
Amburgo, 1985. Rudolf Wollmer fa il sindacalista, ha una moglie, un figlio adolescente e l’incubo di un padre scomodo, una ex SS che morendo gli ha lasciato in eredità la casa di famiglia. Deciso a sbarazzarsene subito, ritrova, tra gli oggetti del vecchio, un quadro intitolato La gloria. L’immagine è minacciosa ma nasconde un segreto ancora più terrificante. Nel tempo, la vicenda di Rudolf e del quadro si intreccia con quella di Enea Fergnani ‒ ex prigioniero a Mauthausen sfuggito allo sterminio del lager grazie alla sua abilità artistica e proprietario di un negozio di tatuaggi a Torino ‒ e della giovane modella Ana… Un romanzo sorprendente, dallo stile intenso e nitido, che è anche una riflessioni sul rapporto tra vittima e carnefice, su quale sia il confine tra umano e disumano.
Candidato al Premio Strega 2016. Presentato da Maria Rosa Cutrufelli e Elisabetta Mondello
Demetrio Paolin (1974) vive e lavora a Torino. Ha pubblicato il romanzo Il mio nome è Legione (2009), i saggi Una tragedia negata. Il racconto degli anni di piombo nella narrativa italiana (2008) e Non fate troppi pettegolezzi (2014) e diversi studi critici su Primo Levi. Ha collaborato con il “Corriere della Sera” e “il manifesto”. Conforme alla gloria, il suo secondo romanzo, esce a sette anni di distanza dal primo.
Conforme alla gloria
di Demetrio Paolin
2016, 393 p., brossura
Voland
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