mercoledì, 28 Luglio 2021
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La “rosa bianca”. Sophie Scholl di Rosa Perrone

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La "rosa bianca". Sophie Scholl di Rosa Perrone

La “rosa bianca”. Sophie Scholl di Rosa Perrone, un saggio su vicende poco conosciute e degne di essere ricordate sul movimento studentesco che si oppose al regime nazista giunto al culmine del suo potere

La “rosa bianca”. Sophie Scholl di Rosa Perrone, il coraggio e l’eroismo della giovane resistenza tedesca

Immaginate ragazzi poco più che ventenni che in pieno Terzo Reich creano una associazione clandestina per distribuire volantini contro il nazismo? Per scrivere, in piena notte, sui muri di una città tedesca decine e decine di volte “Abbasso Hitler”? È una storia vera e di immenso valore umano, civile e storico che Rosa Perrone, con una ricerca documentale ed iconografica puntuale ed appassionata ha recuperato in tutti i suoi risvolti, le parole, la fede di questi temerari giovani che dopo un processo farsa saranno condannati e ghigliottinati.” È anche una storia quanto mai attuale se si pensa a come ancora oggi, in tanti paesi del mondo, la manifestazione del libero pensiero sia minacciata e perseguita con incredibile disumana durezza. L’autrice ha tradotto le pagine del racconto di quei giorni di Sophie Scholl, sorella maggiore di due protagonisti di questa indimenticabile storia di resistenza e sacrificio per l’ideale della libertà, ed ha raccolto una serie di immagini fotografiche dell’epoca e di quanti hanno pagato con la loro vita l’opposizione interna al regime nazista. Questo bellissimo prezioso libro oltre ad accendere i riflettori sull’eroismo della resistenza tedesca al nazismo merita una lettura approfondita e una diffusione più ampia in tutti quei luoghi, come le scuole, in cui non si deve mai smettere di meditare sull’estrema importanza dei valori della democrazia e della libertà e sul fatto che, alla fine, come scriveva Borges, il sacrificio di un solo uomo può salvare tutti gli uomini.
Robert, Manuale di Mari

Il nazionalsocialismo è stato un fenomeno politico e ideologico sostenuto da una propaganda ben strutturata. Coinvolti inizialmente dagli entusiasmi per il regime: fanfare, marce e sventolamento di bandiere, tre ragazzi poco più che ventenni prendono lentamente coscienza del pericolo governativo. Sophie, suo fratello Hans e Christoph fanno parte del gruppo La rosa bianca, una associazione clandestina e partigiana che si oppone al nazismo, distribuendo volantini sovversivi in diverse città della Germania e all’interno dell’università. Un bidello rigoroso denuncia il fatto e i ragazzi, che subiscono un processo farsa, vengono ghigliottinati. Si tratta di un triste capitolo di storia che, ben supportato da una raccolta fotografica dell’epoca, invita a non dimenticare tutte quelle persone che per difendere un ideale di libertà hanno combattuto e sacrificato la propria vita. Un pezzo della nostra storia recente che merita di essere conosciuto e che invita ancora oggi alla riflessione.

