lunedì, 6 Dicembre 2021
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Ostentata bontà di Marzia Santella

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Ostentata bontà di Marzia Santella

Ostentata bontà di Marzia Santella è una raccolta di racconti noir della scrittrice veneta

Ostentata bontà di Marzia Santella, quando il delitto “appaga”

“T’ammazzerei…”: lo avete detto o pensato mai? La domanda non è né retorica né provocatoria perché i personaggi di questa speciale particolare “Antologia di Spoon River del delitto”, quindici brevi fulminanti racconti, non sono quelli problematici alla Raskolnikov di “Delitto e castigo” di Dostoevskij o misteriosi come quello de “Il cuore rivelatore” e di altri racconti di Poe, dove l’omicida alla fine è vittima del suo stesso delitto. Qui è in scena la gente comune, persone normalissime alle prese con i comuni conflitti che esplodono ora con l’odiata suocera o con la zia invadente, ora con il professore severo o con la cognata ostile. Persone che possiamo incontrare nella vita di tutti i giorni, in cui possiamo facilmente immedesimarci e di cui sono piene le pagine di cronaca nera. Personaggi che, pur di superare un intollerabile intralcio alla loro felicità, giungono al compimento finale del delitto con appassionata e paradossale naturalezza, dormendo subito dopo contenti “tra due guanciali”, tanto che la conclusione di ogni storia somiglia più a un lieto fine che a un infausto epilogo. Il congegno di questi racconti è perfetto, la scrittura esperta e coinvolgente. La capacità dell’autrice di descrivere con pochi tratti e sagace ironia il carattere dei personaggi è sorprendente, il che non è poco perché come scriveva Oscar Wilde: “Per comprendere certi delitti basta conoscere le vittime”.
Robert, Manuale di Mari

Ostentata bontà di Marzia Santella è una particolare raccolta di racconti. Le quindici storie parlano di persone comuni dai nomi arcaici, donne e uomini, che tutti potremmo conoscere. Protagonisti, spinti dagli eventi, esasperati ma, al contempo, celati da comportamenti irreprensibili, saranno motivati dai loro pensieri, dai loro desideri … gli stessi che li condurranno a macchiarsi di orrendi crimini. Questo libro vi saprà condurre attraverso le storie, senza luogo e senza tempo, seppure caratterizzati, dall’ambiente tipico del Polesine, in un’altalena di emozioni tra dure verità e laceranti risate.

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Capitolo 1- Tolomeo

A volte Tolomeo si chiedeva quanto ancora sarebbe vissuto, per quanto tempo avrebbe potuto proseguire l’esistenza in quei cento metri quadri a contatto ravvicinato con quella perfetta estranea. Un sospiro greve parve svuotargli il petto come se fosse stata una vecchia cornamusa abbandonata. A pensarci bene, la fortuna non gli aveva mai mostrato il viso, quanto piuttosto la sua parte meno onorevole. Un’infanzia senza picchi di felicità, un normale trantran fatto di azioni ripetute meccanicamente: scuola, compiti e dormite quando poteva. Un rapporto di civile convivenza con i genitori, senza sfarzo di sentimenti, e non aveva né fratelli e né sorelle, giusto qualche amico che viveva lungo la stessa via nel quartiere popolare. Non era un adone, a dirla tutta spesso le persone non si accorgevano della sua presenza, tantomeno le ragazze. Si era impegnato molto nello studio, perché non aveva altro da fare, era divenuto, quasi suo malgrado, molto competente, un commercialista stimato e benestante. Fu così che, divenuto un buon partito, aveva avuto delle corteggiatrici, storie che, però, non avevano mai superato la soglia dei sei mesi di frequentazione. Tolomeo, calvo, con gli occhiali dalla montatura nera, sguardo da topo di biblioteca, ma tutto sommato in forma, ad un certo punto della sua esistenza, stanco delle avventure, ma stanco anche di essere solo, aveva optato per un matrimonio pro-reversibilità Inps, a sessantacinque anni, con una donna di quarantasette. La scelta l’aveva messo al riparo dalla possibilità di diventare padre: cosa per la quale non si sarebbe mai sentito pronto, ma deciso ad evitare anche quell’ eventualità alquanto remota.

