domenica, 5 Febbraio 2023
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L’ultimo spaventapasseri di Adalgisa Licastro

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L'ultimo spaventapasseri di Adalgisa Licastro

L’ultimo spaventapasseri di Adalgisa Licastro, il nuovo appassionante romanzo della scrittrice siciliana

L’ultimo spaventapasseri di Adalgisa Licastro, intricato giallo ambientato nella suggestiva realtà siciliana

Crudo, essenziale, detonante. Come può esserlo solo la plastica scena di un omicidio. Il delitto è nell’incipit. Avrebbe potuto scriverlo Hemingway. Quello che appassiona nei romanzi di Adalgisa Licastro è proprio la straordinaria capacità di combinare la “fabula” con l’intreccio ovvero orchestrare fatti e personaggi, creare corrispondenze interne che rendono la narrazione compatta e credibile, in modo da spingere il lettore a scoprire la vera storia che, quasi sempre, non è quella che appare. La storia che ci fa dire sì, adesso, tutto ha un senso. Questo è il vero “giallo” che tinge il racconto o, se preferite, la dimensione metafisica dell’enigma che supera di gran lunga quella “poliziesca” tipica di tanta letteratura di genere. La vita è un libro che si deve sfogliare e leggere tutto, fino all’ultima pagina: questo ci sembra dire l’autrice. E il coinvolgimento è tale che persino il lettore potrebbe essere, di riflesso, il “colpevole”. I grandi scrittori, infatti, sanno come mettere al servizio dei lettori la grande metafora della vita. Trasformando i loro personaggi, attraverso gli atti del racconto, trasformano il lettore. Per questo gli siamo grati: con un piccolo passo nel loro romanzo ci fanno compiere un grande salto nella nostra vita. Poi la Sicilia, i suoi colori, i suoi profumi, terra di memorabili storie e di epici conflitti. La scena giusta per un grande romanzo con tante voci, un coro di personaggi a tutto tondo, nel solco della migliore letteratura siciliana di sempre: da Verga de “I Malavoglia” a Pirandello fino a Sciascia e Camilleri, passando attraverso Brancati, Vittorini, Tomasi di Lampedusa.
Robert, Manuale di Mari

Lungo una strada sterrata a ridosso di un rigoglioso campo, viene rinvenuto il cadavere di una fanciulla. Nei suoi grandi occhi imploranti è espresso un interrogativo rivolto al cielo: <<perché mi fai questo?>> Le indagini sull’omicidio si muovono a tutto campo e, sebbene si brancoli nel buio, i primi riscontri si hanno dagli esami autoptici che svelano un segreto nascosto nel corpo della giovinetta e custodito gelosamente dai componenti della sua famiglia. Le ricerche, depistate dalla scoperta della nuova realtà, coinvolgeranno più persone, causando loro ingiuste sofferenze. La verità per lungo tempo offuscata, emergerà inaspettata e insospettata, riportando la serenità nel paese, senza mai lenire il dolore di chi ha tanto amato la giovane vittima.
Nel romanzo che si svolge in Sicilia, i personaggi sono l’espressione emblematica di una realtà talora amara, talora crudele, ma pur sempre ricca di slanci e di dignità.
“L’ultimo spaventapasseri”, infatti, è un romanzo che, pur avendo le caratteristiche di un intricato giallo, non tralascia gli aspetti umani legati al patos di situazioni reali.
Le ricche e colorite descrizioni ambientali di un passato non molto lontano, fanno da cornice all’insieme di un accattivante narrazione.
Adalgisa Licastro

