domenica, 13 Giugno 2021
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Il compratore di tempo di Ramiro Baldacci

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Il compratore di tempo di Ramiro Baldacci

Il compratore di tempo di Ramiro Baldacci, un romanzo che si rivolge in modo particolare ai ragazzi della generazione Z ma che è adatto a tutte le età

Il compratore di tempo di Ramiro Baldacci, tra fantasy e realtà i grandi temi dell’adolescenza

Questo romanzo di Ramiro Baldacci è davvero particolare e, per certi versi, geniale e rivelatore per come ha saputo conciliare il racconto di temi tipici della realtà giovanile e adolescenziale come la scuola, la vita sociale, l’amore, con una storia fantastica, proiettando i giovani della generazione Z in una dimensione metatemporale scevra da tutti gli orpelli, gli usi e i costumi tecnologici della contemporaneità digitale. Senza la rete, gli smartphone, i social e l’ossessione dei selfie e dei like emerge il nucleo fondamentale di quel disagio esistenziale, di quel sentimento, di quell’anelito universale e immutabile della ricerca del senso della vita e trionfano alla fine le ragioni del cuore. Merita due volte un plauso l’autore perché oltre ad averci emozionato e coinvolto con una scrittura che brilla per immediatezza ed efficacia, evocando all’inizio di ogni capitolo straordinarie colonne sonore, ci ha fatto meditare, in questa presente pandemia, sull’immane insopportabile delitto che si consuma nei confronti delle giovani generazioni, limitando e comprimendo la dimensione sociale della loro vita. Chi potrà “comprare” per loro il tempo perduto, la scoperta di un sorriso, l’intensità di uno sguardo, l’eternità di un bacio?
Robert, Manuale di Mari

Che senso ha il tempo? A cosa serve davvero la scuola? Può l’amore avere età, confini o condizioni?
È quello che scopriranno Lucia e Alessandro, due adolescenti al terzo anno di liceo, nel libro “Il compratore di tempo” di Ramiro Baldacci edito da Il Seme Bianco.
La storia dei due protagonisti sembra simile a quella di tanti altri ragazzi della loro età, con una rabbia manifesta verso i propri genitori e i disagi di un periodo della vita che non sarà mai compiutamente compreso. A un certo punto, nello scorrere della loro vita ordinaria, accade qualcosa di imprevisto. Lucia affronta l’abbandono di un’amica, la delusione di relazioni tutte uguali, la paura di sentirsi sola, con la dolorosità di un trauma vissuto due anni prima che riaffiora e condiziona tutte le sue relazioni. Alessandro invece parte per un viaggio, dentro il tempo e dentro la vita di Lucia: attraverso le materie scolastiche su cui si sviluppa la storia (filosofia, matematica e latino) vedrà mondi ed epoche sconosciute, vivrà situazioni nuove e impreviste, conoscerà i grandi personaggi della storia nella loro realtà di vita, si perderà, ma alla fine troverà se stesso, l’amore di Lucia e il senso della sua esistenza: “È questa dimensione dell’amore – capace di donarsi – che fa la differenza tra un pavido ed un eroe”.
Il libro è adatto a tutte le età ma si rivolge in particolare ai ragazzi della generazione Z: iperconnessi, distratti, fragili nelle relazioni eppure capaci di creare legami forti e grandi mobilitazioni; indecifrabili se guardati dall’esterno, da piattaforme che pretendono di rappresentarli, ma ne catturano solo la superficie. Per sentirne le voci autentiche e catturare la vera essenza dell’immagine, serve abbassare il volume dei like e dei selfie, come avviene al protagonista Alessandro, che viaggia nel tempo e si ritrova in epoche in cui la globalizzazione digitale è inesistente, e ascoltare il loro vero cuore, pieno delle paure e delle incertezze tipiche dell’adolescenza ma anche di entusiasmo e voglia di assumersi grandi responsabilità. E la soluzione per risolvere le difficoltà viene proprio dal cuore e dallo slancio che ne deriva.

Anteprima

Dal primo capitolo

«Basta, mi avete rotto!».
Alessandro non li sopportava. Ossessivi e opprimenti, volevano controllare la sua vita, non sapevano nulla di lui, anche se avevano la presunzione di conoscerlo solo perché lo avevano messo al mondo. Insopportabili.
Uscì di casa più attento alle ferite che si portava dentro che non ai suoi passi. La sua mente si rifugiò nell’unico pensiero che riusciva a renderlo felice: Lucia.

