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L’anniversario di Andrea Bajani

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L'anniversario di Andrea Bajani

L’anniversario di Andrea Bajani, ha vinto il Premio Strega 2025

L’anniversario di Andrea Bajani, il racconto di una fuga, non per accusare, né per dimenticare, ma per vivere

L’anniversario è il racconto di una fuga che somiglia a un’equazione risolta al contrario: come sottrarsi a ciò da cui si proviene senza negarne l’esistenza? Come attraversare il silenzio di un’assenza e uscirne vivi, con la voce ancora intera?
C’è un ragazzo — oggi un uomo — che dieci anni fa ha chiuso una porta, forse l’ha anche sbattuta. Non c’erano testimoni, solo una scala di marmo, una suoneria lontana, e quel silenzio ovattato che accompagna i grandi tagli, quelli che si infliggono per sopravvivere. Da allora, né una telefonata né una lettera: ha cambiato numero, città, continente. Ha messo in mezzo un oceano, forse due. Ma non ha smesso di ascoltare, dentro di sé, il battito di quella casa.
In quella casa c’era una donna — sua madre — che si faceva piccola per amore, fino a diventare invisibile. C’era un uomo — suo padre — che parlava a bassa voce, ma ogni parola era una lama di ghiaccio. E c’era lui, il figlio, che osservava tutto come si osservano certi fenomeni celesti: con meraviglia e terrore.
Il romanzo è una mappa del ritorno, ma senza ritorno: il narratore scrive con una calma scandalosa, come dice Carrère, e in questa calma c’è la brutalità delle cose viste troppo a lungo. È una cronaca affilata dell’intimità che imprigiona, del legame che soffoca, del bisogno — antico quanto il respiro — di liberarsi.
A tratti, come in certe fiabe invertite, squilla un telefono, entra in scena un’amica, un compagno di scuola fa capolino. Ma poi tutto torna sottovuoto, e allora l’unica via è evadere. Non per accusare, né per dimenticare, ma per vivere. L’anniversario non salva nessuno, non condanna nessuno. Ma dice tutto. E nel dirlo, ci mostra la ferita come si mostra una conchiglia spezzata: con pudore e con chiarezza. È un libro che taglia l’aria, ma serve a respirare. Come il primo pianto, quello che ci strappa al buio per portarci alla luce.

L’autore

Andrea Bajani è nato a Roma nel 1975. È autore, fra gli altri, dei romanzi Se consideri le colpe (Einaudi 2007, Feltrinelli UE 2021; premi Super Mondello, Brancati, Recanati e Lo Straniero), Ogni promessa (Einaudi 2010, Feltrinelli UE 2021; premio Bagutta) e Il libro delle case (2021, finalista al premio Strega e al premio Campiello). È inoltre autore dei volumi di poesie Promemoria (Einaudi 2017), Dimora naturale (Einaudi 2020) L’amore viene prima (Feltrinelli 2022). I suoi libri sono pubblicati in 25 Paesi. Insegna Creative Writing presso la Rice University di Houston, in Texas.

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L’anniversario
di Andrea Bajani
Editore: ‎
Feltrinelli
Data di pubblicazione: ‎28 gennaio 2025
Lunghezza stampa:128 pagine

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Vanessa.Dt
11 mesi fa

Un’anteprima intensa e delicata, che racconta la fuga e il legame familiare, tra dolore e liberazione. Una storia di crescita e di coraggio nonostante tutto. Spero di poter approfondire di più tale lettura.

Cristina
Cristina
11 mesi fa

Deve essere terribile vedere violenze con gli occhi di un bambino e non poter far nulla

Chiara
Chiara
1 anno fa

Il rapporto tra un figlio ed i suoi genitori e viceversa. Rapporto dalle innumerevoli sfaccettature ed alla base di ogni persona. Si nasce figli di qualcuno. Quel qualcuno spesso presente spesso assente, figura da imiitare o da tenere lontana…le ipotesi innumerevoli ma tutte formative nel bene o nel male per quel figlio che un giorno forse diventerà padre o madre di altri figli e tutto ricomincerà di nuovo ma mai uguale. Trovo che sia una lettura appassionante e di .importanti riflessioni.

Anna Maria
1 anno fa

Un’ anteprima che suscita subito molte riflessioni…un “figlio” che osserva, accumula, elabora. Un figlio che vuol essere “letto”, compreso. Un figlio che ha molto da raccontare, che ha tanti dentro e che suscita, dentro chi lo “legge”, molte sensazioni.
Complimenti all’ autore per il suo capolavoro.

Fatima
Fatima
1 anno fa

Ho letto solo la prefazione e mi ha subito colpito per la sensibilità con cui è scritta. Già delle prime righe si intuisce che sarà molto emotivo, che colpisce dentro. Non sarà di certo una lettura leggera, anzi, tratta tematiche attuali e sicuramente ci sarà molto su cui riflettere, portando a nuove prospettive da cui vedere le cose. C’è qualcosa che mi ha fatto sentire coinvolta, anche senza conoscere ancora totalmente la storia. Mi piacerebbe tanto leggerlo

Valentina
1 anno fa

Un viaggio prima di tutto dell’anima dove le cose non dette forse sono più importanti di quelle compiute. Credo che sia un libro molto interessante per far riflettere fino in fondo su tematiche purtroppo molto attuali. Mi piacerebbe davvero molto leggerlo. Complimenti all’autore per aver vinto il premio “Strega”.

Silvio
Silvio
1 anno fa

Interessantissimo romanzo che desta subito curiosità nell’ andare a leggere come l’autore a attraversato quella una mappa del ritorno, ma senza ritorno.

Cristina
Cristina
1 anno fa

Sono stata ” figlia” in una famiglia tipo Guerra Dei Roses, solo che crescendo ho capito che a nessuno dei due importava delle figlie, chissà in questo libro, il figlio come vede questo ” Anniversario”

Keep Calm & Drink Coffee
1 anno fa

Innanzitutto tanti complimenti!
Come sottrarsi a ciò da cui si proviene? Risponderei con un’altra domanda: è possibile? Io non credo.
Si può affrontare, si può riuscire a conviverci, ma non si può staccare completamente una radice. Sbaglio?

Cristiana
1 anno fa

In un paese come l’Italia in cui la narrazione dominante de “la famiglia è sacra non importa quanto disfunzionale sia” un libro come questo è importantissimo.
Far passare il messaggio che non si deve necessariamente convivere con i propri traumi (e con le persone che li hanno causati e continuano a causarne) ma che si può chiudere la porta e vivere la propria vita è una boccata d’ossigeno.
I legami di sangue si possono recidere, la famiglia ce la possiamo creare.
Non siamo obbligati a vivere una vita che sentiamo che non ci appartiene.

Rosa Perrone
Rosa Perrone
1 anno fa

Vedo che l’Autore è anche un poeta. Mi sembra un dato importante, perché dalla descrizione presentata del libro è evidente il racconto di una lacerazione narrata sul filo della poesia. Il conflitto generazionale appartiene ad ogni figlio e ogni genitore lo sa. Bellissimo tema. Mi piacerebbe sapere come lo “risolve” questo figlio, perché anch’io sono stata figlia. Mi piacerebbe sapere come lo affronta il genitore, perché anch’io sono genitore.

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