Faraway di Jessica Pini, l’autrice parmigiana esordisce con il primo volume di una serie da lei ideata
Faraway di Jessica Pini, amore, mistero e avventure in un viaggio nel tempo e nelle profondità dell’anima
Un improvviso salto nel tempo catapulta Sheryl a bordo di un brigantino corsaro, nell’anno 1600. Senza alcuna spiegazione di come sia finita lì, Sheryl deve imparare a destreggiarsi in un’epoca lontanissima dalla sua, adattandosi ad usi e mentalità diversi per poter sopravvivere. Tra mille difficoltà, trova un nuovo scopo nell’amore protettivo dell’affascinante Gaspard, il medico di bordo. Il loro sembra un legame impossibile, eppure così profondo da superare i secoli che li dividono. Sheryl si troverà presto a dover affrontare un temibile nemico. Un pirata spietato e senza scrupoli, tenterà di prendersi la loro nave e anche il tesoro che Sheryl ha trovato in una grotta. Riuscirà Sheryl a salvarsi con la sua nuova ciurma? E chi è quell’uomo misterioso che inaspettatamente sembra conoscere lei e il motivo per cui si trova lì? Il viaggio di Sheryl non sarà solo nel tempo, ma anche dentro se stessa, alla riscoperta di risorse che non sapeva di possedere.
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CAPITOLO PRIMO – PRIMA DI TUTTO
1
La nebbia mi piombò addosso all’improvviso.
Avevo già recuperato la crittercam che si era staccata dal fianco di un cucciolo di megattera e che era il motivo per cui quella mattina mi trovavo in mare da sola. Non avevo voglia di parlare con nessuno, perciò l’incarico di rintracciare riportare in laboratorio il prezioso carico di video di cui quel piccolo (si fa per dire) ci aveva fatto dono, mi era parsa un’ottima occasione per allontanarmi da tutti e iniziare il primo giorno di lavoro dopo l’incidente con calma.
Non mi sentivo in grado di affrontare né le domande, né, tantomeno, gli sguardi carichi di compassione dei colleghi. Una volta messo al sicuro sul motoscafo il mio bottino, mi tuffai in mare con l’attrezzatura per immersioni da cui non mi separavo mai e lasciai che il senso di perdita venisse lenito dalla bellezza dei fondali corallini del Biscayne National Park. Abitavo a Miami ormai da tredici anni, eppure la moltitudine di vita multicolore di queste acque non smetteva di sorprendermi e affascinarmi.
2
Nell’incidente avevo perso un bambino. La scoperta della gravidanza fu il classico fulmine a ciel sereno, un imprevisto che mi aveva gettato nel panico per i primi giorni e contribuito a risolvere una situazione di stallo che si trascinava da un po’. Il padre si chiamava Joseph e con lui le cose non funzionavano più da un pezzo. Quando gli comunicai la notizia, la sua reazione futalmente fredda da farmi dubitare, inizialmente, che avesse compreso la situazione. Invece no, aveva capito benissimo e per lui la soluzione era semplicissima. Avrei abortito e saremmo andati avanti con le nostre vite esattamente come prima. Lui era un avvocato di successo e, di sicuro, cambiare pannolini non era tra i suoi progetti. Non aveva del tutto torto. Anche la mia carriera era appena cominciata. Ero stata assunta al Marine Sea Aquarium da poco più di sei mesi, dopo il dottorato in biologia marina. E si trattava del più importante centro di ricerca della Florida. Non era davvero il momento adatto per un impegno così grande. Il lavoro mi teneva spesso lontano da casa per giorni, a volte settimane. Inoltre, ero un’attivista di Greenpeace, talvolta partecipavo a spedizioni in giro per il mondo e a manifestazioni di protesta e, a volte, questo significava arrampicarsi sullo scafo di una baleniera. Insomma, avevo parecchi impegni. Perciò, no, non era davvero il momento adatto.
Eppure.
La sua reazione, o meglio, non-reazione, mi gelò. Ne parlai con mia sorella Diane, psicologa. Sviscerammo l’argomento per un intero pomeriggio, poi lei mi accompagnò in clinica dalla mia ginecologa di fiducia. Feci anche una lunga, rigenerante, immersione in apnea, in solitaria, per riflettere. Come spesso mi capitava, uscii dall’acqua più lucida e con una decisione presa. Avrei lasciato Joseph e sarei tornata a vivere con mia sorella, nella casa che i nostri genitori ci avevano lasciato. E avrei tenuto il bambino. Lo avrei cresciuto da sola, in qualche modo. Anzi no, ci sarebbero state Diane e Audrey, la nostra sorellina più piccola, ad aiutarmi.
