giovedì, 22 Aprile 2021
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Se una storia di Norma Giumelli

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Se una storia di Norma Giumelli

Se una storia di Norma Giumelli è la continuazione del precedente romanzo “Piccoli mondi perfetti”

Se una storia di Norma Giumelli racconta la condizione umana dell’autismo

Norma Giumelli ci consegna una storia insieme magica e misteriosa, che sorprende ed emoziona, raccontata con uno stile fluido e intenso, in cui trovano corpo i temi più cari all’autrice: i bambini e l’autismo. “Se una storia” è la naturale continuazione del precedente “Piccoli mondi perfetti”, in cui si racconta l’avventura dei due piccoli protagonisti Nino e Daniel, ambedue autistici, vissuta in due mondi paralleli: il primo in Italia ai nostri giorni e l’altro nell’America dell’800, ai tempi in cui il condottiero indiano Cochise era ancora un bambino. In questo sequel, con lo stesso canovaccio, gli stessi personaggi e la medaglia che permette di viaggiare nel tempo, si intrecciano nuove avventure, tra storia e favola, amore e morte, bene e male, in un ricco e continuo alternarsi di presente e passato, in una prospettiva narrativa che si apre a profonde luminose riflessioni sulla vita, sull’amore e sulle ragioni della speranza.
Il risultato finale è un romanzo ben strutturato che, modellato intorno alla geniale allegoria dei mondi paralleli che entrano in contatto tra loro grazie alla medaglia dell’Amore, offre all’autrice l’opportunità di trattare in modo originale un tema molto complesso e vincere così la sua sfida: scoprire “se una storia” sarà in grado di parlare dell’autismo in modo “fantastico”, affascinando e coinvolgendo il lettore con una rappresentazione letteraria della condizione umana ed affettiva tipica dell’autismo.
Robert, Manuale di Mari

Continuazione e conclusione del romanzo Piccoli mondi perfetti.
Se una storia di Norma Giumelli si immerge fin dal primo momento nell’atmosfera di un villaggio Apache, con tutte le credenze e le superstizioni tipiche di quelle genti. Ma, a poco a poco, il tessuto narrativo fa ritorno ai temi così cari all’Autrice e, lentamente, tutti i protagonisti di “Piccoli mondi perfetti” fanno la loro apparizione.
“Se una storia” non costituisce un semplice sequel del precedente romanzo, ma un capitolo a sé stante di una nutrita serie di piccole storie che si intrecciano, ruotando intorno a due elementi fondamentali: la medaglia e l’Amore.
Un continuo andirivieni nello spazio e nel tempo costituisce il tratto saliente della storia della medaglia la cui genesi, nella fantasia dell’Autrice, risale, niente di meno, alla progenie del mitico Cochise che, ancor bambino, troviamo tra i protagonisti del romanzo.

Leggi anteprima di Se una storia di Norma Giumelli

Capitolo primo – Italia 2003, America 1816

“Non voglio nemmeno pensarci … se fosse successo qualcosa di brutto a Nino, l’avrebbero già trovato da un pezzo”.
Luigi e Viola erano sul divano del salotto, distesi su di un fianco. Lui stava tra lo schienale e il corpo di lei, che aderiva al suo come se ne fosse la metà mancante; la teneva stretta a sé con mezzo abbraccio.
“Non ho certo perduto la speranza, caro, Dio solo lo sa!” Gli aveva risposto “Sono passati tre anni, e mi manca così tanto …”.
Luigi l’aveva stretta ancora di più.
“Tre anni … eppure la mancanza che sentiamo noi cosa
potrà mai essere se paragonata a quella di Mirco?”.
Pensavano al loro amico comune. Mirco sembrava essere diventato un fantasma, era irriconoscibile, aveva trascorso quei tre anni nella disperazione; poi aveva cominciato a
lasciarsi andare, a trascurarsi e disinteressarsi di tutto. Dal giorno in cui, tre anni prima, era rientrato e non aveva più trovato suo figlio, per Mirco era cominciato un incubo
ancora peggiore di quello che aveva già dovuto affrontare.
Quando, quella notte era stato riaccompagnato a casa dai carabinieri, si era seduto sul divano; gli sembrava di avere il cervello in fiamme, ma doveva calmarsi e ragionare. Dove
poteva essere andato Nino? Poi aveva visto la medaglia che gli aveva dato Luigi nascosta
dalla gamba del tavolino. Mirco l’aveva raccolta e per un attimo l’emicrania era scomparsa del tutto. Nino si sarebbe accorto di non avere la moneta e avrebbe fatto di tutto pur di tornare a riprenderla; non se ne era mai separato, per nessun motivo. La speranza, dopo la vana ricerca, ritornò nel suo cuore e Mirco si addormentò dov’era … nell’attesa. Dormì tuttavia solo poche ore, quando guardò l’orologio erano le sei e venti.
Quella mattina tornò da Viola e Luigi e diede loro la notizia della scomparsa di suo figlio.