Lucia sedeva davanti allo specchio.
Era da un po’ che si domandava il senso della sua esistenza e di tutto ciò che la circondava. Non voleva ammetterlo, ma il vuoto che aveva dentro era una voragine senza fondo e stava inghiottendo tutto. La violenza che aveva subito due anni prima l’aveva resa incapace di amare.
Paralizzata dalla paura, ma anche terribilmente sola ne aveva parlato con Agnese, e questo l’aveva fatta sentire un po’ più leggera. Ma poi quel peso le ricadeva dentro come un macigno. I suoi le avevano imposto di non parlarne con nessuno, ma non sapevano nulla di quello che lei provava. Quella sera uscì con Agnese e gli altri compagni di classe.

Arrivato in piazzetta, Alessandro si avvicinò ai suoi amici seduti sui motorini.
«Bella fra’» li salutò.
«Che hai? Di nuovo i tuoi?».
Non rispose, non ce n’era bisogno.
«Serata sushi? Ti va? Ci vanno anche loro» e indicò con la testa un gruppetto sull’altro lato della strada in cui si trovava Lucia. Alessandro fu subito d’accordo.
Nel locale faceva caldo, i tavoli erano stretti e molto vicini. Il gruppo di Lucia si sedette dall’altra parte della sala.
«Guardala dritta negli occhi e vedi se ricambia».
«Smettila di rompere!» Alessandro alzò un po’ troppo la voce, e dall’altro tavolo Lucia lo guardò.
«Cosa prendete da bere?».
Il cameriere si era avvicinato al loro tavolo.
«Fuoco di Drago».
«Scusa?».
«Sì, il Fuoco di Drago».
Alessandro si rivolse al cameriere che stava prendendo le ordinazioni.
«Ma se non hai mai bevuto!».
«Ho detto che prendo il Fuoco di Drago».
Alessandro alzò gli occhi verso l’altro tavolo e finalmente Lucia lo stava guardando dritto negli occhi, e sorrideva divertita. Lui contraccambiò il sorriso.
Il cameriere servì da bere e allungò il braccio destro per mettere un boccale fumante a forma di testa di drago davanti ad Alessandro. Più che dal boccale Alessandro fu colpito dai tanti tatuaggi su quel braccio.
Uno in particolare attirò la sua attenzione, era formato da due lettere incise in caratteri antichi all’interno del polso: T. R.
I suoi amici intorno non facevano altro che ridere, schiamazzare e incitarlo a bere.
Tutto il locale guardava verso di loro, ma a lui interessavano solo gli occhi di Lucia. La guardò per prendere forza, poi afferrò il bicchiere con fare deciso e bevve tutto d’un sorso.
Gli amici intorno a lui esultarono come allo stadio e tutto il locale sembrava divertito da quella allegria contagiosa. Gli occhi di Alessandro cominciarono a roteare, lui non sentiva più nulla, perse contatto con sé, e si accasciò impietosamente

Lucia uscì a prendere una boccata d’aria, ancora col sorriso sulle labbra.
Alessandro era carino e sembrava anche un tipo simpatico. Forse se avesse avuto il coraggio di farsi avanti gli avrebbe anche potuto dare un’opportunità. Il suo sguardo si perse nelle prime foglie rosse d’autunno che scivolavano nell’aria. Ripensò al liceo classico che non sembrava entusiasmarla più di tanto. I professori ce la stavano mettendo tutta per farle passare la voglia di studiare. Si era già pentita della sua scelta nel biennio, ma non aveva saputo dirlo ai suoi genitori. Non l’avrebbero capita.