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In quel tempo Sophie scriveva così nel suo diario: “Molti uomini credono che il nostro tempo debba essere l’ultimo. Tanti terribili segnali potrebbero farlo supporre. Ma questo pensiero non è forse di secondaria importanza? Poiché non deve ogni uomo, in qualunque tempo egli viva, alla fin fine fare i conti con Dio? So io se domani ancora vivrò? Già questa notte una bomba potrebbe annullarci. E la mia colpa non sarebbe minore, se anche andassi via con la terra e le stelle.
Non riesco a capire come oggi tanta “brava” gente tema l’esistenza di Dio e segua le Sue orme brandendo la spada e compiendo vergognose azioni. Se avesse Dio il potere (io sento che tutto è nelle Sue mani), il potere. Si dovrebbe piuttosto temere per la vita degli uomini, che si sono allontanati da Lui, Che è la loro vita.”
In quella settimana la battaglia di Stalingrado aveva raggiunto il suo punto culminante. Migliaia di giovani vite erano cadute nella spietata trappola della morte e dovevano morire assiderati affamati, dissanguati. Sui treni sovraffollati Sophie aveva visto volti stanchi della gente, piegata su bambini pallidi e addormentati, gente che scappava dalla Renania e dalle grandi città del Nord… Fare il bagno e dormire aveva raccomandato Tommaso D’Aquino come antidoto alla tristezza. Già… certo… dormire. Volentieri adesso. E molto profondamente. Quand’era l’ultima volta che aveva dormito come si deve?
Una risata di gusto ma trattenuta e dei passi nel corridoio la riportarono alla realtà. Finalmente Hans era tornato. “Abbiamo una bella sorpresa per te. Quando domani passerai per la Ludwigstrasse troverai scritto sui muri circa settanta volte “Abbasso Hitler”.”
“E con i colori della pace che non vanno via tanto facilmente” aggiunse Alex soddisfatto, entrando con Hans nella stanza. Dietro di lui c’era Willi. Pose in silenzio un fiasco di vino sul tavolo. Ora potevano festeggiare, e mentre gli infreddoliti studenti si andavano riscaldando, raccontavano del gesto temerario compiuto nella notte.

La “rosa bianca”. Sophie Scholl
di Rosa Perrone
Editore: Nuovi Autori (1 marzo 2010)
Copertina flessibile: 152 pagine

Rosa Perrone

Rosa Perrone è un insegnante. È laureata in Lngue e Letteratura Tedesca all’Orientale di Napoli. Vive in Germania e attualmente insegna in Alto Adige. È appassionata di Storia. Ha pubblicato un volume di poesie “Ali” nel 2003 e una raccolta di racconti “Vicoli dell’anima” ne 2007.

31 Commenti

    • Maria, l’ apprendimento della Storia nella scuola e’ altamente formativo! Scavare nel profondo per capire meglio cio’ che animo’ l’animo degli uomini e’ un metodo che ai giovani piace (parlo da insegnante). In questo libro non ci sono solo foto e testimonianze, ma anche pagine di lettere e diari di Sophie e Hans, e anche le deposizioni del pricesso che poi li condanno’. Anche la sceneggiaura del film non mi e’ sfuggita!
      La ringrazio per il Suo gentile commento.

  1. Mi piacerebbe leggerlo, conosco la storia della Rosa Bianca, c’è ne hanno parlato quando andavo a scuola! Dovrebbero parlarne di più per sensibilizzare soprattutto i giovani

    • Maria, l’apprendimento della Storia nella scuola è altamente formativo! Scavare nel profondo per capire meglio ciò che animò l’animo degli uomini è un metodo che ai giovani piace (parlo da insegnante). In questo libro non ci sono solo foto e testimonianze, ma anche pagine di lettere e diari di Sophie e Hans, e anche le deposizioni del processo che poi li condannò. Anche la sceneggiatura del film non mi è sfuggita!
      La ringrazio per il Suo gentile commento.

    • Mi fa molto piacere che lo voglia leggere. E’ la prima volta che partecipo a questa iniziativa. Ne ho ancora qualche copia. Grazie!

    • Iniziare un libro con le parole “in quel tempo” ci ricorda la Bibbia, e questo da alla storia che l’autrice vuole raccontare un alone di eternità, universalità… sentimento che chiunque si ritrova a leggere un testo simile ha già nel suo cuore, perché tutti sappiamo che alcuni fatti storici rimarranno per sempre impressi nelle menti, nei cuori della gente, non solo nei testi.
      In più l’autrice sembra volerci catapultare in noi stessi proponendo al lettore, attraverso le parole di Sophie, alcune tra le domande che qualsiasi essere pensante prima o poi si pone.
      “So io se domani vivrò?”
      Ce lo siamo chiesti tutti almeno una volta, ma sapere che per Sophie e i suoi compagni, e come loro milioni di persone sulla Terra in ogni luogo e purtroppo in ogni tempo, è una domanda più che legittima vista la pericolosità degli eventi, ci fa venire i brividi e avere voglia di essere con lei per abbracciarla.
      Pochissime righe ci danno un crudo assaggio di ciò che ci aspetta nelle pagine successive…
      Spero di avere la possibilità di leggere tutto il libro.
      ☺️

      • Gentile Nicoletta, La ringrazio per il Suo commento. Devo dire che spesso avrei voluto avere Sophie di fronte a me, per abbracciarla!

