sabato, 28 Maggio 2022
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Una definzione del metaverso

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Una definzione del metaverso è il titolo del secondo articolo di “Arte e metaverso”, la nuova Newsletter di Manuale di Mari su Linkedin. Riteniamo che il metaverso costituisca un orizzonte possibile del nostro prossimo futuro: una nuova straordinaria frontiera che trasformerà la nostra vita e tutte le attività umane. La Newsletter è aperta al contributo di tutti gli iscritti. Per iscriverti segui questo link (devi essere registrato su Linkedin per seguire la Newsletter).

Una definzione del metaverso, cosa è e cosa non è il metaverso

Rilassiamoci. Guardiamo insieme il video qui sopra utilizzando, se possibile, la risoluzione più alta e aprendo anche l’audio.

Proviamo la meravigliosa esperienza dell’immersione in un mondo immaginario creato dagli artisti di TeamLab, un collettivo artistico internazionale fondato a Tokyo da Toshiyuki Inoko e quattro suoi amici. Si tratta di un gruppo interdisciplinare composto da artisti, programmatori, ingegneri, animatori CG, matematici e architetti la cui pratica collaborativa cerca di navigare nella confluenza di arte, scienza, tecnologia e mondo naturale.

Una definizione del metaverso

TeamLab ci offre uno straordinario esempio di come l’arte può plasmare le tecnologie per l’umanità.

Anche se le creazioni di TeamLab, da sole, non sono il metaverso, sono un’esperienza che può aiutarci ad “immaginare” cosa potrebbe essere questa dimensione in cui siamo del tutto immersi con il corpo e con la mente.

L’arte, intesa in senso lato, avrà un grande ruolo nella formazione ed affermazione del metaverso. E in verità lo ha avuto fin dalle sue origini perché l’idea stessa è stata concepita per la prima volta da scrittori di fantascienza. Tra questi il primo a utilizzare la parola “Metaverso” è stato Neal Stephenson nel suo romanzo di fantascienza Snow Crash e lo ha fatto, sembra incredibile, all’inizio degli anni ’90, quando Facebook non era ancora nato.

Tuttavia, per comprendere bene quanto esteso e determinante potrà essere questo ruolo, più avanti negli articoli di questa Newsletter, prima di tutto dobbiamo provare a dare una definizione di metaverso.

Vi proponiamo qui una definizione non troppo tecnica che ci aiuti ad evitare gli errori commessi da tecnologi, i quali tendono a identificarlo con una delle tante tecnologie che lo rendono possibile, da giornalisti più pigri che affrontano l’argomento con un po’ di superficialità presi dalla frenesia di pubblicare un post e, infine, da una categoria sempre molto affollata di consulenti che non vuole aggiornarsi e preferisce continuare ad imporre ai suoi clienti framework stagionati.

Il metaverso è un’integrazione e un’estensione digitale della realtà fisica e in quanto tale è necessariamente tridimensionale e consente di fondere tutto quello che è presente nel mondo fisico con mondi virtuali digitali nei quali viviamo ed operiamo con il nostro avatar.

Questa definizione, sicuramente molto elementare e generica, ci permette di cogliere subito un’affinità illuminante con Society 5.0, modello di sviluppo ideato dallo Stato giapponese per una società caratterizzata, come quella italiana, dalla presenza di un elevato numero di anziani. Si tratta di un concetto che abbiamo visto poche volte associato all’emergere del metaverso ma con cui potrebbe avere in comune proprio questa integrazione tipica della società “phygital”.

La società 5.0 è definita come “una società centrata sull’essere umano che contempera lo sviluppo economico con la risoluzione di problemi sociali grazie a un sistema che integra profondamente spazio fisico e spazio digitale”: una società pienamente e consapevolmente phygital.
(Marketing 5.0 – Philip Kotler)

Le possibili enormi potenzialità del metaverso sono strettamente dipendenti dalla qualità e dalla profondità con cui sarà trattata ed attuata l’integrazione tra realtà fisica e realtà digitale.

Questo concetto molto semplice può aiutarci a scoprire tutto quello che non è metaverso e può persino condurci ad affermare che il metaverso adesso, qui e ora, non esiste!

Ci permette di affermare, ad esempio, che esistono molte esperienze che pur utilizzando quelle tecnologie che definiamo abilitanti per il metaverso in realtà non sono il metaverso.

Ci consente di osservare che piattaforme come FortniteMinecraft e Roblox pur essendo diventate dei fenomeni economici e sociali di rilievo non sono il metaverso. Sono ambienti finalizzati al gioco e all’intrattenimento ma ancora del tutto slegati dalla vita del mondo fisico.

Anche un’esperienza del passato come Second Life (2003), pur potendo vantare la creazione di un microcosmo virtuale paragonabile a quello che potrebbe essere il metaverso, ma con una comunità di utenti molto più piccola rispetto a quelle delle piattaforme che abbiamo citato, in verità non è il metaverso. Second Life si può dire che ha nel suo stesso nome il limite che ne ha caratterizzato l’effettiva involuzione. Proporre agli utenti un modello di vita virtuale che è rappresentato come una seconda vita, intesa come una vita del tutto alternativa, non una estensione della vita reale ma una vera e proprio fuga dalla realtà ha pregiudicato tutti gli obiettivi più ambiziosi di quella piattaforma.

C’è poco da fare, il metaverso, per diventare qualcosa di concreto e utile per il benessere dell’umanità, deve fare i conti con la realtà fisica così come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi e non può ignorarla. Deve aumentarla, estenderla, integrarla ma non può prescindere del tutto da essa e da tutti i suoi contenuti economici, sociali e culturali.

Perché allora tutti parlano del metaverso, anche i suoi detrattori, e quest’anno si è aperto all’insegna di questa parola?

La risposta è simile a quella che spiega perché a un certo punto dell’evoluzione tecnologica si è cominciato a parlare di Industria 4.0: un processo di digitalizzazione del processo produttivo che dal settore manifatturiero si sta estendendo a tanti altri settori. È stata la convergenza di molte tecnologie (abilitanti anche per il metaverso) e la disponibilità a costi contenuti di dispositivi digitali sempre più avanzati e della banda larga a rendere possibile quella che è stata definita la quarta rivoluzione industriale.

Per il metaverso sta accadendo qualcosa di simile. Possiamo dire che è in atto, già da alcuni anni, il flusso di tecnologie, di investimenti e di intenti verso una interazione sempre più marcata tra la sfera del mondo fisico e quella digitale che la pandemia ha decisamente accelerato, abituando gli utenti a trascorre molto più in tempo nelle piattaforme digitali che “allevano” i futuri utenti del metaverso.

Esistono ancora molte criticità legate ad aspetti tecnologici, regolatori ed organizzativi ma oggi questo orizzonte, sia pure più futuribile di altri, si comincia a vedere e continueremo ad esplorarlo in questa Newsletter.

Robert Manuale di Mari
Robert Manuale di Marihttp://www.manualedimari.it/blog

Autore del Blog Manuale di Mari – Poesie e Storie d’amore e Direttore editoriale del Portale Manuale di Mari. Ha ideato e lanciato nel 2005 il Concorso di Emozioni. Nello stesso anno ha creato il Blog degli Autori che riceve nel 2008 il Premio Speciale della Giuria “Il Molinello” per la diffusione della letteratura nel Web.

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