Lucia… guardami, sono io… Lo senti il mio amore?
Alessandro stava sognando. Percepiva calore sul viso, come fosse riscaldato dal sole, e uno strano sapore di terra in bocca. Non era solo un sapore, era proprio terra, se ne rese conto chiudendo la bocca. Stava dormendo a pancia sotto in mezzo alla strada, con le labbra appoggiate sul terreno. Sputò subito, mettendosi in ginocchio.
Era all’aria aperta, probabilmente in campagna. Come ci era finito lì? Sentì un suono rimbombante di zoccoli di cavalli. Di colpo, guidato dal suo istinto di sopravvivenza, scattò in piedi e si tuffò dentro un cespuglio a bordo strada. Fece appena in tempo a nascondersi che passarono dei soldati a cavallo. Sembravano guerrieri antichi, armati di tutto punto, con tuniche scarlatte e armature di metallo, i loro elmi scintillanti riflettevano i raggi del sole. I tratti fisici di quei cavalieri gli fecero pensare a qualche popolo mediorientale.
Alessandro alzò di poco la testa sopra il cespuglio e si rese conto di essere ai margini di una grande spianata al cui centro scorreva un fiume. Davanti a lui era schierato un esercito di soldati suddivisi in fanteria e cavalleria, la maggior parte dei quali vestiti con una tunica rossa. Dall’altra parte del fiume invece era schierato un esercito il cui colore predominante sembrava il celeste. Con quel cielo terso, le armature riflettevano i raggi del sole, accecandolo di tanto in tanto.
Il silenzio era surreale. Tutti fermi, ora, come in attesa di un comando. Alessandro si sentiva decisamente fuori posto. Ma dove si trovava? Si accorse di avere addosso una tunica bianca con le maniche corte, stretta in vita da una cintura. Ai piedi aveva un paio di sandali con il plantare in cuoio e dei lacci che gli avvolgevano il polpaccio. Cominciò a sentirsi male, non riusciva quasi a respirare, la testa gli girava. Si portò la mano alle tempie, ma si accorse che i suoi capelli erano acconciati in maniera ridicola. Sentì di avere una sorta di taglio a caschetto. Non era possibile! Chi aveva potuto conciarlo in quel modo assurdo?
«Ehi, che ci fai là?».
Un sussurro lo fece sobbalzare.
«Chi è?».
«Cosa stai facendo là? Avvicinati, non posso urlare sennò ci scoprono».
«Ma chi ci scopre?».
«Voglio solo salvarti la vita. Allontanati dal luogo della battaglia, sennò ci finisci in mezzo».
«Ma che stai dicendo, quale battaglia? Voglio solo tornare a casa! Fammi parlare col regista! Dov’è la stazione degli autobus?».
Il volto di un ragazzo fece capolino dal cespuglio e lo guardò strabuzzando gli occhi. Alessandro notò il taglio dei capelli, a caschetto con piccole cascate di riccioli e un nastro rosso che li teneva in ordine.
«Come fai a sapere queste cose? Non sei uno dei Lidi?».
«Lidi? Ma che dici? Non so neanche chi siano i Lidi. Senti, me ne vado, tu fai come ti pare» e si girò di scatto deciso a tornare sulla strada. Non riuscì neanche a fare un passo che si sentì preso per la collottola della tunica e trascinato indietro. Si ritrovò sdraiato per terra, con il ragazzo seduto sulla pancia.
«Senti, mi chiamo Cleo. Stai zitto, vieni con me e non ripetere più le cose che hai detto prima. Appena possibile ti spiegherò tutto, ma ora togliamoci da qui sennò roviniamo la missione e ti assicuro che per me è stata una fatica arrivare fino a questo punto».
Cleo si alzò in piedi e cominciò a tirarlo per un braccio nella macchia di alberi. Alessandro si ripulì la tunica e lo seguì con fare indispettito.
Alle loro spalle si alzarono le urla di guerra e iniziò il clangore delle armi che cozzavano tra di loro. Giunsero sulla cima di una piccola collina coperta dagli alberi, dove vide altri due ragazzi, vestiti sostanzialmente nel loro stesso modo, che spiavano il campo di battaglia.
«Finalmente ce l’hai fatta Cleo! Ma dove eri finito? Stai per perderti il momento più importante. Vedrai che anche questa volta il maestro non ha sbagliato».
«E questo chi è? Che ci fa qui un greco come noi? È una spia di qualche altra scuola?».
«No ragazzi, poi vi spiego» e anche lui si girò ad assistere alla battaglia.
Alessandro si voltò e ridusse i suoi occhi a due fessure, perché era controsole.
«Che posto avete scelto per osservare? Con questo sole negli occhi non si vede niente».
Poi avvenne.
Il sole si spense e tutta la spianata fu avvolta dal buio. I tre nuovi compagni di Alessandro batterono le mani in preda all’eccitazione.
«Lo aveva detto il maestro! Il maestro non sbaglia mai!». Una eclissi coprì totalmente il sole e tutti i soldati rimasero immobili guardando verso il cielo. Molti iniziarono a gettare le armi a terra e a prostrarsi verso il sole eclissato, con un’espressione decisamente sgomenta sul volto, ma pronti a sottomettersi alla volontà di quel dio che si stava manifestando.
Mentre i tre ragazzi si abbracciavano, Alessandro si accorse di un rumore vicino a loro; con la coda dell’occhio notò un movimento e si accucciò sulle gambe proprio nel momento in cui un’ascia bipenne passava roteando dove fino a qualche istante prima c’era la sua testa. Il suo urlo arrivò ai tre ragazzi greci che reagirono e si lanciarono insieme contro il Minotauro che era apparso accanto a loro, spingendolo per farlo cadere a terra.
«Presto, scappiamo!».
Corsero in mezzo alla boscaglia, con i rami che ferivano le braccia e le gambe scoperte. Il Minotauro era più veloce di loro e presto Alessandro sentì il rumore degli zoccoli vicino a lui. Cominciarono a cambiare direzione, zigzagando in mezzo alla boscaglia.

