venerdì, 19 Luglio 2024
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Cenerentola deve morire di Loretta Brusa

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Cenerentola deve morire di Loretta Brusa

Cenerentola deve morire di Loretta Brusa è il secondo romanzo della scrittrice monzese

Cenerentola deve morire di Loretta Brusa, romanzo sull’amicizia, sull’amore e sulla forza della rinascita

“La vita agisce come un’insegnante implacabile. Sottopone a prove costanti e quando non le superi, ne presenta altre, alzando sempre di più l’asticella, finché non impari la lezione per la quale sei venuta al mondo.”
“Imparò dal suo stesso cuore quando lo aveva sentito sanguinare, perché ferito, iniziando così il suo più bel romanzo d’amore.”

Tra una Boston innevata e una Milano frenetica tre amiche quarantenni fronteggiano le molteplici sfide della vita adulta.
Viola trova un sostegno inatteso per superare le difficoltà legate a un trasferimento improvviso. Bianca ridefinisce la propria vita dopo un cruciale punto di svolta, mentre Celeste accetta compromessi che minacciano la sua autenticità.
Nonostante l’affetto profondo che le lega, emergono tensioni e conflitti, alimentati dalle ferite del passato che ognuna si porta dietro, e che possono rendere difficile avere una piena consapevolezza del proprio valore, anche in età adulta.
Tra un passato da riscrivere e un futuro da reinventare, le tre protagoniste, insieme, sfidano i loro demoni interiori, affrontando la Cenerentola che vive in ognuna di loro.
In un vortice di emozioni contrastanti, tra risate e lacrime, amori perduti e nuove speranze, Viola, Bianca e Celeste scopriranno il vero significato dell’amicizia, intrecciando un legame indissolubile che supera le barriere fisiche ed emotive.
Non tralasceranno mai una certa leggerezza d’animo, quella positiva, indispensabile per affrontare la vita.
Un romanzo sull’amicizia, sull’amore e sulla forza della rinascita.

Romanzo autoconclusivo
Contemporary Romance

Leggi anteprima

Prologo

Ci guardammo, sedute nella sala d’attesa una di fronte all’altra.
«Anche tu tra poco?» le chiesi incuriosita.
«Si, è la prima volta sai! Ho tanta paura del dolore», rispose.
«Per me è la seconda, ho paura anche io, ma ho capito che l’unico modo per liberarsi dei timori è attraversare il ponte. Sarà un’esperienza straordinaria, che durerà una vita intera».
Respirai nel tentativo di sciogliere l’ansia che mi stava bloccando la voce.
«Sei italiana?» mi chiese all’improvviso.
«Si, ma questa ormai è casa mia, non potrei vivere da nessun’altra parte»
«Hai conosciuto tanta gente qui?»
«Solo le persone giuste per me»
«Vuoi venire a prendere un caffè con me dopo? Mi piacerebbe ascoltare la tua storia»
«Certo, conosco un posto qui vicino, il barman è un mio amico», risposi, «ti racconto come è iniziata.»

Viola
Pensa al passato soltanto quando il ricordarlo ti può fare piacere
(Jane Austen)