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Capitolo I

L’aveva trovata Mena, l’anziana signora che abitava in una delle prime case del paese, appena fuori dai campi. Stava appallottolata come un fantoccio avvolto negli stracci che un leggero vento di maestrale muoveva come ectoplasmi. Lo svolazzare strano dei lembi di una sciarpa tempestata di piccole macchie color rosso bruno, rompeva la staticità dell’insieme, e mostrava a intermittenza le gambe grassocce di quella ragazzotta che stava tra le sterpaglie con le braccia in croce come gli spaventapasseri del frutteto.
Le calze a rete bucate in più parti, erano tirate giù a metà. In quel tratto di campagna ai limiti della strada asfaltata, la luce stranamente vivida di un primo pomeriggio di novembre, sembrava non avere alcun rispetto per quella nudità e nessuna pietà per quello sguardo fisso verso il cielo.
«Santissima Madre Addolorata!» aveva urlato Mena «questa è Mariannina, la seconda figlia di Santa e di Paolo Crocitto. L’hanno ammazzata! Maledetti, maledetti…»
Un improvviso fruscìo tra le foglie del fico, l’aveva rimescolata tutta ancora dipiù di quanto non lo fosse già, e una paura folle l’aveva spinta a correre verso il casolare semidiroccato di un tale un po’ strampalato, detto il poeta. «Savino, Savino, aiutooo! Correte …: hanno ammazzato Mariannina!» aveva urlato la donna, vedendolo sbucare da un cespuglio di more.
«Ma chi stati dicennu? Chi ci succidiu a Mariannina?» (Ma cosa state dicendo? Cosa è successo a Mariannina?) aveva risposto l’uomo un po’ intontito per la consueta bevuta pomeridiana. Poi, guardando la donna stranito, aveva detto che quella ragazza tondetta tondetta, lui la guardava tutti i giorni e se avesse avuto alcuni anni in meno, l’avrebbe corteggiata. Poi vedendo che Mena continuava a tremare e a piangere, le aveva porto una sedia e le aveva offerto da bere.
Fuori dalla grazia di Dio per quella tontaggine che lo faceva restare del tutto estraneo a quanto lei riferiva, aveva gridato: «Savino, avete sentito o no? Vi sto dicendo che nel campo c’è un cadavere, e voi mi date da bere!»
Mina parlava in italiano … nei casi in cui c’era da tirare fuori quella grinta che era solita usare quando viveva nel Nord Italia.
Ormai erano passati alcuni anni da quando si era ritirata a passare la vecchiaia a Buscemi, quel minuscolo paese del siracusano dove era nata; il dialetto, però continuava a non piacerle, anche se lo conosceva molto bene! Vedendo che Savino non riusciva proprio a rendersi conto di nulla, lo piantò in asso e riprese a correre come invasata. Quando fu sulla strada asfaltata, bussò al primo portoncino che le si parò davanti, sperando di trovarci della gente.
Per arrivare alla propria abitazione, sarebbe dovuta andare ancora oltre e poi, una volta lì, a chi avrebbe potuto chiedere aiuto se sapeva già che in casa non c’era nessuno? Per fortuna, al suo bussare al primo portoncino sulla strada, Mena udì un ticchettare di zoccoletti e l’abbaiare roco di un cane.
«Arriva qualcuno!» pensò sollevata. «Chi è ?» disse una vocina giovane. «Sono Mena, aprimi! Ho bisogno urgente del telefono!» rispose la donna. Sebbene Serafina non ricordasse quel nome, né riconoscesse quella voce, capì che la richiesta d’aiuto andava assecondata. Girò in fretta le tre mandate che chiudevano il portoncino, e intanto zittiva il cane: «Smettila, Sirmione! Non riesco a capire nulla.» Mena entrò, mentre lo spelacchiato Sirmione saliva pesantemente le scale dietro di lei. Era vecchiotto e appesantito dalla ciccia tanto che, arrivato al piano, si sedette sulle zampe, scodinzolando. La donna, fuori di sé, s’affannò a raccontare l’accaduto a Serafina. Subito dopo, preso il telefono,
implorò l’intervento della polizia. In men che non si dica, le due donne furono nuovamente sulla strada con Sirmione in testa. Sebbene la bestiola fosse perennemente stanca, di sicuro aveva capito la situazione d’emergenza e impegnava
tutte le sue energie. «Fermati!» aveva intimato Mena a Serafina prima d’entrare nel campo, ma lei aveva finto di nulla e, legato al guinzaglio Sirmione, aveva continuato la sua corsa senza curarsi dei suoi rimbrotti e dell’affanno del vecchio cane.
Un crocchio di gente aveva fatto cerchio intorno al cadavere: stavano tutti a guardare imbambolati come si fa con la statua del santo in chiesa. «È morta?» diceva un anziano, e gli altri: «Non lo vedete che è bianca come un cero?» «Quant’è bella!» «Cuore di mamma, chi l’ha ridotta così?» Qualcuno piangeva sommessamente.
Quando arrivò la prima pantera della polizia a sirene spiegate, fu tutto un tramestio.
«Indietro, indietro!» intimò un poliziotto, poi insieme ad altri, s’impegnò a limitare con paletti protettivi, il transito della zona. Che la ragazza fosse stata assassinata, lo si vide subito e ne ebbero certezza anche i suoi poveri genitori quando, avvertiti, raggiunsero il frutteto. Mena, tra i singhiozzi, raccontò al maresciallo come e quando aveva visto Mariannina tra gli sterpi e si sentì male appena, nel rimuovere la sciarpa accostata al collo della ragazza, gli agenti scoprirono i segni evidenti di uno strangolamento.
Mena fu subito soccorsa dagli stessi e, quando si riprese, s’avvicinò alla povera madre. Donna Santa si era quasi lanciata sul corpo esanime della figlia e poiché non voleva staccarsene, dovettero prenderla di peso ed adagiarla su di una sedia, sbucata fuori da chissà dove.
«Buona, buona Santa!» implorava il marito Paolo con un filo di voce. Lui non urlava: pareva inebetito! Sua moglie si calmava per un po’, ma aveva gli occhi fissi verso un punto lontano e ripeteva parole che, dapprima senza senso, poi diventavano chiare: «è stato lui!» diceva «è stato quel demonio che ha distrutto la vita nostra!»
Paolo sapeva bene a chi alludeva, ma si limitava a farle cenno di tacere.
(da L’ultimo spaventapasseri di Adalgisa Licastro)