La sposa, Ottorina, dolce, mite, un po’ bruttina, scusate la rima, l’aveva messo al riparo, invece, da inutili gelosie e, poco probabili, tradimenti. Si era così costituito un ménage, tutto sommato sostenibile. Accadde un giorno che la sposina, il diminutivo era da attribuirsi alla sua bassa statura, si era impuntata, in ogni modo possibile, con il Tolomeo per accogliere in casa la sua intollerabile madre. Che fosse intollerabile, lo sposo lo aveva scoperto il giorno del matrimonio, quando l’aveva conosciuta. Quella fu la scelta insana di cui la sposina Ottorina non aveva fatto in tempo a pentirsi: era morta improvvisamente, solo un mese dopo, investita da un ubriaco al volante. Le conseguenze per Tolomeo si rivelarono nefaste in tutti i sensi: vedovo sì, ma tuttavia ancora prestante, costretto alla convivenza, a vita, con la suocera Filomena che incarnava, in tutto e per tutto, un demonio in gonnella. Tolomeo divenne presto intollerante a tutto quanto la riguardava: dall’odore particolare che evocava un misto di crema da viso del supermercato e di canfora che usava per i suoi indumenti. Pretendeva, si impuntava e, sebbene avesse raggiunto i novantadue anni, non dava segni di cedimento.

La vecchiarda ostentava una invidiabile sana costituzione, unico disturbo: l’asma che l’affliggeva dalla gioventù, ormai così lontana nel tempo. Dio solo sa come odiava sentirla respirare, dava l’idea che fosse sempre un passo dalla morte: lo lusingava ma poi, al mattino, era di nuovo arzilla.

Tolomeo, come ogni essere umano di buon senso, educato e gentile, cercava di accettare quella situazione, incapace di mandarla via o di andarsene egli stesso. Qualcosa di impalpabile, e al contempo oppressivo, gli impediva di reagire. Spesso si convinceva che fosse la sua defunta Ottorina a condizionare in quel modo la sua vita, direttamente dall’aldilà.

La provvidenza, così aveva pensato il povero Tolomeo, aveva fatto sì che il demonio cadesse dalla sedia mentre, cocciuta, voleva togliere da sola le tende per lavarle. Si era salvata, miracolosamente, ma era stata costretta, ad un lungo periodo di allettamento. Quel periodo fu per lui soave perché non la vedeva più girare per casa, di tanto in tanto ne percepiva l’odore quando si affacciava alla porta della sua stanza per darle un veloce saluto. Aveva messo mano al portafoglio ed aveva trovato una badante che se ne occupasse e lo faceva bene e, tutto sommato, silenziosamente. La convalescenza fu, però, più breve di quanto Tolomeo avesse sperato. Appena si fu rinvigorita prese ad usare la sedia a rotelle per inseguire il povero genero, reo di non assecondare le sue mille esigenze. Tutto ciò, sebbene l’afa, assurdamente pesante, di quell’estate, particolarmente calda, gli togliesse tutte le forze. La badante veniva per poche ore al giorno tranne la domenica, giorno divenuto, per lui, il peggiore di tutti. Esasperato Tolomeo si era messo i tappi alle orecchie, ma la voce gracchiante di lei sembrava perforare qualsiasi cosa.

Ostentata bontà
di Marzia Santella
Editore: ‎WritersEditor (dicembre 2020)
Copertina flessibile: ‎92 pagine

Marzia Santella

Marzia Santella, nata ad Adria nel 1969, si è laureata in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Bologna. Marzia, scrittrice, giornalista pubblicista e imprenditrice, amministratore di un’impresa commerciale ha sempre coltivato la passione per la scrittura.   I romanzi pubblicati sono tre: “La Canaglia” Editing Edizioni; “Fino alla Fine” edito da Albatros e, ultimo in ordine cronologico, seppure si tratti della prima opera letteraria: “Una vacanza studio in Inghilterra” per EA edizioni. L’autrice si è dedicata anche ai racconti, ad aprile 2018 ha pubblicato la prima raccolta di storie autobiografiche permeate di umorismo: “Marzia con gli Stivali ed altri racconti” Mediagraf Edizioni. Collabora costantemente, dal 2012 con il quotidiano “La Voce di Rovigo”. Negli ultimi anni ha conquistato prestigiosi premi in alcuni concorsi letterari nazionali e internazionali. Nel 2016 nel concorso letterario nazionale “Unicorno” ha ricevuto il Premio Guido Piovene con il romanzo: “Fino alla Fine”. Nel 2018 si è aggiudicata, nel Concorso Internazionale Gian Antonio Cibotto, il premio come Miglior Opera Autobiografica per “Marzia con gli Stivali e altri racconti”, nello stesso anno ha conquistato il premio per la poesia “Polesine d’inverno” nel concorso nazionale “Città di Rovigo” ed un nuovo premio ottenuto: Premio della Giuria Narrativa Edita al 7° concorso letterario internazionale “Locanda del Doge” con “Marzia con gli stivali e altri racconti”. Nel 2019 è finalista al concorso poetico “Il Tiburtino” e vincitrice di un ulteriore premio per il libro “Una vacanza in Inghilterra” nel concorso internazionale “La Locanda del Doge”. Nasce, poi “Ostentata Bontà”, prima raccolta di racconti noir popolati da personaggi dai nomi antichi, arricchiti di una sottile vena ironica e umoristica. L’opera è stata pubblicata dalla casa editrice romana, Writers Editor a Natale 2020. A febbraio 2021 il racconto noir: “I cattivi pensieri di Berenice” è stato inserito nella raccolta letteraria: “I Signori del Thriller” e vince il Premio Letterario Città Riviera del Brenta quinta edizione. Ad ottobre 2021 ottiene il Premio Narrativa Fideuram al 4° Concorso Letterario Internazionale “Gian Antonio Cibotto”.

