sabato, 29 Gennaio 2022
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Anime e spiriti di Simone Piscitelli

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Animi e spiriti di Simone Piscitelli

La missione di Tomi, protagonista di questo valido, intrepido e originale romanzo, è quella di salvare l’umanità dal male. Tema che affonda le sue radici nella letteratura classica traendo linfa dal grande Dante. Anche lui scende negli inferi per poi salire al limbo ed infine nelle sfere celesti attraverso un viaggio iniziatico che conduce alla redenzione e al Paradiso tramite l’amore. E qui splende Beatrice, simbolo della resurrezione del cuore sia in terra che in cielo. Tema che si ritrova nella mitologia classica con Orfeo e Euridice e la loro discesa agli inferi, argomento ripreso e affrontato anche da Ovidio e Virgilio e poi raffigurato nel gruppo scultoreo del Canova.
Simone Piscitelli, con fare audace, stile narrativo veloce, chiaro, sferzante, esauriente, attinge alle radici del proprio sapere nel vasto bacino della sua solida preparazione culturale, ma aggiunge un’innovazione, un tocco magico e magistrale che prende spunto dall’attenta riflessione del dilagare del male ai giorni nostri, in questo vasto calderone di cattive azioni, di malcostume e di caos che regnano sovrani sulla terra ed in particolare in Italia, patria di Tomi, poeta di successo che all’età di 26 anni si getta sotto un treno. Disperazione? Follia? Niente di tutto questo: il nostro protagonista ha soltanto compiuto una grande missione, quella di salvare l’Italia dal dominio di Lucifero. Un attimo dopo, la sua anima s’incammina verso l’inferno, mentre i resti del suo corpo rimangono tra le rotaie. Prende da qui il via un viaggio iniziatico tra vicissitudini ed eventi che coinvolgono il lettore in una storia dall’intreccio narrativo esauriente e accattivante. Nel viaggio nell’oltretomba Tomi, accanto a vecchie conoscenze trova Gesù Cristo e alcuni miti del nostro secolo come l’indimenticabile Kurt Cobain, salvatori delle anime perdute. Lo stile è diretto, snello, capace di stupire e incuriosire e impreziosito da effetti speciali di grande impatto emotivo. Molto interessante l’incipit quando Simone Piscitelli parla della Terra, esprimendosi così: “La Terra ha passato tanti momenti di grande odio, dolore e sangue. Negli anni precedenti la nascita di Cristo, gli uomini combattevano tra loro uccidendo intere popolazioni e schiavizzando parte di esse. Sul pianeta regnava la confusione, la gente uccideva e odiava il prossimo… fino a che non avvenne un evento che cambiò le sorti del genere umano. La nascita del figlio di Dio.” Un incipit che dà solennità e valore all’opera, scritto con proprietà di linguaggio e forza della parola. Lascio a voi tutti la lettura di queste persuasive e originali pagine alla scoperta di un finale tutto a sorpresa. Nicla Morletti

Anteprima del libro

La terra. La terra ha passato tanti momenti di grande odio, dolore e sangue. Negli anni precedenti la nascita di Cristo, gli uomini combattevano tra loro uccidendo intere popolazioni e schiavizzando parte di esse. Sul pianeta regnava la confusione, la gente uccideva e odiava il prossimo come se si fosse neanche umani, fino a che non avvenne un evento che cambiò le sorti del genere umano. La nascita del figlio di Dio.
Un tempo lontanissimo, prima del principio, Dio e Lucifero convivevano nel Regno dei Cieli. Lucifero era il più splendente degli angeli, “il portatore di luce”, ma in un delirio d’onnipotenza tentò di sostituirsi a Dio, volendo diventare Dio lui stesso, così iniziò una battaglia celeste che vide schierati con Dio gli angeli fedeli e con Lucifero gli angeli ribelli. Dopo una tremenda lotta gli angeli fedeli fecero precipitare all’Inferno gli angeli infedeli che si trasformarono in demoni, e lo stesso Lucifero che divenne il Diavolo.
Passarono gli anni, poi i secoli e i millenni; Dio si trovava al suo posto, ovvero nel punto più a sinistra del Paradiso, mentre il Diavolo si trovava all’estrema destra; come tutto ciò che fosse esistito nel ovunque a sinistra solo i santi avevano l’onore di risiedere e il resto si collocava tutto alla destra e nella parte più estrema della direzione si trovava l’Inferno. Lì, nel punto più profondo e angusto detto ombelico, si trovava Lucifero che era imprigionato in una fossa piena di fuoco.