Viola amava alzarsi presto, immergendosi nella ritualità della sua mattina silenziosa.
Una tazza di caffè lungo e nero, versato con cura dalla macchina programmabile, era il primo gesto che compiva nel comfort della sua casa.
Si ritrovava nella quiete dei suoi pensieri, guardando la luce sostituire il buio della notte, mentre ogni cosa fuori, come ogni giorno, ricominciava.
In quei momenti, che sentiva di rubare al frastuono della vita, rifugiandosi nel calore della tazza stretta tra le mani, aveva l’impressione di rinascere anche lei.
Quel giorno di ottobre, avvertendo una leggera solitudine nel cuore, Viola scelse di fare una passeggiata nel Common Park di Boston. Si diresse verso il Prudential Center desiderosa di godere di un po’ di vita e abbandonare la pace della casa che avvertiva come una morsa implacabile che la stritolava.
Sulla porta vetri del centro commerciale lesse:
Coloro che eliminano dalla vita l’amicizia, eliminano il sole dal mondo.
Si bloccò per un istante, lasciando che le parole penetrassero nella sua mente. Avrebbe voluto assorbire ogni sillaba, farla sua e tatuare ogni lettera sulla pelle ripensando alle sue amiche di una vita.
Con decisione spalancò la pesante porta a vetri immergendosi nel calore e nell’energia della folla.
Nonostante fosse solo metà mattina, il centro commerciale già brulicava di persone che si affrettavano da una parte all’altra dei vari negozi, come schegge impazzite.
Sentendo il calore stringerla si tolse il cappotto di cashmere azzurro.
Ragazze bionde e snelle, in uniforme con minigonna e blazer le sorridevano dalle profumerie invitandola a entrare. Mostravano barattoli colorati contenenti creme miracolose, balsami per capelli, acque profumate per il corpo, meravigliosi giochi per donne.
Viola amava la cura del corpo, e dei capelli.
La natura le aveva regalato una chioma nera lucente, liscia come il lago e questo le permetteva di portare un taglio a caschetto con frangia ispirato al fumetto Valentina.
Considerava quel look accattivante, che poche donne erano in grado di portare con disinvoltura e lei desiderava, sin dagli albori, distinguersi dalle altre.
Durante l’adolescenza aveva frequentato per qualche mese un corso di make-up, imparando a enfatizzare i suoi occhi dalle iridi nere come diamanti, in maniera marcata ma impeccabile.
A quarantatré conservava ancora la passione per i cosmetici, conosceva ogni marca, il suo carrello virtuale era sempre colmo e seguiva con fervore tutte le novità del settore.
Era da sempre una divoratrice di riviste di make-up e nei centri commerciali si paralizzava innanzi alle esibizioni dei truccatori.
L’incessante ricerca di perfezione era la sua motivazione.
Quella mattina, nonostante l’assenza di dimostrazioni da ammirare, dalle quali saccheggiare qualche strategia, Viola proseguì lungo i corridoi del centro commerciale in pieno fermento. Era alla ricerca di nuovi stimoli e di una vitalità che la casa e la vita familiare sembravano averle sottratto.
Le pasticcerie erano un turbinio di colori e profumi da far girare la testa, l’aroma del caffè inebriava.
Incantata, davanti a una vetrina che esponeva bignè al cioccolato simili a pepite dorate, assaporandoli con gli occhi e sentendosi lievitare solo al pensiero di deliziarsi, ripensava alle sue amiche di una vita, quelle vere, quelle rimaste, ma ormai lontane, avvertendo la perdita di un battito del cuore.
Si era trasferita a Boston da Milano un paio di anni prima per seguire Marco, suo marito, in una nuova avventura lavorativa, ma non era riuscita a socializzare con nessuno.
Gli unici incontri erano limitati a brevi scambi con qualche mamma fuori dal liceo dei suoi figli, la farmacista all’angolo che le sorrideva e le dispensava consigli per superare l’implacabile inverno di Boston, qualche signora incontrata per caso quando sprofondava nelle poltrone della Public Library per cercare scampo da quel mondo.
In quei momenti di smarrimento, quando tutto sembrava sfuggire di mano, arrivava il conforto di un messaggio whatsapp, una telefonata da parte di Celeste e Bianca, le sue amiche lasciate a Milano e la sensazione di solitudine, che di sovente la attanagliava, si scioglieva come burro.
La videochiamata con le amiche di infanzia era uno dei pochi attimi in cui riusciva a riconnettersi con la realtà di un passato ancora vivo, perché Viola con la testa e con il cuore era rimasta nella sua amata Milano. Spesso nei suoi sogni rivedeva il loro meraviglioso appartamento in vicolo Ciovasso, dalle ampie terrazze loggiate che si affacciavano su giardini rigogliosi.
Boston era la nuova scenografia della sua vita, ma negli ultimi tempi la nostalgia che provava era diventata pesante, un macigno costante sullo sterno.
Le passeggiate in solitaria nel Common Park la trasportavano mentalmente agli incontri con le amiche a Milano nel Parco Sempione, tra tentativi di correre insieme, fiatoni, inciampi, e risate seguiti da un ristoro con uno Spritz una mezz’ora dopo, madide di sudore e boccheggianti.
A Milano, oltre alle amiche, Viola aveva lasciato suo padre Richard, del quale tuttavia non avvertiva la mancanza, perché sentiva di averlo perso anni prima. Questo avvenne quando la madre prese il potere in casa nominando sua sorella minore Greta regina indiscussa relegando lei e Richard sudditi del regno.
Sua sorella aveva rappresentato il grande trionfo di sua madre. Era minore di tre anni e come sua mamma Stefania era bionda, occhi color dell’alloro, pelle pallida, postura statutaria, snella, efebica e un’ostinata tendenza a infischiarsene delle opinioni altrui, soprattutto quelle di sua madre.
Viola aveva ereditato i colori del padre, occhi scuri come gli abissi, penetranti, capelli neri lisci, non particolarmente alta e troppo formosa.
Stefania stravedeva per Greta, e la innalzava sempre al primo posto, in tutto.
Il menù, gli orari, i ristoranti, le vacanze, tutto doveva essere definito in base ai gusti di Greta, la quale veniva sempre prima di chiunque.
Durante l’infanzia Viola tentava di compiacere sua madre adattandosi alle regole che vigevano in casa indirizzate al benessere di Greta.
Finché una sera, all’improvviso, durante il periodo adolescenziale, al cinema, mentre sullo schermo scorrevano le immagini di un film scelto da Greta, avvertì una strana sensazione, come uno squarcio nella mente. In un istante si rese conto che lei si sentiva come uno schizzo di un disegno venuto male, e che Greta era e sarebbe stata per sempre il capolavoro di sua madre, il suo orgoglio.
Quella sera rientrò a casa con una consapevolezza diversa nell’animo, pesante, paralizzante. Capì che avrebbe dovuto fare qualcosa affinché sua mamma si accorgesse di lei.

