sabato, 28 Novembre 2020
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Frammenti di Norma Giumelli

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Frammenti di Norma Giumelli

Frammenti di Norma Giumelli è una sorta di zibaldone sentimentale in cui trovano espressione pensieri, ricordi ed emozioni dell’autrice.

Frammenti di Norma Giumelli. Trentasei racconti sulle ali del sentimento

Dalla presentazione dell’autrice
“Ho voluto raccogliere questi racconti in un unico volume per averli sempre accanto ed essendo io profondamente appassionata di libri avevo piacere di vederli tutti riuniti in unico contesto consultabile da qualsiasi lettore; per me realizzare un libro significa rendere eterno un pensiero, un messaggio, un sentimento; capite bene che non potevo resistere.
Non è un romanzo (che io considero ben più impegnativo), ma come suggerisce il titolo, è un insieme di frammenti, quelli che mi caratterizzano maggiormente. Trovo più rilassante scrivere racconti piuttosto che scrivere un romanzo, ma nel farlo ho avuto una sorpresa: la penna esplora ogni più piccolo angolo della persona che la impugna; succede sempre in realtà, scrivendo… La particolarità di questa raccolta è stata per me quella di riuscire a scorgere in trentasei titoli differenti, un unico grande titolo: la mia essenza.
Tra questi testi ce ne sono alcuni ai quali sono molto legata, ritrovarli qui è come ritrovare ancora una volta il sentimento che mi ha spinto a scriverli.
L’amore per mio papà in primo luogo, che scoprivo emergere ogni volta che li rileggevo.
Non ci si accorge mai di pensare a qualcuno in modo particolare mentre si scrive, lo si ritrova solo dopo, con il tempo, perché lo riconosci o perché qualcuno che ti conosce bene te lo fa notare; l’amore per mia mamma, quella per i miei nipoti e per bambini.”

“In quel momento lei si sentiva perfetta, era parte di Quel Misterioso Abbraccio e riusciva a muoversi con la stessa grazia che usano le foglie quando, non ancora arrese, appendono in aria buffetti di gioia.”

Anteprima dell’opera

Tienimi

Lei, con i capelli arruffati e la frangia bionda appiccicata alla fronte, era riuscita come sempre a correre più veloce ed a raggiungere la sedia che dal salotto spiccava nel resto dell’arredamento.
Era una sedia pesante, ricavata da un tronco, ma con uno o più tarli che solo durante la notte, scavavano le loro gallerie.
Suo padre le aveva insegnato come ucciderli, munendosi di alcool puro e di un semplice stuzzicadenti. Lei invece aspettava la primavera … o l’autunno … quando quegli esserini sarebbero stati in grado di sfarfallare all’esterno perché la loro crescita si era compiuta.
“Un giorno ti sveglierai, verrai a sederti sulla tua sedia e tutte e due vi ritroverete con il sedile per terra!” Le diceva sempre.
“Quello sarà il giorno che me ne dovrai costruire un’altra” gli rispondeva con quel sorriso triste … uno di quei sorrisi consapevoli che dovevano morire se volevano disegnarsi di nuovo. Suo padre la guardava ed ogni volta rimaneva sconvolto dall’intenso luccichio di quegli occhi spenti. La prima mossa oggi spettava a lei.
Con mani curiose aveva preso ad esaminare il percorso fatto la sera prima.
La scacchiera l’aveva intagliata lui stesso, nel piccolo laboratorio di falegname; ogni casella era incisa nel legno. Sopra ogni casella nera aveva inciso un solco, a mo’ di polpastrello; le bianche le aveva lasciate com’erano. Ogni pezzo portava la sua lettera ed il re e la regina differivano nel copricapo. Era riuscita a riassumere le mosse e ora l’indice, accompagnato dal medio della mano destra, percorreva la corsa obliqua dell’alfiere, che lei aveva già immaginato libera.
“Cosa vedi papà?”
Lui aveva sollevato lo sguardo da quella manina e con gli occhi pieni di lacrime le aveva risposto: “Eh … vedo che mi hai fatto scacco.”
“Sei sicuro?” Allora aveva guardato meglio … doveva essere proprio matto.
Sua figlia aveva otto anni e non aveva mai visto i fiori … i colori, ed ogni volta che gli chiedeva: “Cosa vedi?” lui, avrebbe voluto essere cieco e dirle: “esattamente quello che vedi tu.” Come per rispondere ad una muta preghiera, lei si era alzata e si era seduta sulle sue ginocchia. Era stata lei a prendergli le braccia, inerti, sorprese, e a guidarle nel circondarle l’esile vita.
“Tienimi così. Tienimi sempre così, perché è così che io vedo. E quando non lo fai… devo chiedertelo.”

