Il tempo rappreso, la nuova silloge della poetessa, scrittrice, saggista e traduttrice Angela Ambrosini
Il tempo rappreso di Angela Ambrosini, liriche del tempo interiore, della coscienza e della memoria
È per noi l’ala orlata
oltre il giorno che imbruna,
è per noi lievito al tempo
oltre i nostri passi incompiuti.
Dalla prefazione di Maria Rizzi
Il segreto della vita sta nel diventare adulti mentre la bellezza, ironicamente, si avvicina e accarezza l’anima. L’innocenza e tutto quanto hai ignorato o non compreso appieno da giovane entrano dentro come una danza, senza fermarsi mai.
Angela Ambrosini nella sua silloge recupera liriche concepite in precedenza per cucire il tessuto artistico della memoria a quello presente e sconfiggere l’assunto dell’inaffidabilità dei ricordi e di un futuro sul quale sia concesso fare solo speculazioni. Introduce il testo con i versi seguenti: “Tutto quello che ho imparato / tutto quello che so ora, / prima vorrei fosse stato, /negli arpeggi di gioventù, / nel tempo che il tempo ignora” che si legano all’incipit e rendono chiara l’idea di un’interpretazione del tempo non immobilizzato, ma ‘condensato’, in modo da lasciare tracce visibili. Non una speranza, quella dell’autrice, ma una volontà di redimere il passato attraverso la rielaborazione delle esperienze vissute. Si pensa al filosofo George W. F. Hegel che allude alla forma, “allo spirito dell’età che pensa se stesso”, e si riferisce proprio a un tempo rappreso, densamente popolato di significati e, soprattutto, di immagini.
L’Opera non è divisa in sezioni proprio per attuare un procedimento di consecutio. E il tempo della Ambrosini, presente in tutte le poesie, declinato in ogni accezione, cantato con rara padronanza dell’arte lirica, rifugge il movimento del mondo esterno, quello delle lancette dell’orologio, diviene tempo interiore, quantitativo, mezzo attraverso il quale si svolgono gli stati di coscienza. Attraverso la sua esperienza artistica, che potrebbe definirsi un romanzo in musica, noi lettori proiettiamo lo spirito in una nuova consapevolezza del passaggio terreno e intuiamo insospettati, possibili potenziali.
Leggi anteprima
DA UNA VECCHIA FOTO
A Luciano, malato di mente
E sfrangiano, Luciano, dalla larva
del tempo i nostri sorrisi
dell’età breve,
pietre lucenti lisciate
nello spazio tenue d’una foto
a rinserrare melodie
di cieli in questo che divampa
pomeriggio della vita.
Oltre non chiedo alla madre
e al suo amore di roccia
di ricordare i giorni tuoi
più chiari: esiliata è la tua
mente nel guscio della notte,
gioventù dopo infanzia,
maturità senza scelte,
e il senso si perde di questa
mia stessa vita, se non sia
parvenza impietosa
l’arbitrio ostinato
che noi tutti divora.
***
AMOR FATI
Non lo plachi il cielo nel nitore
asciutto della sua indifferenza,
non per me, non per mio volere.
Non mi basta la certezza dell’oggi
né il senso di ieri, neppure,
se l’avessi, la fiducia nel domani.
Spiegami il tempo, spiegami la sua linea
curvarsi insonne per riannodare
i passi nella spirale di sempre.
Spiegami la memoria trasudare
oltre i confini dell’io
per attingere a un pozzo
d’ombre e di specchi
infiniti. Spiegami il solco della scrittura,
ago d’amore a capofitto
nel nulla per agganciare un filo
da dipanare al sole, filo
di tempo e di ricordi
nell’ordito ora spesso ora smagliato
per la cruna di Dio.
Spiegami tutto ciò, spiegamelo
nell’atomo infinitesimale
di una vita, nella vampa
ostinata della ragione,
in un fiato di speranza
da espiare a morsi,
spiegamelo affinché
per un attimo almeno,
come questo cielo,
nulla più in me rimanga
di umano.