Cenerentola deve morire
di Loretta Brusa
Editore: ‎Independently published (21 giugno 2024)
Copertina rigida: ‎355 pagine

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Lavinia
Lavinia
8 giorni fa

Molto romantico e intrigante. Leggevo e volevo sapere come continuava. Sono tre storie intecciate tra loro ambientate tra Milano e Boston, tra autunno e inverno. Bellissimo

Loretta
Loretta
Risposta a  Lavinia
8 giorni fa

Grazie!

Laura
Laura
8 giorni fa

Recensito in Italia il 23 giugno 2024
Lettura molto scorrevole, l’ho letto tutto d’un fiato. Piacevole romanzo al femminile, sulle ferite che ognuna delle protagoniste si porta dietro. L’ho trovato molto visivo, come un film drammatico con sfumature da commedia. Molto curiosa l’autocitazione con il primo romanzo dell’autrice.

Loretta
Loretta
Risposta a  Laura
8 giorni fa

Gentilissima Laura

chiara
chiara
9 giorni fa

Entusiasmante a dir poco! Inutile ma doveroso ripetere che il titolo cattura inevitabilmente l’attenzione sin da subito. I temi che tuttavia si affrontano e/o riscoprono tra le poche righe del libro che ho avuto modo di sono l’elemento vincente, così come il modo di scrivere. Complimenti all’autrice

Loretta
Loretta
Risposta a  chiara
7 giorni fa

Gentilissima, grazie

Desiree
13 giorni fa

Già dalla copertina mi è piaciuto tantissimo!
La trama è avvincente, dolce, fa capire che quella che si andrà a leggere è una storia piena di amicizia, coraggio e amore.
L’anteprima mi ha subito colpita e incuriosita, chissà!
Mi complimento con l’autrice sia per la bellissima cover ma anche per la trama e l’anteprima, che catturano l’attenzione del lettore fin dall’inizio!
Mi piacerebbe davvero leggerla!

Loretta
Loretta
Risposta a  Desiree
12 giorni fa

Ti ringrazio davvero tanto Desiree

Valentina
Valentina
13 giorni fa

Un’anteprima davvero interessante che cattura il lettore fin dalla prima parola e che pone al centro delle tematiche molto importanti. Mi ha incuriosito davvero molto.

Loretta
Loretta
Risposta a  Valentina
12 giorni fa

Gentilissima, grazie Valentina

Andrea
Andrea
17 giorni fa

letto tutto d’un fiato, rapito dalle evoluzioni su piani paralleli del racconto, dalle emozioni e dalle dimostrazioni di amicizia delle protagoniste!

Resta la curiosità di leggere cosa succederà nel loro futuro. A quando un seguito?

loretta
loretta
Risposta a  Andrea
7 giorni fa

Grazie!

Anna Maria Refano
17 giorni fa

Un’ anteprima che cattura subito l’ attenzione, ogni singola frase e pensiero ti fanno entrare in contatto con Viola e il suo raccolto, le sue emozioni, il suo disagio…
Conoscere la sua vita, entrare in confidenza con lei e le sue amiche credo sia il punto principale del libro…vivere, attraverso loro, tutti quei sentimenti che ognuno di noi sperimenta ogni giorno ed avere la sensazione di non essere soli…
Complimenti all’ autrice per la sua opera.

Loretta
Loretta
Risposta a  Anna Maria Refano
16 giorni fa

Anna Maria ti ringrazio tantissimo. Gentilissima.

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