Il compratore di tempo
di Ramiro Baldacci
Editore: Il Seme Bianco (17 gennaio 2020)
Copertina flessibile: 215 pagine

Ramiro Baldaccihttp://www.ramirobaldacci.com

Giornalista e scrittore, nato a Roma nel 1974, laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza. Ha conseguito il titolo di Baccalaureato in Scienze Religiose e di Consulente Familiare.
Nel mondo professionale, dopo una breve esperienza nell’attività forense, ha sviluppato la sua carriera nelle Risorse Umane di alcune grandi aziende italiane. Attualmente opera nel mondo delle Media Relations, coordinando i rapporti con tutti gli organi di stampa locale sull’intero territorio nazionale.
Come scrittore, si è cimentato nell’arte del racconto breve, dove ha conseguito riconoscimenti in alcuni concorsi sul territorio nazionale. Qui di seguito i principali:

  • La favola “Il Risucchianuvole” si è classificata al secondo posto della categoria adulti del Premio Letterario Nazionale Città di Cairo Montenotte, Giorgio Gaiero “C’era una volta un pediatra”
  • Il racconto “La strada fino al Lincoln Memorial” ha ricevuto una Menzione d’Onore con Diploma di Merito alla VII Edizione del Premio Letterario Nazionale Teatro Aurelio.
  • Il racconto “Oltre la meta” ha ricevuto un Diploma di merito al pregio artistico alla XII edizione del Premio Letterario San Benedetto nel Cuore.
  • Il racconto “Mehr Licht!” è stato pubblicato a gennaio 2019 nella raccolta “Una goccia di sangue” edita dalle Edizioni Grifo.
  • Il racconto “La Rotonda di Ostia” è stato pubblicato a novembre 2020 nella raccolta ‘Etica e società’ del concorso letterario nazionale Ostia 2020 a cura di Spazi all’Arte Edizioni
  • La favola “Vaso di Pandora” è stata nominata semifinalista alla XII edizione del Concorso Tuttiscrittori 2018 patrocinato dalla Regione Lombardia.

Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo “Il compratore di tempo”, rivolto ai ragazzi delle scuole superiori di secondo grado, dove, attraverso un linguaggio immediato e multicanale, l’autore prova a sviluppare il tema della didattica parallela per sostenere alcune materie del percorso di studi. Per ulteriori approfondimenti e materiali, visita il sito www.ramirobaldacci.com

58 Commenti

  1. Sarebbe un bel libro per mio figlio 15 enne da poter leggere durante l’estate, mi ha incuriosito la storia dell’anteprima e mi piacerebbe poter leggere il resto e magari.. perché no passarlo a lui. Magari potrebbe anche piacergli.
    Nella speranza di poter leggere l’intera opera , per l’argomento trattato molto attuale sarebbe una buona lettura. Paola.

    • Grazie Paola, è bellissimo poter condividere con i propri figli le letture, io l’ho fatto negli anni e questo ha fatto nascere in me la voglia di comunicare con loro attraverso questo linguaggio, sperando appunto di coinvolgerli nella storia e nei valori che trasmette.