Nino – 1816

Era un pomeriggio tiepido e il cielo era limpido. Nino era in anticipo sull’arrivo della carrozza che avrebbe riportato Melly a casa. Il ragazzo era molto emozionato, lo era ogni
volta, ma quello sarebbe stato un giorno speciale: avrebbe dichiarato il suo amore a Melly. Nino aveva provato a prepararsi qualcosa, ma ci aveva rinunciato immediatamente; si era convinto non esistesse nulla che si potesse preparare, quando a parlare doveva essere il cuore. Così decise di lasciar fare a lui … al suo cuore.
A passi leggeri, avanti e indietro, Nino camminava nelle dolcisensazioni che l’amore gli regalava, quando lo scalpitio degli zoccoli dei cavalli lo fece atterrare di nuovo per poggiare i piedi al suolo. Melly uscì dalla carrozza, accaldata, e orridente come ogni volta.
“Avete fatto buon viaggio?”. Nino la guardava incantato come spesso ormai gli succedeva.
“Si, vi ringrazio, solo che, ancora un poco e avrei cominciato a sciogliermi. Avevo timore che non avreste visto nulla scendere dalla carrozza”.
Anche quando faceva queste deliziose battute, Nino l’adorava. Tutto ciò che lei diceva era incantevole, pronunciato con la grazia di chi fa della delicatezza un modo di vivere.
“Io vi avrei trovata in qualsiasi luogo, sotto qualsiasi forma, potete esserne certa”.
Intanto Melly lo prendeva sotto braccio. Ora Nino doveva dirglielo, doveva rallentare il più possibile il passo e trovare le parole che si erano rifugiate timide dentro di lui, in qualche uogo.
“Fermiamoci un istante, siete accaldata, riposatevi un momento mia cara”, e la fece sedere nell’unico posto possibile da lì a casa: un grosso sasso grezzo, posato su due massi alle estremità, a mo di panchina.
“Come sta Daniel?”. Nino le aveva sorriso.
“Sta bene, sarà ancora a scuola a quest’ora, più tardi saremo di nuovo tutti insieme”. Melly aveva ricambiato il suo sorriso.
Nino era nervoso e impaziente, lei lo aveva notato dai suoi occhi; il loro celeste raramente si offuscava e, quando succedeva, il motivo era sempre misterioso, ma subito dopo Melly ne percepiva tutta l’importanza, perché Nino la guardava con un sopracciglio alzato, il destro. Stava succedendo di nuovo, ma questa volta Melly sospettava ciò che il ragazzo voleva dirle, o almeno sperava di non sbagliarsi.
Con un gesto che a lei parve il più tenero del mondo, Nino prese nella sua la mano di lei.
“Melly, io volevo parlarvi di una cosa …”, la sua mano tremava, e Melly la strinse un poco per rassicurarlo, guardandolo senza esser capace di chiedergli nulla.
“Io … ecco … io ho bisogno di dirvi una cosa”.
Ma non l’aveva già detto? A Melly era sfuggito un sorriso, ma la sua mano non aveva allentato la stretta nemmeno per un secondo.
“Sapete, sono contento di vedervi”.
Oh Gesù! … cosa doveva fare? Qualsiasi cosa fosse, lei non lo sapeva, riusciva solo ad aspettare. Nino sapeva che non sarebbe stato semplice confessarle il suo amore e quasi non osava sperare di essere corrisposto. Tuttavia sentiva che almeno la prima parte dipendeva da lui e da nessun altro … non credeva di poter fare la figura dello stupido.
Si era alzato di colpo, abbandonando la mano della ragazza con la stessa tristezza con cui si lascia una farfalla, non appena ti accorgi che è troppo bella per appartenerti e troppo delicata per stringerla. Aveva sperato che il solo contatto con la polverina magica che aveva sulle ali potesse renderlo in qualche modo degno di lei, per accorgersi infine che non bastava gliene fosse rimasta un po’ sulle dita: lei ne era letteralmente vestita.
“Che vi prende Nino? Stavate per dirmi qualcosa … avete cambiato idea?”. Forse si era sbagliata e il presentimento che aveva avuto poco prima svanì di colpo.
“Io vi amo”, e tutto lì intorno si colorò.
“Vi amo”, ripeté, mentre si voltava con le lacrime agli occhi.
Possibile che tutto ciò che provava il suo cuore, tutte le emozioni che provava vedendola, parlandole, sfiorandola, si riducessero a due semplici parole? Si … concluse … era proprio così e ne era felice, non sarebbe stato in grado di aggiungere altro in quell’istante. Melly era radiosa e a lui sembrò che non fosse mai stata così bella.
“Venite qui, sedetevi accanto a me”, questa volta era stata lei a prendergli le mani, a portarle alle labbra ed a sfiorarle con un bacio. Nino sapeva, sentiva che quello era un si … ma le parole non collaboravano ancora.
“Voi siete il ragazzo più dolce che io abbia mai conosciuto … e in questo momento probabilmente avete di fronte la ragazza più felice della terra”. Melly aveva parlato tutto d’un fiato, … lo aveva detto senza spostare le mani di lui dalle sue labbra. “Ma…”, Nino le aveva sentite ricadere con una pesantezza che non poteva appartenere a delle mani. “Io voglio continuare a lavorare, voglio continuare ad essere di aiuto alla mamma e conquistarmi un buon posto nella società. Voglio anche continuare a studiare e raggiungere una certa autonomia, così da poter portare Daniel con me”.
Nino sapeva che Melly era una ragazza ambiziosa, ma sapeva anche che la sua ambizione era rivolta nei confronti degli altri. Se lei voleva diventare qualcuno, era per avere modo di aiutare le persone che amava.
“Non vi sto chiedendo di sposarmi, Melly …”.
“Ah no?” .
La punta di delusione che Nino aveva colto nello sguardo di lei lo aveva fatto sorridere:
“No beh … non ancora”.
“Cosa avevate in mente allora? Non è conveniente per una ragazza ricevere dichiarazioni d’amore senza una proposta di matrimonio”. Aveva assunto, nel dirlo, il tono tipico delle persone anziane del paese. Si erano ritrovati dopo pochi secondi a ridere divertiti.
“Non potrei venire con voi? O raggiungervi insieme a Daniel?”.
A Melly sembrava troppo bello.

