima è ho trovato un testo molto coinvolgente attuale e anche molto carico di emozioni e sentimenti lettura molto fluida ma molto completa , tante domande che tutti noi nella vita ci poniamo e sarebbe bello sapere se la protagonista riesce a trovare in parte delle risposte.
COMPLIMENTI
Libro interessante e forse ricco di punti interrogativi, da quello che ho potuto leggere… silenzi, chiusure che pesano come macigni… incuriosita dalla descrizione della scrittura dell’Autrice: “capace di farci sentire il peso di un’occhiata e il suono di una domanda senza risposta”
spero di poter avere il piacere di leggerlo interamente
Sono rimasta molto colpita e incuriosita dalla frase “un libro che raccontando il dolore, lo cura”. Con Lucia, che tenta di salvare la figlia dal mondo esterno e da tutto ciò che può ferirla, si può comprendere che il passato ritorna come un’onda di vento nelle nostre vite. I mostri del passato, le nostre ferite e fragilità ce li portiamo dentro, fino a quando non decidono di rifarsi vivi dopo tanti anni. Mi incuriosisce come il destino a cui è scappata Lucia, sia lo stesso in cui invece si è ritrovata sua figlia, che da come si deduce non è… Leggi il resto »
“Forse la nostra unica eredità sono le ferite.”
Queste parole racchiudono la potenza del dolore e l’ineluttabilità: non si può sfuggire alle proprie origini nemmeno cercando di strappare le radici.
Ma un libro che “raccontando il dolore, lo cura” non può essere che imperdibile.
Ho letto varie recensioni positive di questa autrice, questo libro mi ispira molto, già dalla trama sembra molto intenso.
Da leggere tutto di un fiato
Ho già apprezzato l’autrice con il romanzo “Mia madre è un fiume”, argomento per nulla semplice ma trattato con maestria. Questo mi sembra persino più intenso. Sarei felice di leggerlo.
Ho letto l’ Arminuta e la scrittura della Di Pietroantonio mi piace molto. Sarei felice di poter leggere anche questo libro.
Mi piacerebbe molto leggere questo libro, la trama dà degli spunti interessanti. Sembra una bellissima lettura
Ho amato L’arminuta per la sua potenza letteraria e umana e devo dire che la Di Pietrantonio non mi ha delusa nemmeno dopo.
L’età fragile dovrebbe eleggerla a grande scrittrice del nuovo millennio. Spero sia così, voglia leggerla quanto prima.
La fragilità umana, i rapporti genitori/figli.Tema attuale, importante.
Parole non dette, evidenziano la vulnerabilità umana.
Mi piacerebbe leggerlo
Libro di cui ho sentito parlare moltissimo, ma che non ho ancora letto. Sarei onorata di leggerlo e poterlo recensire.