Lina e il sasso di Mauro Covacich (La nave di Teseo, collana Oceani, 2026) è uno dei dodici romanzi della dozzina del Premio Strega 2026, l’ottantesima edizione del più importante riconoscimento letterario italiano. Il romanzo ruota intorno a Lina, una bambina di nove anni che vive con sua madre Elena in un appartamento di periferia, a Roma. E intorno al sasso che tiene chiuso nel pugno. Una frase che Lina dice al padre diventa il punto in cui il mondo degli adulti si spacca.
Il sasso è nel palmo di una mano. Non è grande. Non è levigato dal mare. È solo un sasso, duro e sordo, pesante nel modo in cui le cose concrete pesano quando le tieni a lungo. Lina non l’apre per guardare dentro. Non lo spiega. Semplicemente lo porta con sé, tutti i giorni, e gli adulti intorno a lei continuano a non vedere che quel sasso contiene tutto quello che devono capire di lei.
Max è uno scrittore in crisi. Ha scritto libri che nessuno legge più. Ha una relazione con Carlotta che è sia un amore sia un gioco crudele. Quando conosce Lina, la accompagna a scuola. Le tiene la mano nel modo in cui un uomo sa tenere la mano a una bambina, ma gli adulti lo guardano e vedono qualcosa che non c’è. O forse vedono quello che temono. Covacich non spiega. Mostra soltanto il corpo di Max accanto al corpo di Lina, la distanza fra loro che è nello stesso tempo minima e abissale.
Elena, la madre, guarda. Vede Max. Vede il cambiamento in Lina. Non sa se è protezione o pericolo. Carlotta conduce una vita parallela, quella in cui quello che non si può fare nella vita ufficiale si fa di nascosto. Tutti loro ruotano intorno a Lina, ma Lina non è il centro di un cerchio noto. È il centro di una profondità che non riescono a toccare. Quando Lina parla a suo padre, quando dice quello che ha visto e come l’ha capito con quella nitidezza che non ha imparato a filtrare, il malinteso cresce come una cosa viva.
Roma periferica è il corpo del romanzo. Non è sfondo. È asfalto grigio dove i bambini giocano fra le auto. Cortili dove le voci rimbalzano sui muri. Appartamenti piccoli dove le persone vivono a una distanza che non basta a proteggerle l’una dall’altra. Covacich scrive questo con la precisione di chi sa che la periferia non è romantica. È il posto dove la vita si stringe e tocca. Dove non c’è spazio per i segreti.
Il romanzo non moralizza. Non spiega il malinteso, non lo risolve, non chiede al lettore di giudicarlo. Semplicemente lo pone davanti a noi come una cosa che accade, e quella cosa stravolge tutti. Lina rimane al centro, inafferrabile, perché il suo sguardo non entra negli schemi che gli adulti costruiscono per capire. Il sasso scende a fondo come le cose pesanti fanno quando le lanci in acqua.
Perché leggere Lina, il sasso di Mauro Covacich
Chi vuole sentire il peso di uno sguardo che non mente. Covacich affida alla voce silenziosa di una bambina la capacità di mettere in crisi le certezze degli adulti. Una storia di pericolo vero e pericolo immaginato, di innocenza che non è ingenuità, di come una frase detta nel modo sbagliato al momento sbagliato può rovesciare tutto. Il sasso rimane dopo l’ultima pagina, solido e incomprensibile come le cose che importano davvero.
Chi è Mauro Covacich
Mauro Covacich è nato a Trieste nel 1965. Scrittore e giornalista, è una delle voci più riconoscibili della narrativa italiana contemporanea. Ha esordito nel 1993 con Fiona e ha sviluppato nel corso degli anni una scrittura sempre più orientata all’indagine dei meccanismi psicologici profondi. Fra i suoi romanzi più noti: Prima di sparire (Einaudi, 2008) e La città interiore (Mondadori, 2017). Con Lina e il sasso approda a La nave di Teseo, portando con sé una capacità narrativa consolidata in oltre trent’anni di scrittura.
Domande frequenti su Lina, il sasso di Mauro Covacich
Chi è Lina in Lina e il sasso?
Lina è una bambina di nove anni con una forma lieve di sindrome di Down che vive con sua madre nella periferia di Roma. È il personaggio centrale del romanzo: la sua innocenza e il suo sguardo diretto mettono in moto la crisi che travolge tutti gli adulti intorno a lei.
Cosa simboleggia il sasso nel titolo?
Il sasso rappresenta la pulsione vitale, quell’energia che non si consuma e che rimane reale sotto tutte le elaborazioni della ragione. Ogni personaggio porta il suo sasso: Max il desiderio dislocato, Carlotta la vita parallela, Lina la verità innocente e devastante.
Lina e il sasso di Mauro Covacich affronta il tema della disabilità in modo realistico?
Sì, e senza retorica. La sindrome di Down di Lina non è dramma né fonte di ispirazione artificiale: è una delle condizioni del personaggio, quella che determina il suo modo unico di vedere gli altri. Covacich la usa per mostrare come lo sguardo non filtrato possa essere più nitido, non più limitato.
Informazioni sull’edizione
Titolo: Lina e il sasso
Autore: Mauro Covacich
Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Anno di pubblicazione: 2026
Pagine: 272
ISBN: 9788834623046
Premio Strega 2026: dozzina finalista





Le disabilità spesso non sono capite da chi non le vive in prima persona, penso che questo libro aiuti molto a capire e dare valore a chi ne è affetto e soprattutto a rimanere dentro di noi.
Trovo che questa idea del “sasso che ti rimane dentro” anche dopo aver chiuso il libro sia potentissima. Mi affascina da matti l’idea di una storia raccontata attraverso gli occhi di una bambina che, senza filtri, riesce a smontare tutte le ipocrisie e le false certezze del mondo degli adulti. È esattamente quel tipo di lettura intensa, psicologica e destabilizzante che adoro e che ti lascia addosso qualcosa su cui riflettere per giorni. Sento che mi colpirà tantissimo.
la breve presentazione è sufficiente per capire che il libro sarà sicuramente meritevole di lettura. Spero di aver l’opportunità di riceverlo in omaggio…
Ho letto l’anteprima con la pelle d’oca. Credo sia un libro di riflessione, di capire se stessi e gli altri, di interrogarsi senza giudizi e pregiudizi. Una “terapia” interiore che invita ad aprire mente e cuore.
Attraverso la voce di una bambina, un’ analisi introspettiva nella figura degli adulti.Mettendo in discussione atteggiamenti e pensieri.
Bellissima premessa per un romanzo da leggere assolutamente, mi ispira tantissimo
Una multa prima molto suggestiva e molto curiosa dove partendo da un semplice Sasso si può esporre un argomento così delicato e curioso Spero di riuscire a leggere perché mi incuriosisce molto mi incuriosisce e come vengono trattati il tema dove A volte il misterioso e l’impossibile si può capire Spero di poter approfondire questa lettura e di poter riuscirlo a leggere
Un’anteprima molto suggestiva, costruita su un simbolo semplice e forte come il sasso. Mi incuriosisce il modo in cui Cavacich sembra raccontare l’infanzia come uno spazio fragile, misterioso e impossibile da decifrare del tutto. Spero di approfondire meglio questa lettura.