  2. Finalmente il libro adatto a me!
    Quando arrivi a 30 anni, i libri sugli adolescenti sembrano spesso infantili, ma allo stesso tempo hai bisogno di ritrovare la spensieratezza di quegli anni. Leggendo queste poche righe disponibili ho vissuto una nuova adolescenza: ho sentito le emozioni pure, tipiche dei 17enni, proiettate nella vita di oggi; il tutto condito da una bella dose di magia…
    Attendo con ansia il resto della storia

    • Grazie Charlotte! Hai scoperto la ricetta che condisce il libro e che si sviluppa nel resto della storia. La vita a 17 anni è soprattutto guidata dalle emozioni, che non vanno represse, ma guidate verso un senso utile alla propria crescita!
      Grazie ancora

  3. Ho appena letto l’anteprima del libro, essendo anche io una ragazza che si trova a confronto con le diverse generazioni di questo tempo riesco a provare le stesse emozioni di Alessandro e Lucia; mi incuriosisce molto conoscere lo spostamento nel tempo tra passato e presente.
    Sarei lieta di leggere e conoscere meglio questi due personaggi
    la ringrazio in anticipo

    cordiali saluti
    sajitha

    • Grazie Sajitha, apprezzo molto le tue parole. Le emozioni dei giovani sono fondamentali per comprendere le dinamiche delle loro relazioni, a volte prendono il sopravvento e fanno perdere di vista quella connessione tra presente, passato e futuro che è fondamentale per un equilibrio, ma altre volte sono il punto di partenza di iniziative splendide che danno vita a quei capolavori di cui i giovani sono capaci.

  4. Egregio sig. Baldacci,
    quella delle canzoni a inizio capitolo è stata davvero un’ottima idea perchè i giovani vivono in simbiosi con la musica e traggono lezioni di vita dalla stessa.
    Grazie per la sua gentile risposta.

  5. Mi sembra un ottimo libro, un meraviglioso connubio di temi: adolescenza, fantasy, azione e avventura.
    Sarei lieta di leggerlo
    Complimenti all’autore.

    • Grazie mille, Rossella.
      Interessare i giovani su un unico fronte è molto difficile, sono abituati alla multicanalità, quindi ho provato a coinvolgerli sui temi che li attirano di più, mettendoli insieme in maniera che ritengo equilibrata. Ogni capitolo è introdotto da una canzone che intercetta la proposta emotiva del capitolo stesso, andando a creare una vera e propria playlist che accompagna il lettore nello scorrimento dei capitoli. Un esperimento che, dai ritorni avuti, penso sia ben riuscito.

  6. Le tematiche adolescenziali sono sempre le più interessanti, forse perché ho due figli adolescenti un maschio e una femmina e quindi mi ritrovo nel loro mondo ,un vortice di pensieri ,idee con due punti di vista totalmente diversi che non sempre è facile conciliare.
    Un linguaggio che appartiene alla generazione moderna,mi piacerebbe approfondire la lettura e soprattutto condividerla con i miei figli.

    • Grazie mille Anna, anche io ho due figli adolescenti, un maschio e una femmina, e questo libro è nato proprio dalle loro conversazioni e dai loro spunti, per cercare di far capire loro, attraverso un linguaggio a loro familiare, l’importanza del vivere il presente e di dare valore alle singole situazioni.

      • La ringrazio Ramiro per la sua risposta. Credo che in questo momento cosi’ delicato dove la socializzazione è stata in buona parte preclusa, una buona lettura e soprattutto un dialogo/riscontro sul vivere il presente ,imparando a individuare i valori sarebbe opportuno per i giovani che stanno perdendo il piacere di scoprire e capire cio’ che li circonda ,racchiudendo il loro mondo davanti ad un cellulare.

  7. Un tema davvero molto attuale e credo anche difficile da affrontare senza cadere nel banale o nel già sentito dire. Credo che sia un libro propedeutico per imparare un’importante lezione di vita: la realtà non è il mondo dei social. Troppo spesso infatti si sente dire che alcuni ragazzi ci si perdono non distinguendolo più dalla realtà. Lo trovo un libro davvero interessante.

    • Grazie mille Valentina, condivido la tua riflessione sul fatto che la realtà non sia nel mondo dei social. Per i ragazzi in particolare la realtà dovrebbe essere nella scuola, nelle relazioni che intessono, nella ricchezza di quello che apprendono. L’obiettivo del libro è proprio rendere viva ai loro occhi questa realtà, che ha un volto umano e un sentimento di fondo.