Se una storia
di Norma Giumelli
Anno di pubblicazione: 2016

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Norma Giumellihttps://normagiumelli.wordpress.com

Norma Giumelli è nata e vive a Traona, in provincia di Sondrio. Appassionata di libri e di musica, ha pubblicato numerose poesie che le sono valse riconoscimenti e segnalazioni importanti in concorsi nazionali ed internazionali. Gli studi pianistici ai quali si dedica da diversi anni, hanno affinato la sua vena artistica esaltandone la sensibilità che esprime attraverso i suoi scritti.

Opere dell’Autrice:
– Una poesia in ogni cosa (raccolta di poesie) – 2004
– Il viaggiatore poetico (antologia poetica insieme con altri nove autori) – 2006
– Piccoli mondi perfetti (il primo romanzo) – 2013
– Neve a primavera (mini raccolta di racconti) – 2013
– Frammenti (trentasei racconti sulle ali del sentimento) – 2016
– Se una storia (il secondo romanzo) – 2016

Pubblicazioni su antologie:
– Raccolta di poesie dialettali – 2000
– “Dint al cöor” (poesia per l’antologia La Montagna Vallespluga) – 2001
– “Lacrima di cristallo” e “Rose rosa” (poesie per l’antologia Olympia Città di Montegrotto Terme) – 2003 e 2004
– “In mèz ai stèli e visin al suu” (poesia per l’antologia Le montagne in poesia e narrativa – 2009
– “La mia terra” (poesia per l’antologia Ricordi Tradizioni e Valori della gente della Valtellina e della Valchiavenna – 2010

Concorsi:
– “I percorsi dell’anima” (Secondo premio nel Concorso Internazionale di poesia e racconto: Opere d’autore – 2010)
– “Tienimi (l’amore di un padre)” (Menzione d’Onore nel Concorso Nazionale di Poesia-Narrativa-Saggistica, Poeti e Scrittori Uniti in Beneficenza – 2015)
– “Il Cielo e l’Amore” (Menzione d’Onore conferita alla Poetessa Norma Giumelli, nel 7° Concorso Nazionale “Poesie d’amore” – 2016)
– “Piccoli mondi perfetti” (Menzione d’Onore, sezione romanzo, nel Premio Nazionale “Il Narratore” – 2016

14 Commenti

  1. Un libro che trasmette una delicatezza immane, esattamente come l’argomento di cui si andrà a parlare nel libro stesso. mi piacerebbe ricevere questo libro per provare ad approfondire magari le mie conoscenze. Ringrazio anticipatamente cordiali saliti

  2. Un tema molto delicato ma allo stesso tempo articolato, che mi piacerebbe approfondire grazie a questo libro. I miei complimenti all’autrice per l’originale copertina dell’opera.