***

L’ultimo spaventapasseri
di Adalgisa Licastro
Editore: I.P. (16 agosto 2022)
Copertina flessibile: ‎282 pagine

Adalgisa Licastro
Adalgisa Licastro

Adalgisa Licastro è nata a Messina e vive a Bari. Poetessa,  saggista, critico letterario, Senatore dell’Accademia Internazionale dei Micenei, Accademico per meriti letterari (Il Convivio), ha iniziato il suo percorso letterario con la poesia per la quale annovera numerosi riconoscimenti, in piano nazionale ed internazionale.
Prestigiosi premi le sono stati conferiti per la pubblicazione di testi di saggistica e di romanzi che si distinguono per l’impegno culturale, il messaggio sociale, l’intensità evocatrice di emozioni. Si sono qualificati primi in numerosi concorsi italiani ed europei i romanzi: “Piccola blu” (Albatros il Filo 2008); “Profumo d’aranci”“Lacrime nere”“Il silenzio dell’anima” (Il Convivio 2010) – “La siepe del biancospino” (Albatros 2010) – “Note senza fine” (Albatros 2011) – “Le due facce della luna” (Il Convivio 2012) – “Sapore d’antico” (Il Convivio 2013). Ultimi, ma non meno importanti per l’impegno culturale, il messaggio sociale, la passione e le emozioni suscitati nei lettori, i romanzi: “Maria Mai più come una volta” (Il Convivio 2012) – “La casa dai mattoni rossi” (WIP 2013) 1° Premio in assoluto Autori Affermati “Tra le parole e l’infinito” 2014 – “Tra luci ed ombre” raccolta di poesie (Ismecalibri Editrice 2014) Premio Speciale “Porta dei Leoni”-2015 – “Gocce nell’oceano” raccolta di racconti (Ed. Carta e Penna 2015) 1° Premio 16° Concorso Internazionale Poetico Internazionale Poetico Musicale 2016 – “Un desiderio nel cuore”(Leone Editore 2016) Premio Speciale Emotion Associazione Culturale Pegasus Città di Cattolica 2017 – Premio Speciale della giuria dei lettori “Un libro amico per l’inverno 2017” – Diploma d’onore per alti meriti culturali “Gran Prix Carmela Rocco 2017”.
Nella XIV Edizione del Premio Letterario Internazionale di poesia “Tra le parole e l’infinito”2013, le è stato conferito il Riconoscimento alla Carriera “Labore Civitatis”, nonché il titolo di Benemerito Culturale d’Onore nella XVIII Edizione 2017 Poesia Inedita.
La delegazione Provinciale di Lecce Poeti nella Società 17° Concorso Internazionale Poetico Internazionale Poetico Musicale 2017, le ha conferito il 3° Premio per il Saggio “Tra il concreto e l’astratto”. Risulta al 1° Posto nel percorso “Strade di Poesia” Associazione Culturale Beniamino Joppolo. Numerosi suoi racconti sono pubblicati su importanti riviste culturali.
E’ presente nell’Antologia ‘900 “I grandi classici della poesia italiana” 2013; nel “Dizionario degli Autori Siciliani” 2012/2013; nell’Enciclopedia Palatina (Symposiacus 2014). Collabora per la recensione di romanzi e fa parte della giuria di numerosi concorsi letterari.
Le è stato conferito, inoltre, il Gran Premio d’Onore in omaggio a Leonardo da Vinci,  l’Oscar della Poesia 2020 e l’assegnazione del 1° Premio Associazione Teatro-Cultura “Beniamino Joppolo” Strade di Poesia 2021.
Fa parte della giuria di molti premi letterari e collabora in qualità di critico, nella recensione di silloge e romanzi editi.