***

Petali e foglie

Erano infiniti i volteggi delle foglie quando l’impronta di un sorriso vi saltava proprio al centro… allora i petali lilla, cullati da minute foglie, danzavano al comando dei suoi movimenti… ed era irresistibile ballare in punta di piedi sul pavimento di legno che scricchiolava ad ogni sussulto e vestire il vuoto con un solo gesto, vedere il turbinio magico che si sollevava dai ricami di lenzuola pazienti, raggiungerla e vestirla di armonia. In quel momento lei si sentiva perfetta, era parte di Quel Misterioso Abbraccio e riusciva a muoversi con la stessa grazia che usano le foglie quando, non ancora arrese, appendono in aria buffetti di gioia.
Ogni sera, prima ancora di sentire la porta richiudersi alle sue spalle, il suo cuore già accordava le note e tutto il suo essere spingeva l’ossigeno a seguirla fino alla stanza da letto. Ogni sera la stanza profumava di un fiore nuovo e tenerissimi petali colorati sceglievano di non morire fino a quando artigiani silenziosi, I Baci, li accompagnavano leggeri ad accarezzare il miracolo dell’Amore.
Lui conosceva quel rituale, poteva vederlo negli occhi di lei che ogni volta lo guardava come se lo vedesse per la prima volta; lo vedeva quando già era avvenuto e giungeva sempre nel momento in cui sul letto planavano accaldati gli stessi petali che lui aveva disposto al mattino. Era un attimo e quell’attimo lo colpiva sempre con la stessa dolcezza; allora con uno spiritoso inchino le porgeva la mano e lei nel raggiungerlo spostava l’aria che, complice, la spogliava delle foglie che ancora indugiavano sull’assolo di poco prima.
Sul letto, perfettamente ricomposti, stavano i petali e le foglie… attori a riposo del più grande ballo dei sensi.

Frammenti
di Norma Giumelli
134 pagine
Prima Edizione edizione (1 gennaio 2016)

8 Commenti

  1. Sicuramente un libro da leggere e rileggere per la sua piacevolezza, come piacevoli sono i frammenti, i ricordi narrati con sentimento. Un momento di rilassatezza ed eccolo lì, un breve racconto da riscoprire ogni volta che vuoi, e forse nel quale ti riconosci un po’.

  2. Mi piace l’idea di leggere una serie di racconti sarei curiosa di conoscere un po’ meglio la scrittrice attraverso il suo libro.

  3. Frammenti… piccole parti di un’intero…
    Racconti che delineano, lo stile, le sensazioni, i sentimenti…. l’animo di un’Autrice…
    Spero di poterli leggere!!!

  4. Un solo libro non basta per conoscere l’animo di una scrittrice attraverso più racconti si ha una visuale ampia di tutti i suoi pensieri più intimi
    Un libro da leggere per entrare in uno scrigno emotivo unico che è una ricchezza per tutti noi lettori. Grazie e augurissimi Mariliana

  5. Mi piace molto l’idea di raccogliere pensieri, emozioni e altre pulsioni e farle leggere ad altri perché permette di conoscere meglio chi scrive e soprattutto renderlo familiare al lettore.

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