Storia di un’amicizia di Ermanno Cavazzoni (Quodlibet, collana Compagnia Extra, 2026), proposto da Massimo Raffaeli, è uno dei dodici romanzi della dozzina del Premio Strega 2026, l’ottantesima edizione del più importante riconoscimento letterario italiano. Il libro racconta il sodalizio umano e letterario fra Cavazzoni e Gianni Celati, scrittore e intellettuale fra i più originali del secondo Novecento italiano, scomparso nel 2022. È un libro di avventure e passioni letterarie, di incontri con personaggi eccentrici, di una vita vissuta ai margini del campo letterario ufficiale senza appartenere a nessuna corrente e senza chiedere il permesso di esistere.
Gianni Celati non c’è più. Questo il fatto da cui tutto parte. Ma nei libri di Cavazzoni i fatti non stanno mai fermi: si muovono, si trasformano, diventano aneddoto e poi diventano qualcosa d’altro, qualcosa che non ha un nome preciso ma che si sente. Storia di un’amicizia è il tentativo di restituire una presenza scomparsa non attraverso il lutto, ma attraverso la risata, il ricordo bizzarro, la pagina scritta con quella leggerezza che, a guardarla bene, è la forma più densa che la prosa italiana conosca.
Celati e Cavazzoni si incontrano nell’ambiente letterario emiliano, quella Bologna degli anni Settanta che era anche Barilli, Giuliani, e tanti altri personaggi “un po’ svitati”, come Cavazzoni stesso li chiama, incontrati o transitati nei pressi delle loro vite. Il libro non è una biografia, non è un memoir nel senso convenzionale del termine. È una costellazione di episodi, ciascuno con la sua forma propria, ciascuno capace di stare in piedi da solo. Cavazzoni non gerarchizza. Non costruisce un prima e un dopo. Racconta.
La scrittura di Cavazzoni ha un ritmo che non si impara dai manuali. È una scrittura ritmata sul respiro, sui moti elementari e sui fatti più usuali della vita quotidiana. La frase non pesa su sé stessa. Procede per accumulo di dettagli minimi, di osservazioni laterali, di deviazioni che sembrano casuali e invece sono il punto. Celati aveva quella stessa qualità. Sono stati, forse, i due scrittori italiani che hanno saputo fare della leggerezza una tecnica rigorosa, non una concessione al facile.
C’è un’Italia in questo libro che non compare quasi mai nella narrativa contemporanea. L’Italia delle osterie dove si discute di letteratura come se fosse una questione di vita o di morte, delle campagne emiliane che ospitano scrittori in fuga dalle città, dei vagabondaggi a piedi con uno zaino e un quaderno. Un’Italia povera di soldi e ricca di parole, dove il valore di uno scrittore si misurava con ciò che aveva da dire. Cavazzoni la racconta senza nostalgia, perché la nostalgia appartiene a chi guarda il passato da fuori. Lui ci stava dentro e la rivive ancora.
Il libro ha anche il coraggio di essere quello che è: un atto d’amore verso un amico, verso la letteratura, verso una forma di vita che si è andata perdendo. Senza sentimentalismo. Con quella serietà di fondo che è propria di chi ha vissuto la scrittura non come una carriera ma come una necessità. L’ultima pagina non chiude niente. Lascia Celati da qualche parte, in movimento, come è stato per tutta la vita.
Perché leggere Storia di un’amicizia
Per chi vuole ricordare o scoprire Gianni Celati attraverso gli occhi di chi lo ha conosciuto davvero. E per chi cerca un libro che parli di letteratura senza parlare di letteratura, che racconti la vita di due scrittori come se fosse la vita di due persone qualsiasi che si vogliono bene.
Chi è Ermanno Cavazzoni
Ermanno Cavazzoni è nato a Reggio Emilia nel 1947. Scrittore, saggista e sceneggiatore, è uno degli autori più originali e meno classificabili della letteratura italiana contemporanea. Ha esordito nel 1987 con Il poema dei lunatici (Bollati Boringhieri), romanzo che Federico Fellini trasformò nel 1990 nel film La voce della luna. La sua opera comprende romanzi, racconti e saggi costruiti su una visione grottesca e lunare della realtà, sempre al confine fra il comico e il metafisico. Fra i titoli più significativi: Vite brevi di idioti (Einaudi, 1994), Gli scrittori inutili (Guanda, 2011) e Storia naturale dei giganti (Quodlibet, 2017). Ha collaborato a lungo con Gianni Celati, con cui ha condiviso una delle amicizie letterarie più feconde della narrativa italiana del secondo Novecento.
Domande frequenti su Storia di un’amicizia di Ermanno Cavazzoni
Storia di un’amicizia è un romanzo o un memoir?
È una forma ibrida che non appartiene a nessuno dei due generi in modo esclusivo. Racconta episodi reali dell’amicizia tra Cavazzoni e Gianni Celati, ma con una libertà narrativa e un ritmo che lo avvicinano più alla letteratura che alla memorialistica convenzionale. Quodlibet lo pubblica nella collana Compagnia Extra, che ospita testi fuori da ogni classificazione ordinaria.
Chi è Gianni Celati?
Gianni Celati (1937-2022) è stato uno degli scrittori italiani più originali del secondo Novecento, autore tra l’altro di Narratori delle pianure (1985) e Verso la foce (1989). Il libro di Cavazzoni è anche un’ottima porta d’ingresso per chi non lo conosce ancora.
Bisogna essere appassionati di letteratura per leggere questo libro?
No. Il libro si legge come una serie di episodi divertenti e commoventi sulla vita, sull’amicizia e sul tempo che passa. Chiunque abbia avuto un’amicizia vera troverà qualcosa di riconoscibile in queste pagine.
Informazioni sull’edizione
Titolo: Storia di un’amicizia
Autore: Ermanno Cavazzoni
Editore: Quodlibet
Collana: Compagnia Extra
Anno di pubblicazione: 2026
Pagine: n.d.
ISBN: 9788822924896
Premio Strega 2026: dozzina finalista





Ho perso la mia piu cara amica 4 anni fà e spesso mi ritrovo a pensare alle avventure vissute assieme, alle risate ai nostri piccoli segreti, questo libro penso sia un bellissimo ricordo da leggere e da vivere.
Mi ispira tantissimo questo romanzo. È la storia di questo legame incredibile tra due scrittori, super complici e fedeli, che condividono le stesse identiche passioni. Mi incuriosisce come viene raccontata l’amicizia dopo la sua morte. Spero tanto di poter approfondire
La presentazione ha suscitato la mia curiosità. Molto incuriosita di conoscere le vicende raccontate e scoprire lo stile e la narrazione del suo artista.
La l’amicizia vera è fatta di piccoli gesti quotidiani ma veri e fatti col cuore spero di poter approfondire questa lettura e un’anteprima che mi ha molto colpito Spero di poterlo leggere e di poter approfondire questo tema
Un libro che sembra raccontare l’amicizia come una forma di fedeltà alla vita e alla letteratura. Mi incuriosisce molto questo ritratto lieve, ironico e affettuoso di Celati attraverso lo sguardo di Cavazzoni. Spero di poter approfondire di più questa lettura!
L ‘ amicizia quella vera è fatta di piccoli gesti quotidiani e una volta era molto piu vera di oggi.