      • Grazie a Lei per la risposta.
        Sarebbe bello far conoscere ai ragazzi il suo libro per farli riflettere e comprendere davvero cosa è importante nella vita.

  8. Sono rimasta rapita dall’anteprima , il libro mi incuriosisce parecchio. Il passaggio tra presente e passato solletica la mia voglia di leggerlo. cordiali saluti , Giulia

    • Grazie Giulia per le tue parole, come amo ripetere sempre “Vivi oggi, ricordando ieri e costruendo domani”, in modo da fare sempre sintesi nel qui e ora di tutte le dimensioni temporali che possono dare senso al nostro vivere.

  9. Amo leggere e questo romanzo è l’ideale per queste giornate lunghe e noiose mi piace mi incuriosisce sarà sicuramente una di quelle letture che ti catturano e spingono ad arrivare alla fine per vedere come va a finire.Complimenti allo scrittore

    • Grazie Maria per i complimenti. Spero davvero il libro possa farti compagnia e possa soddisfare la tua curiosità e la tua voglia di vivere un’avventura. In fondo, come disse lo sceneggiatore Ennio Flaiano, “il libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni”

  10. La storia di due adolescenti, alle prese con la vita, quel mistero a cui non san dare molte risposte. Lucia pensa ai rapporti coi genitori, come tutti a quell’età, un po’ difficili, alle amiche che non sono come si aspettava, ad Alessandro che chissà forse è amore.
    Alessandro invece fa un salto, assolutamente impensabile, diventa un viaggiatore nel tempo o meglio, un compratore di tempo, si ritrova in mondi infiniti, diversi e forse scopre che si può vivere in un modo diverso, senza la rete, la tecnologia, gli smartphone, i social e i selfie e i like . Riuscirà a superare questa prova? Me lo auguro con tutto il cuore. Complimenti all’autore.

    • Grazie Anna per i complimenti e per l’ottima suggestione sul libro, davvero d’impatto!
      La vita è davvero un mistero e ognuno deve scoprirne il senso attraverso lo scorrere del tempo!

  11. Un tema molto attuale , la scuola l amicizia i problemi giovanili . Un mondo che descrive con particolari intensi. È come essere nellaemte dei due adolescenti. Mi piace molto e non vedo l ora di leggerlo.. complimenti

    • Grazie Beatrice dei complimenti, condivido pienamente l’attualità e anche l’urgenza del tema. I giovani sono tra i più penalizzati dalla pandemia e intercettare i loro bisogni e le loro esigenze penso sia fondamentale. Non dimentichiamoci mai che il futuro è nelle loro mani

  12. Un incipit intrigante che invoglia all’approfondimento! Anche se i tempi dei temi tipici dell’età giovanile sono – purtroppo, oserei aggiungere! – ormai lontani, è sempre stato interessante per me, guardare e comprendere ciò che i figli “sono”. La stessa curiosità nasce addirittura per i nipoti, come ho potuto constatare.
    Avrei così piacere di leggere questo libro: il confronto fra le generazioni è sempre stato per me stimolante!

    • Grazie mille, Elena! Se l’incipit invoglia a leggere oltre vuol dire che ha raggiunto il suo scopo. Il confronto tra generazioni è fondamentale ed è sempre arricchente da entrambe le parti.

  13. Devo dire wow! …e ho letto solo l’anteprima!
    La copertina mi ha incuriosito molto: quesa figura volta verso un cielo stellato immenso mi ha fatto pensare all’infinito, come un invito a tenere la mente aperta all’immensità dell’universo… e del tempo.
    Proiettati all’improvviso in un nuovo universo, in un tempo diverso… cosa accadrà a questo ragazzo che un attimo prima sperimentava i suoi limiti e quello dopo deve sopravvivere ad una battaglia, ad un Minotauro e chissà cos’altro?
    Lo stile semplice e immediato ti scaraventa nel racconto che scorre veloce e stuzzica la curiosità e la fantasia!
    Sarei felice di leggerlo per intero!
    Complimenti e grazie di questo “assaggio”!