***
LE PAGINE DEL MARE
Ho scritto di te, mare,
del tuo annodarsi perenne
fra fughe e ritorni,
di quanta quiete
accasciata sotto lo strepito
delle tue rotte:
come la pagina sgualcita
delle nostre giornate
se appena ci accorgiamo
che l’orizzonte mutevole
è invece disteso,
disteso.





La poesia è un’arte che non appartiene a tutti. Io la paragono ad un quadro ed alla capacità del pittore di esprimere un’emozione, un pensiero, un’immagine con una “semplice” pennellata. Qui l’autrice esprime se stessa e coinvolge il lettore con “semplici” parole che incastra tra loro in modo perfetto. Ne esce un quadro dal quale ogni sguardo cattura qualcosa di sé inevitabilmente. Complimenti
La poesia mette a nudo l’anima di chi sta scrivendo. Il poeta si dona ai lettori intimamente. Ed è ciò che l’ autrice di questa silloge sta facendo con noi.
E anche chi legge, o meglio chi sa leggere, trova le stesse risonanze nella propria anima. Grazie!
Verissimo. Ed è un’ emozione unica
La poesia è uno scambio di emozioni… sentimenti profondi di chi vuole trasmettere qualcosa attraverso le sue parole ed altrettanti sentimenti profondi di chi, leggendoli, li interpreta a suo modo e li fa proprie…uno scambio reciproco di un’ unica emozione…
Grazie
Sì, è vero, questo dovrebbe essere lo scopo della poesia, accomunare al di là delle inevitabili differenze e aiutare a cogliere quell’indecifrabile quid che ci unisce. Grazie per la sua osservazione.
Un’anteprima molto particolare, una lettura diversa dal solito cliché a partire proprio dal fatto che non sia suddivisa in sezioni, per attuare così un procedimento di consecutio! Bellissimo, spero di poter leggere questo libro.
La ringrazio per la sua valutazione e soprattutto per aver percepito la mia lontananza da certi cliché…
Non sono nuova allo stile poetico di Angela Ambrosini. Anche stavolta fin dalla copertina si evince che il volume è curato in ogni minimo dettaglio. I versi sono sempre travolgenti e cullano il lettore, offrono anche nuovi interessanti spunti di riflessione.
Grazie, Valentina, ricordo bene il suo nome che ha accompagnato tutte le presentazioni dei miei libri nel portale Manuale di Mari. Lieta che i miei versi abbiano nuovamente attirato la sua attenzione.
Penso costantemente a come il tempo trascorra in soffi rapidi seppur intensi, ma finora non avevo mai considerato il tempo come “rappreso.”
Mi identifico in particolare nel desiderio di rivolgersi al mare come interlocutore, ma anche come potente metafora.
Grazie “keep calm”…, è proprio questa calma, questa tranquillità di fondo che mi comunica il mare, anche nella tempesta… (meglio dopo…!!). Non a caso, Kant ravvisava il Sublime proprio nel mare in tempesta..!! E certamente il mare è potente metafora della vita. Credo che chiunque, anche se inconsciamente, non possa non sperimentarlo.
Sono Claudia, grazie a te!
Sai che non ho mai considerato che il mare possa arrivare a livello inconscio? Io addirittura tendo a personificarlo, identificandolo come una sorta di interlocutore al quale affidare i pensieri.
Poiché il mare è percepito come una specie di entità primordiale che precede di un tempo infinito il nostro tempo, è normale che lo si personifichi come fosse una presenza cosmica alla quale appunto, come tu giustamente dici, “affidare i nostri pensieri”.
Lettura decisamente interessante legata al tempo, bellissima la lirica Amor Fati. Mi piacerebbe leggere di più
“Amor fati” è una delle poesie alla quale sono maggiormente legata proprio per gli interrogativi che si pone, che sono poi gli stessi che ci poniamo tutti, chi prima chi poi. Lieta che le sia arrivato il messaggio che voleva comunicare.