41 Commenti

  1. Un giallo , la Sicilia e i suoi colori e profumi.
    Per me che ho amato Camilleri sarebbe davvero un onore poter leggere questo libro.

    • Cara Elisa Albano,se ti appassionano i gialli, leggendo” L’ ultimo spaventapasseri”, t’ immergerai nel mondo che ami.Vorrei tanto poterti offrire questa opportunita’.

  2. Adoro i gialli ed i loro intrighi…mi piace immedesimarmi in coloro che cercano di risolvere il mistero, osservando ciò che mi.circonda fin nei minimi particolari. Secondo me in ognuno di noi vi e’ un piccolo mistero che aspetta di essere risolto, ma ancora più raccontato, per saperne gli altri che ne pensano. Ecco perché mi piacerebbe poter leggere questo libro per verificare se in questo intrigante mistero si possa celare anche un qualcosa dei misteri di ognuno di noi

    • Cara Sara, dici bene! Se leggessi questo mio romanzo saresti emotivamente coinvolta anche nelle illusioni e le amarezza che la vita,apparentemente serena, può celare.Ma non tutto e’ sempre amaro e lusinghiero.Le ombre nascondono la luce che prima o poi splendera’ Spero tu possa leggere questo romanzo che sembra appassionarti

  3. Mi incuriosiscono i gialli e il desiderio di sapere chi è il colpevole, l’anteprima mi sembra molto interessante e intrigante con colpo di scena finale immagino e sarei lieta di poter scoprire il finale. Spero vivamente di poterlo leggere per intero . Un sincero augurio per un Felice e Sereno Natale .

  4. Libro che ti coinvolge fin dall’anteprima e che ti permette di entrare con la mente all’interno della storia.
    Mi piacerebbe avere la possibilità di leggerlo

    • Caro Davide,
      il tuo interesse mi fa tanto piacere; vorrei potere assecondare il tuo desiderio e sentire il tuo parere spassionato.
      Grazie!

  5. Una storia di un certo spessore, che racconta fatti capaci di suscitare numerose emozioni. I dettagli di una terra come la Sicilia inoltre, danno la sensazione di “realtà”. Questa anteprima regala già i primi sintomi di suspense, che appassiona tanto noi lettori! Mi piacerebbe molto leggere l’intera storia

    • Cara Valentina,
      leggo con attenzione il tuo commento che, abbracciando tante motivazioni suscita in te un vivo interesse.
      Creare suspense nei lettori è per me una vera passione, sapere di tenere loro buona compagnia, una grande gioia.
      Grazie!

  6. Inquietante e sorprendente allo stesso tempo. I libri che iniziano con un omicidio sono sempre i migliori , e sono sicura che mi scervellerò per poter capire prima della fine del libro chi potrà essere il colpevole . E il dialetto siciliano dá quel tocco in più che serviva per renderlo bello già nella sua anteprima !!!

    • Cara Desirè,
      la suspense che caratterizza il romanzo “L’ultimo spaventapasseri”, nel procedere della lettura ti appassionerà sempre più.
      La scoperta dell’assassino ti sorprenderà più di quanto immagini.
      Avanti Desirè, soddisfatta ogni sana passione!

  7. Coinvolgente l’anteprima , scrittura piacevole che intriga il lettore a continuare la lettura per scoprire il mistero .complimenti e auguri

  8. Gli spaventapasseri mi hanno sempre un po’ inquietata e questo sembra essere un giallo promettente!
    L’anteprima ci lascia intravedere una trama ben costruita ed io sarei felice di poterne continuare la lettura.

    • Cara Elena, infatti, quanto accade nel romanzo è inquietante. In questo giallo-poliziesco la suspense la fa da padrone pur lasciando spazio ai sentimenti. Sono certa che ti piacerà!