  2. I crimini compiuti dalla Germania nazista sono un triste capitolo fella storia umana. Per questo bisogna continuare a leggere e documentarsi, per fare in modo che simili atrocità non si ripetano, ma anche e soprattutto per dare voce ai milioni di morti indifesi e a coloro che con molto coraggio si sono opposti. Questo tipo di letture dovrebbero essere diffuse anche nelle scuole come materie di studio, affinché soprattutto i giovani possano fare propri valori in essi esposti. Complimenti all’autrice, perchè affrontare queste tematiche non è facile.

    • Maria, l’ apprendimento della Storia nella scuola e’ altamente formativo! Scavare nel profondo per capire meglio cio’ che animo’ l’animo degli uomini e’ un metodo che ai giovani piace (parlo da insegnante). In questo libro non ci sono solo foto e testimonianze, ma anche pagine di lettere e diari di Sophie e Hans, e anche le deposizioni del pricesso che poi li condanno’. Anche la sceneggiaura del film non mi e’ sfuggita!
      La ringrazio per il Suo gentile commento.

  3. Immagino sia un libro bellissimo, un vero e prezioso documento storico.
    I giovani, categoria da sempre bistrattata e trattata da fannollona ma che invece è piena di risorse, voglia di vivere e senso di giustizia.

  4. Un libro molto interessante, un saggio che farà riflettere grandi ma anche studenti e ragazzi, un racconto intenso, carico di verità, realtà di un periodo tanto difficile, duro, crudo, che è rimasto nella storia, che è sempre interessante e culturale leggerne e scoprirne di piu.
    Resistenza tedesca di un gruppo di ragazzi che mi piacerebbe approfondire, un saggio carico di valori che rimarrà nel cuore di chi lo legge.

    • Annalisa, grazie infinite per il commento! Condivido l’idea di leggerlo a scuola. Aiutera’ i giovani a capire quanto puo’ essere alto il prezzo della liberta’!

    • Maria, l’ apprendimento della Storia nella scuola e’ altamente formativo! Scavare nel profondo per capire meglio cio’ che animo’ l’animo degli uomini e’ un metodo che ai giovani piace (parlo da insegnante). In questo libro non ci sono solo foto e testimonianze, ma anche pagine di lettere e diari di Sophie e Hans, e anche le deposizioni del pricesso che poi li condanno’. Anche la sceneggiaura del film non mi e’ sfuggita!
      La ringrazio per il Suo gentile commento.

    • Cristina, M. Spero tanto che lasci traccia nel cuore e nella mente di chi avra’ la bonta’ di leggerlo. Condivido il pensiero di Kafka: ” un libro deve essere un’ascia nel mare ghiacciato che e’ dentro di noi”.

  5. Un medico..a cui ho voluto tanto bene.poteva essere un nonno. partigiano e antinazista.
    dimenticavo perke ero andata in studio da lui.e mi facevo raccontare quelle storie.ogni nome ,una via dedicata a Genova.tutti giovani uomini,uccisi dalla mano maledetta del nazismo.
    Lì ho scoperto l’esistenza della Rosa Bianca e dei suoi ragazzi,tutti nel cielo degli eroi.
    Complimenti Rosa Perrone , sarà meravigliosa e tanto triste la tua storia.ma tutte le storie belle son cosi,anche se ti fan piangere un po’.

    • La Resistenza italiana fu ben diversa da quella tedesca. C’era in Italia una partecipazione corale della gente che in Germania manco’. E questa fu senz’altro una delle cause per cui era destinata a fallire!