I – L’entrata all’Inferno

Tomi in vita era un poeta di successo. All’età di 26 anni si trovò, per sua volontà, su una ferrovia, faccia a faccia con la morte. Il treno passò e fu un lampo. Dopo la luce dei fanali, la sua anima si staccò dal corpo, rimase un po’ sotto il treno e alla fine di esso seguitò a rotolare sulle rotaie e poi si voltò a guardare il cumulo di carne e ossa martoriato.
Dopo aver contemplato quello spettacolo, Tomi si rese conto di essere morto, nonostante la sua anima avesse le stesse sembianze del corpo; si diresse allora lungo i binari, camminò e camminò non sapendo dove andare e mentre avanzava, ripensava a tutta la sua vita.
Tomi nacque in una città del nord Italia, condusse un’infanzia tranquilla e così anche l’adolescenza, poi, quando fu verso l’età adulta, capì che in lui c’era un dono, ovvero che era stato scelto per salvare l’Italia dall’influsso maligno del Diavolo.
A partire dall’anno 0, periodo in cui iniziò la religione come la conosciamo, il Mondo era stato affidato ad alcune figure che avevano il compito di fare da portavoce alle persone che abitavano i vari popoli e che con il loro sacrificio avrebbero condotto al Paradiso quest’ultimi. La prima di queste fu Gesù Cristo, che con il suo sacrificio ha dato il via per salvare dal peccato l’intero Mondo, ma dopo di lui molti altri rinunciarono a se stessi per la redenzione degli uomini, tra gli ultimi Kurt Cobain, che trasse in salvo la popolazione statunitense.
Tomi era dunque il prescelto alla salvezza dell’Italia, e quando avesse compiuto la sua missione, avrebbe dovuto togliersi la vita raggiungendo Lucifero all’Inferno. Sapeva quando e come sa-rebbe morto ed era al corrente del compito che avrebbe svolto nell’aldilà, ovvero alleviare i dolori del Diavolo tramite la lettura di poesie; infatti il Diavolo era l’essere che all’Inferno soffriva più di tutti, attanagliato dalle fiamme, e il suo dolore era il male che si spandeva nel Mondo. Questa era la volontà divina, Tomi lo accettava e le donne lo percepivano, sapendo leggere nei suoi pensieri in vita.
Durante la camminata sulle rotaie, il giovane poeta imboccò una direzione senza sapere dove stesse andando, lasciandosi guidare dalla mano di Dio certo che avrebbe raggiunto la sua meta.
Dopo aver percorso centinaia di chilometri, assistendo con la mente alle tristi fasi del recupero del suo cadavere e del funerale, arrivò in prossimità di un capannone abbandonato. Tomi si staccò dalla ferrovia e proseguì in direzione della costruzione, poi vi entrò. Una volta entrato riconobbe il suo spirito guida che lo accompagnò fino a una porta. Lo spirito gli chiese in che epoca si trovassero e Tomi rispose che erano nel III Millennio, e più precisamente nel 2015, infine gli chiese se fosse pronto e Tomi sorrise. Congedandosi dallo spirito che si diresse verso la luce del Paradiso, il ragazzo suicida valicò la porta; essa conduceva al punto più profondo e angusto dell’Inferno, “l’ombelico”, dove il Diavolo soffriva senza fine avvolto dalle fiamme.
Tomi aveva il compito di sedersi attorno al cratere infuocato per placare il male del Diavolo e di conseguenza nel Mondo. Tomi era l’unico a non aver paura del Diavolo, avendoci avuto a che fare tante volte in vita.