  9. Coinvolgente già dall’introduzione. La curiosità di sapere cosa è successo a questa ragazza e scoprire i segreti che si annidano attorno a familiari e non , è tanta.
    Complimenti all’autrice, un bel libro…

  10. Il giallo è un genere che leggo volentieri e anche l’ambientazione mi piace molto. L’anteprima è riuscita ad incuriosirmi e la commistione col dialetto siciliano rende la narrazione più movimentata. Scrittura scorrevole e trama intrigante.

    • Cara Maria,
      la curiosità che nasce dalla lettura dell’anteprima del mio romanzo, aumenterà lungo il percorso narrativo, stimolandoti alla ricerca personale della verità.

  11. Il giallo è uno dei miei generi preferiti (insieme agli thriller, giusto per non discostarmi troppo!) e questo ha delle premesse molto interessanti. Mi piace l’ambientazione siciliana e, dal poco che vedo, mi piace molto anche lo stile dell’autrice, scorrevole e diretto, ma d’impatto.

    • Cara Maria,
      attraverso l’anteprima hai colto uno degli aspetti prioritari di questo e di altri miei romanzi.
      Sono convinta, infatti, che la descrizione dell’ambiente predisponga il lettore ad inquadrare gli eventi della trama in un determinato contesto.

    • Cara Cristina,
      dici bene: il titolo e l’immagine di copertina rappresentano il biglietto da visita di un romanzo. Tocca alla trama soddisfare l’interesse iniziale del lettore.
      Penso che “L’ultimo spaventapasseri”, assolva bene questo compito.

  12. I libri gialli sono i miei preferiti da sempre.
    Ancora prima che dalla presentazione, sono stata attratta dall’aggettivo che segue il titolo: intricato.
    Per un giallo, essere intricato è un grande valore aggiunto, dunque il mio interesse si è immediatamente acceso.
    Quale segreto potrà mai essere celato nel corpo della vittima?

    • Cara Keep Calm & Drink Coffee,
      la lettura del romanzo “L’ultimo spaventapasseri”, ti condurrà a un’amara considerazione: non sempre i sentieri adorni di fresca bellezza offrono percorsi facili e lieti. Talora la malvagità o la follia annientano le gioie agognate e avvolgono di ombre scure ogni nuova speranza. Nel romanzo, sarà la malvagità o la follia a compiere il misfatto? A te la scoperta! Grazie infinite.

  13. Amo molto questo genere di romanzi, una storia davvero intrigante ambientata nella mia terra la Sicilia. Una trama davvero interessante e realistica. Mi piacerebbe molto approfondire la storia.

    • Cara Teresa,
      anche se vanto la mia italianità, l’incontro virtuale con te che sei nata nella mia stessa terra, mi fa molto piacere.
      Le frasi dialettali riportate nel romanzo, eco di un idioma a te noto, t’immergeranno nelle caratteristiche peculiari dei personaggi.
      Sono certa che la lettura non ti deluderà.

  14. Sembra davvero un bel libro, dalle tematiche estremamente interessanti. Mi piacerebbe avere l’opportunità di leggerlo, per poi recensirlo.

    • Caro Gerardo,
      mi piacerebbe tanto che tu leggessi e recensissi questo ultimo, ma non ultimo, mio romanzo. Noteresti di sicuro che non si limita alla trama, ma descrive i personaggi nelle loro caratteristiche psicologiche e comportamentali.
      L’ambiente in cui si muovono fa loro da sfondo.
      Mi farebbe piacere esprimessi il tuo parere.
      Grazie!

  15. Adoro questo genere. La copertina è molto bella e il titolo mi ha incuriosita. Dall’anteprima sono stata rapita dal modo di scrivere dell’autrice. La trama è molto intrigante e spero di poter leggere questo romanzo.

  16. Un racconto forte e intrigante, misterioso ma che ci conduce verso una realtà forte e cruda.
    La Sicilia, una terra segnata da storie come queste, uno scenario veramente realistico. Spero di poter approfondire e conoscere di più la storia di Mena e dei loro personaggi.

    • Cara Vanessa,
      vorrei poter soddisfare il desiderio di chi, come te, ha mostrato vivo interesse verso questo mio romanzo che affido al giudizio di voi lettori appassionati.

    • Cara Chantal,
      apprezzo molto l’idea di recensire il mio romanzo sul tuo blog.
      Mi auguro tu possa farlo.
      Un grazie e un caro saluto.

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