3
Joseph però, non accolse bene la mia scelta. Si infuriò. Non perché tenesse particolarmente a me, questo mi era chiaro. Semplicemente, io ero per lui una specie di mascotte, una pubblicità vivente del prodotto che cercava di vendere: sé stesso. La sua reputazione di avvocato sensibile alle tematiche ecologiste, dedito alla difesa di cause a sfondo ambientale, che fruttava bene con i ricchi e famosi di Miami Beach. Anche il mio aspetto gli tornava utile, perché ero diversa da tutte le mogli e fidanzate dei suoi colleghi dello studio, sempre eleganti e impeccabili in ogni dettaglio. Avevo i capelli biondi lunghi fino alla vita, mossi e un po’ selvaggi. Un piercing all’ombelico, uno al naso e un altro al sopracciglio destro. Vari tatuaggi. Insomma, contribuivo a dare di lui l’immagine dell’avvocato alternativo, sensibile, che piaceva molto ai vip pieni di soldi. Ero un accessorio da sfoggiare. Ormai lo avevo capito al di là di ogni ragionevole dubbio, perciò rimasi ferma sulla mia decisione.
Difesi a oltranza le mie ragioni, durante un tragitto in macchina di ritorno da una cena con una coppia di suoi clienti, alla quale mi aveva obbligata a partecipare. Lui aveva bevuto troppo, era più che brillo, forse anche fatto (si era ritirato in bagno per cinque minuti e al ritorno era più carico che mai), ma si era rifiutato di lasciarmi guidare. Litigammo furiosamente, con Joseph che mi insultò nei modi più coloriti, finché non prese male una curva e l’auto finì fuori strada, rotolando giù per una piccola riva. Andava troppo veloce, ben al di sopra dei limiti, perciò non riuscì a correggere l’errore di manovra.
Non ci ferimmo gravemente. Le cinture di sicurezza e gli airbag fecero egregiamente il loro lavoro. Tuttavia, quando mi risvegliai in ospedale, sapevo che il mio ventre era tornato ad essere vuoto prima ancora che me lo dicessero. E non era finita. Una dottoressa molto dolce mi comunicò con estrema cautela che il mio utero era rimasto danneggiato nello schianto. Non avrei potuto
avere altre gravidanze.
4
Tornai al lavoro dopo due settimane di convalescenza, trascorse per lo più in casa a piangermi addosso. La buona notizia fu che Joseph, invece, era finito in galera per guida in stato di ebbrezza. Anche se poi era uscito su cauzione, avrebbe dovuto affrontare un processo e la sua carriera era rovinata. Almeno un lato positivo nella mia personale tragedia.
Pensavo al mio piccolo perduto, che non aveva fatto in tempo a diventare un bambino, eppure aveva segnato così profondamente la mia anima, sentendomi contemporaneamente disperata per ciò che avevo perso per sempre e felice di essere ancora viva. Per come erano andate le cose, potevo comunque ritenermi fortunata. Il motoscafo beccheggiava dolcemente sulle onde morbide di una splendida mattina tropicale ed ero riemersa da non più di dieci minuti, sempre molto triste ma forse un po’ più in pace di quando mi ero tuffata. Il mio corpo mi era parso un guscio vuoto e inutile nelle ultime settimane, come se la morte si fosse presa un pezzo della mia vita. Ma avevo ancora il resto. Potevo ancora fare quello che amavo e avevo ancora un futuro. Come per confermare la mia briciola di ottimismo, l’oceano mi fece un altro regalo: un branco di stenelle
maculate si mise a saltare e vocalizzare proprio davanti a me. Osservai le loro evoluzioni, incantata e quasi commossa dalla loro presenza in quel momento e in quel luogo. Non mi accorsi della strana nebbiolina biancastra che mi raggiunse alle spalle, né riuscii a capire da dove venisse. La vidi solo quando me la ritrovai addosso e feci in tempo a sorprendermi della sua presenza e del suo odore dolciastro e leggermente acido, ma non a spaventarmi. In pochi secondi il mondo attorno a me perse consistenza e poi si spense del tutto. Non ricordoaltro.





Ringraziando nuovamente Manuale di Mari e Jessica Pini aggiungo il link all’articolo sul blog.