Si addentrò così nel primo Inferno e lì trovò che lo aspettava il suo amico Rirco. Quando lo spirito di Rirco lo riconobbe, gli si fece incontro impaurito. Rirco sapeva che avrebbe fatto compagnia a Tomi davanti al Diavolo; egli era morto esattamente due anni dopo la scomparsa prematura del giovane poeta, strangolato da un pazzo omicida mentre si trovava in vacanza lontano dall’Italia.
A differenza di Tomi, che era anima, Rirco era uno spirito, ma anch’egli non aveva perduto le sembianze del corpo. I due amici, ritrovatisi, si incamminarono in un lembo di terra accerchiato dal fuoco. Al passaggio dell’anima, le fiamme diminuirono di intensità, così che Rirco potesse passare; a un tratto giunsero in prossimità di un labirinto. Tomi avanzò seguito dal compagno e si inoltrarono in quell’intreccio di vie. L’anima di Tomi era sempre davanti allo spirito di Rirco e gli faceva strada. Con lui davanti, Rirco era sicuro che non si sarebbero persi.
Una volta dentro le orride mura di quel tetro percorso, fatte di sterco di animale, i due iniziarono a udire le grida dei dannati che si erano persi nel labirinto, ma non ne incontrarono mai uno. Il pavimento era fatto di ghiaccio tagliente ma dove passavano anima e spirito vi era solo una spolverata di neve fresca, e a differenza dei dannati che erano ignudi, loro erano provvisti di vestiti.
Durante il tragitto Tomi non perse mai il suo obbiettivo, che prevedeva di raggiungere il Diavolo e di aspettare presso di lui altri amici, che lo avrebbero aiutato ad alleviare le sue pene.
Una volta alleviati i dolori di Lucifero, Tomi sarebbe dovuto partire insieme alla sua compagnia verso altri luoghi infernali, salvando i dannati che lui e la sua truppa ritenevano dovessero essere condotti in Paradiso, avendo già scontato le loro pene. Tra questi,Tomi sapeva esserci suo nonno, ma non sapeva altro.
Il tempo passava e i due continuarono il loro percorso nel labirinto contornato da urla strazianti.
Rirco aveva paura ma Tomi non dava alcun segno di timore e incoraggiava l’amico.
Il labirinto, in quel punto, si presentava con mura alte dieci volte la loro altezza fatte di rovi e spine, intinti del sangue dei condannati impazziti dal vagare senza uscita.

***
Anime e spiriti
di Simone Piscitelli
2013, 116 p., brossura
Gruppo Albatros Il Filo

Simone Piscitelli

Simone Piscitelli è nato a Bologna il 12 maggio del 1988. Dopo aver completato le scuole medie e compiuto gli studi in Ragioneria fino al terzo anno, ha iniziato a lavorare come operaio alimentare. Nel 2007, dopo un periodo di malattia, ha cominciato a scrivere. Con il Gruppo Albatros ha pubblicato la silloge X Elisa. In seguito, sempre con lo stesso editore ha pubblicato Anime e spiriti. Altre sue opere sono state pubblicate in formato eBook. Al momento non ha altri progetti se non quello di curare una riedizione delle prime due opere pubblicate in precedenza con il Gruppo Albatros ed ora fuori commercio.

1 commento

  1. Trovo molto interessante il fatto che l’autore in questo libro abbia voluto riprendere in un certo senso il viaggio percorso da Dante e sarei proprio curiosa di capire in quale direzione va il suo viaggio e quali insegnamenti vuole trasmettere al lettore.

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