10 Commenti

  1. “A volte Tolomeo si chiedeva quanto ancora sarebbe vissuto” spesso me lo chiedo anche io.
    Questo libro molto mi ispira. Ha portato alla mie mente pensieri che spesso mi balenano per la testa nonostante la mia giovane età. Questo libro già dell’anteprima mi ha fatta emozionare. Mi piacerebbe molto leggere altro

  2. E deve essere un meraviglioso libro, con una speciale narrativa.
    Oserei chiamarlo un humor giallo, quindici racconti che, dopo aver letto la “triste “storia di Tolomeo ed esserne rimasta cosi favorevolmente impressionata, ritengo che sarà una gran bella lettura.
    Chissà quanti “io t’ammazzerei” detto cosi, in quel simpatico modo, ci sono nel mondo, e, ahimè la vita è una sola.
    Avanti dunque! A tutti questi personaggi stanchi, oppressi, maltrattati da vittime meritevoli di castigi. Avanti! Muoio dalla voglia di conoscervi.

  3. La trama e la copertina sono molto interessanti e anche l’introduzione del primo capito ti invoglia a continuare a leggerlo. Sono una grande amante dei libri sin da quando avevo undici anni, sono la mia vita ed il mio modo per sfuggire dal mondo. Mi farebbe un sacco piacere leggere il libro e poterlo aggiungere alla mia collezione!

  4. Davvero avvincente questo racconto in anteprima. Lo stile di scrittura è tale da voler continuare a leggere senza interrompersi e senza assolutamente stancare il lettore. Personaggi comuni alle prese con situazioni comuni, che possono portare, però, a comportamenti inaccettabili. Da qui il significato del titolo, secondo me. Davvero coinvolgente questa idea di fondo.

  5. Una raccolta di racconti davvero unica, mettere a confronto una persona con il proprio io sconosciuto è davvero impressionante, tanto più che le persone che si macchiano di omicidi molto spesso hanno un aria così angelica da spiazzare chi li conosce. Sono molto curiosa di conoscere questi personaggi spero di leggere questo libro presto. Auguri all’autrice Mariliana

  6. Una raccolta di racconti molto particolare ed originali, che invitano alla lettura tutta d’un fiato per arrivare alla fine di ognuno e capire, scoprirne di più, rimanere a bocca aperta magari per un finale a sorpresa, oppure meravigliarsi per colpi di scena, cercando di capire ogni azione dei personaggi ed entrare nella mente di ognuno..

  7. Solitamente non amo i libri che contengono racconti… ma questa volta sono stata colpita dalla frase… che sinceramente non ho mai detto neanche a peggior nemico… solitamente uso l’arma dell’indifferenza… ma sarei curiosa di leggere questi racconti.

  8. Una copertina che attira moltissimo l’attenzione, come del resto il titolo vagamente enigmatico “Ostentata bontà”.
    Perchè mai mettere a confronto due facce opposte: il lato negativo (l’ostentazione) e quello positivo (la bontà)? Un libro sicuramente intrigante. Da qui la curiosità di voler conoscere il suo contenuto, che già presagisco interessante dall’assaggio dell’anteprima.

  9. Sarei davvero curiosa di leggere questi racconti, e scoprire se la mente di qualcuno di questi personaggi è stata attraversata dai pensieri che spesso vagano, più o meno incoscientemente, la mia quando qualche situazione mi fa perdere la pazienza!
    Spero di ricevere questo libro!

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