Ringrazio di cuore l’ autrice per avermi dato la possibilità di poter ricevere e leggere il suo libro. É stata un’ emozione inaspettata e piacevolissima trovarlo nella cassetta della posta. Grazie di cuore per questo bellissimo regalo. Non vedo l’ora di iniziarlo e poter condividere le mie emozioni con l’ autrice e gli altri lettori.
Grazie ancora
Ho letto il romanzo e scritto da Jessica Pini e lo consiglio a tutti. Lo stile della scrittura e la trama del racconto (quasi quasi potremmo definirla sceneggiatura , spesso la sensazione è quella di assistere a un film) ti inducono a leggere le pagine divorandole. Io sono un lettore solitamente svogliato e pigro , leggo a letto prima di addormentarmi, eppure , per quelle che sono le mie abitudini, ho terminato questo libro a tempo di record . Le vicende della giovane biologa marina che si ritrova proiettata in un altro tempo ti catturano , i vari capitoli , non… Leggi il resto »
Nell’immaginario di tutti o quasi credo che la parola avventura si associa inevitabilmente con un vascello, dei corsari, un tesoro ed una storia intensa di emozioni ed avvenimenti. Sembra proprio un vecchio libro (e non me ne voglia l’autrice per questo aggettivo, che al contrario di quanto possa sembrare utilizzo come a voler fare un complimento) con una storia appassionante da leggere tutto d’un fiato…speriamo!!
Un tuffo nel passato per passare qualche gradevole ora
Con questo primo libro della saga (attendo con ansia il secondo) L’autrice mi ha letteralmente trasportato attraverso un viaggio sia nel tempo che di scoperta verso se stessi nonché della natura. Un libro molto interessante, di lettura scorrevole, ricco di interessanti spunti per poter proseguire una storia avvincente e ricca di colpi di scena.
Questo libro di prospetta un bellissimo viaggio nei sentimenti e nel tempo. Immagino che verranno trattate tematiche importanti, e che sarà quindi una lettura che oltre a far evadere il lettore, gli offrirà anche spunti di riflessione. L’anteprima presentata ci ha descritto il grave dolore sofferto dalla protagonista e invoglia a conoscere il seguito.
Ho letto il libro tutto d’un fiato. La storia è appassionante ma fornisce anche parecchi spunti di riflessione. Sono in attesa di leggere il seguito
Con questo primo volume , l’ autrice , tocca varie tematiche , quali : l’ amore ed il rapporto fra uomo e donna , l’ emancipazione femminile , il coraggio , il mistero , l’ introspezione e non per ultima , perché permea tutto il volume , l’ avventura al di la’ del tempo e dello spazio e dentro di noi .
Non manca nulla .
A Voi la lettura !!!
Alle parole “cucciolo di megattera” ero già con gli occhi a cuore, il vero tesoro da scoprire è la storia, con tutto il carico di sofferenza che si intuisce dagli avvenimenti.
Una trama veramente intrigante, curiosissima di scoprire le avventure e le tappe di Sheryl, ma soprattutto di scoprire se stessa!
Sono rimasta già incantata a…”un viaggio nel tempo e nelle profondità dell’ anima”, mi sono emozionata già da qui. Ho intuito, immaginato che sia un viaggio personale che l’ autrice ci permetterà di fare attraverso la protagonista…e, inevitabilmente, alla fine avremmo scoperto qualcosa di noi stessi. Ho letto l’ anteprima e mi sono emozionata ancora…lo stile con cui viene scritto il testo é così coinvolgente che si ha la sensazione di “vivere” la storia attraverso le parole, di essere una spettatrice silenziosa. É di una semplicità e allo stesso tempo profondità che ti trascina dentro ala storia. Ti fa venir… Leggi il resto »
Leggendo la trama mi ha interrogato molto spero di leggere molto presto è una lettura che è davvero prende l’anima ed è una bella scoperta.
Spero di poterlo leggere molto presto e che qualcuno me lo invia
Quando si parla di avventura e mistero, non posso far altro che continuare a leggere. La trama del libro sembra molto interessante visto che racchiude molte tematiche in un unica storia. Affascinante il fatto di ambientare la protagonista in un’epoca diversa da quella in cui è cresciuta, portandola a riscoprire se stessa e le varie doti che non sapeva di avere. Non bisogna dimenticare la tematica dell’amore, che sembra essere rappresentata dal medico. Suscita molta curiosità anche il personaggio misterioso che sembra conoscere Sheryl e il motivo per il quale è lì. Spero tanto di poter approfondire la lettura e… Leggi il resto »