    • Grazie Roberta, il tuo entusiasmo traspare dalle tue parole! Grazie anche per i complimenti, sia per la foto (anche a me quando me l’ha proposta la casa editrice è piaciuta molto) che per lo stile di scrittura. Spero davvero di poter accontentare quanto prima la tua richiesta!

  14. Un libro che consiglierei a tutti i miei coetanei… questa pandemia ci ha fatto riscoprire il valore dei piccoli gesti quotidiani in famiglia e spero che ognuno di noi ne abbia fatto tesoro! Mi piacerebbe tanto approfondire l’argomento trattato molto attuale. Complimenti all’autore.

    • Grazie Mariantonietta per i tuoi complimenti!
      E’ bellissimo il riferimento che fai ai piccoli gesti quotidiani in famiglia, perché sono convinto che sia lì che si nasconda il tesoro delle nostre relazioni, e soprattutto che si costruiscano quei ricordi e quei sapori che faranno parte del nostro essere per sempre, ossia al di fuori del tempo.

  15. Purtroppo malgrado la pandemia i ragazzi non hanno compreso il valore della famiglia, delle amicizie, dei sentimenti veri, infatti il loro tempo lo trascorrono a filmare stupidi video di prove coraggiose e di bullismo.

    • Grazie Cristina, quello che dice trova spesso riscontro nella realtà. Ma i giovani hanno anche tanto talento e voglia di ripartire. Durante il periodo più duro del lockdown alcuni loro video sono stati davvero toccanti. Ai giovani è affidato il cuore del nostro domani e non dobbiamo mai smettere di credere in loro.

  16. Il valore della storia, la storia dei valori, il tempo che vale. Belle riflessioni, scritte bene, validi spunti, buoni insegnamenti

  17. Decisamente illuminante. Ottimo spunto di riflessione. Un libro da divorare…. e chi ha tempo non aspetti tempo….

  18. In un periodo così assurdo come quello che stiamo vivendo mai tema è stato più attuale. Soprattutto noi giovani siamo passati dalla frenesia di tutti i giorni al nulla, trovandoci spaesati e con tantissimo tempo per riflettere sul futuro, gli affetti e tutto ciò che ci circonda. Tutto questo tempo avrà inoltre per sempre condizionato le nostre menti e il nostro approccio alla vita facendoci capire una volta per tutte cosa è davvero importante

    • Grazie Eleonora, la tua è una bellissima riflessione sulle conseguenze di quello che stiamo vivendo e su cosa comporta su ognuno di noi! Saperne fare tesoro imparando a riconoscere ciò che è veramente importante sarà la base della ripartenza per ciascuno di noi.

  19. Sarei molto felice di poter ricevere questo libro, mi ha rapita subito la parte iniziale, sono molto affascinata da ciò che ha scritto l’autore e dal genere di questo libro.

    Vorrei leggere questo libro che fin dall’inizio mi ha tenta sulle spine. devo assolutamente arrivare a fondo di questa vicenda ! ringrazio anticipatamente Cordiali Saluti Giulia

  20. Un romanzo particolare che tratta un tema più che attuale e grazie alla bravura dell’autore nel trattarlo, e al viaggio che andremo a fare insieme ad Alessandro esamineremo più da vicino.
    Mi Incuriosisce questo viaggio tra storia e realtà, tra le generazioni indietro e le attuali..questo viaggio interiore che porterà Alessandro probabilmente a tornare coi piedi ben saldi per terra ed affrontare la vita con un nuovo sguardo e con nuovi obiettivi da raggiungere.

  21. I ragazzi sono la nostra ricchezza ,forse la pandemia è stata un bene perché attraverso le privazione delle istituzioni più importanti della nostra società come la famiglia ,la scuola ,i rapporti personali con gli altri ha fatto rivalutare quindi pensare a quello che normalmente viene messo in discussione.Penso che sia un libro da leggere soprattutto per i giovani per comprendere che senza i media si vive lo stesso
    anzi si riscopre se stessi .Il viaggio a ritroso negli anni in cui si formavano le menti è un bene perché rivalutare le emozione vuol dire soprattutto pensare con la propria testa e non con quella del gregge.Complimenti all’autore e auguri Mariliana

    • Grazie davvero! I ragazzi sono realmente la nostra ricchezza, sono il futuro di questo mondo. Dare loro il senso del tempo come occasione da vivere nel qui e ora per crescere e migliorarsi è uno dei significati profondi di questo libro. Grazie mille

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