  6. Una ricostruzione storica attenta e appassionata, da cui traspare la delicata sensibilità dell’autrice per gli ideali nobili e puri; un’opera adatta a lettori adulti ma accessibile anche a fanciulli della scuola secondaria di I grado.

    • Annalisa, grazie infinite per il commento! Condivido l’idea di leggerlo a scuola. Aiutera’ i giovani a capire quanto puo’ essere alto il prezzo della liberta’!

  7. La libertà non ha prezzo,ho letto molto sulla rosa bianca e di quello che i giovani hanno fatto.Tutti quei ragazzi che hanno cercato di sensibilizzare le persone su quanto stava accadendo meritano di essere ricordati affinché la loro morte non sia stata invana.Complimenti all’autrice e grazie per aver riportata in vita questi fatti storici per non dimenticare.Auguri Mariliana.

    • La ringrazio per il commento e per gli auguri. Se lo leggera’, mi fara’ piacere ricevere un Suo commento. Nella narrazione dei fatti accaduti ho cercato di dare un quadro ampio e articolato della realta’ durante il nazismo. Soprattutto per i giovani, che cmq facevano una gran fatica a restar fuori dalle parate giovanili tanto in voga a quel tempo.

  8. Ho letto molti libri su questi tragici eventi della nostra triste storia e mi affascina molto l’idea di leggere questo saggio per confrontarlo con le altre opere lette.

    • Cristina Verde, grazie per il commento.
      I libri sono scritti anche per essere letti. Mi fara’ piacere avere un Suo feed-beck, a lettura ulrimata. Grazie ancora!

  9. Gli eroi veri, i giovani, quelli che con coraggio hanno sempre messo la lotta alla libertà, nonostante sapessero che la loro vita fosse in pericolo, davanti a niente si sarebbe fermati. Bella la copertina, moderna e allo stesso tempo triste, l albero spoglio indice di non mollare perché le sue radici sono ben radicate , ideali forti al pari della stessa vita. Mi piacerebbe poterlo leggere, un periodo storico a cui sono molto interessata.

  10. Un argomento che mi interessa e affascina da sempre, di cui ho letto parecchio eppure continuo ad acquistare e leggere. Questo mi colpisce in modo particolare in quanto si tratta di un saggio, dunque un approccio meno romanzato e di sicuro interessante. Spero davvero di avere la possibilità di leggerlo, conoscerne la storia, ricordare le figure di questi ragazzi dal coraggio straordinario!

    • Nulla di romanzato trovera’ tra queste pagine! Il saggio parte dalla traduzione della testimonianza della sorella maggiore, Inge Scholl, che con sofferta e dignitosa voce parla di Sophie, la sorellina tenera e apparentemente fragile, che con forza e coraggio seppe affrontare le ire e la ferocia del regime nazista. Leggendo la sua testimonianza, scritta in un tedesco scorrevole e familiare, spesso mi sono commossa. Dalla testimonianza di Inge ho allargato il ventaglio alle lettere e ai diari di Sophie e di Hans, ma anche di Christoph Probst, arrestato alla stazione di Innsbruck, mentre tornava a casa dai suoi bambini. D’obbligo s’impose quindi un esame piu’ approfondito sull’attivita’ “sovversiva” della “Rosa Bianca” e dei suoi volantini, ma anche dei movimenti in atto nell’Universita’ di Monaco. In realta’ oggi li definiremmo dei “disobbedienti civili”. Seppero guardarsi intorno, porsi delle domande e darsi delle risposte. Per giovani che avevano militato nella ” Hitlerjugend” era veramente tanto! Ho spaziato quindi nel contesto politico dei dissidenti al regime (la “Rosa Bianca” non fu l’unico movimento di resistenza al nazismo) cercando di capire per quale motivo fallirono tutti. Forse era ovvio che fallissero , ma rifletterci su era importante. Il tutto corredato da documenti, testimonianze, foto. Perche’ le foto sono documenti che spesso raccontano piu’ di mille parole!
      Grazie per il Suo commento.

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