  3. Di questo libro mi ha colpito tutto, copertina, trama ed anteprima. Nella mia vita mi è capitato spesso di avere a che fare con bambini autistici ed è sempre stata un’esperienza pienissima di insegnamenti. Spero di avere la possibilità di leggere questo libro.

  4. Essere autistico non vuol dire essere diverso ma vuol dire avere un mondo dentro che solo pochi eletti, persone fantasiose, speciali posseggono e come tale non accessibile a tutti.
    Dall’anteprima sembra un bel racconto, ben scritto e sopratutto sensibile.
    Posseggo una pagina instagram in cui spesso ho e continuo a recensire i libri dei partecipanti alla Fiera, grazie alla collaborazione con Manuale di Mari qualora l’autrice ne fosse lieta io leggerei ben volentieri e condividerlo con i miei follow.
    Saluti, Rossella Tedesco.

  5. Di questo libro mi ha colpito tutto, copertina, trama ed anteprima. Nella mia vita mi è capitato spesso di avere a che fare con bambini autistici ed è sempre stata un’esperienza pienissima di insegnamenti. Spero di avere la possibilità di leggere questo libro.

  6. Il libro precedente mi aveva attirato subito ma purtroppo non ho avuto il piacere di leggerlo, spero di potermi immergere in questo. L’argomento mi interessa molto, non ho mai letto nulla sull’autismo, mi piace sopratutto l’idea della sovrapposizione delle linee temporali, penso sia un libro diverso dal solito e che vale la pena di leggere.

  7. Un tema estremamente delicato che in pochi riescono a capire ed interpretare. Da quel che si evince, in questo libro la tematica è stata trattata egregiamente, ragion per cui avrei il piacere di leggerlo. Ci vorrebbero più libri che parlassero di queste tematiche poiché mi accorgo che ancora oggi c’è una totale ignoranza in materia e mancanza di tatto da parte di chi lavora a contatto con chi è affetto da questo disturbo.

  8. Mi piace molto l’idea della narrazione che si snoda su due piani temporali in cui le vicende narrate corrono parallele. L’incipit, poi, invoglia alla lettura per la fluidità della scrittura. Purtroppo, non ho esperienza con l’autismo, per questo mi piacerebbe approfondire la conoscenza di una realtà sicuramene molto complessa. Bellissima anche la copertina, il blu mi ispira tenerezza da cui immagino sia caratterizzata la storia narrata. Complimenti all’autrice.

  9. Ho avuto molta esperienza con questi bambini, non è facile entrare nel suo mondo. Anno bisogno di molta attenzione . Un mondo a molti sconosciuto quello dell’autismo. Mi piacerebbe moltissimo leggere il tuo libro…per capire le difficoltà … altrui

  10. Non è facile vivere con un bambino autistico lo sa bene questa autrice che attraverso il racconto e la storia di questi bambini ci aiuta a capire e vivere l’autismo.Complimenti ho letto il suo primo libro ed è stata una esperienza unica spero di leggere il prossimo .Grazie e auguri Mariliana

  11. adoro i Nativi americani e poter leggere su loro ,una storia, su un bambino un po’ diverso, ma terribilmente da amare di piu’,e’ una cosa bellissima.
    quel medaglione e quel senso di mistero che unisce due storie parallele.
    e Nino, uno splendido giovane uomo, che vuole e ha paura.
    complimenti Norma Giumelli, deve essere una dolcissima storia.

  12. Bellissimo incipit che lascia intuire un racconto il cui tema, seppur delicato, viene esposto per mezzo di una narrazione accattivante. Bello il titolo, che cattura ed incuriosisce, e bella anche la copertina!
    Vedo con piacere che condivido con l’autrice, oltre alla passione per i libri e la musica, la passione per le motociclette 😀
    …….diviene palese così il mio desiderio di leggere il suo libro!!!!

  13. Un tema delicato e complesso che a quanto si evince dall’anteprima e dalla presentazione l’autrice tratta egregiamente, in modo originale ed “affascinante”

  14. Una persona a me cara aveva un figlio autistico,le difficoltà sono mille e ciò che regna intorno non aiuta molto,in questo periodo di lockdown ancora peggio queste famiglie stanno facendo sacrifici enormi…questi bambini hanno diritto alla vita al’ aria aperta ai loro spazi ai loro contatti….un libro da leggere per capire le difficoltà altrui…grazie

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